Cos'è
“Paganini fa il bis” - Il programma (24 e26 aprile)
Mercoledì 24 aprile nel salone degli stucchi di Palazzo Toscanelli che ospita l’Archivio di Stato (ore 21.00, ingresso gratuito fino esaurimento posti) si inizia con “Paganini in Archivio”. Marco Fornaciari esporrà un percorso storico riguardante la tecnica del violino nel periodo antecedente a Niccolò Paganini, suonando contestualmente alcuni estratti dalle composizioni di B. Marini, J.S. Bach, G. Tartini, K. Stamitz, G.B. Viotti e N. Paganini. A seguire, saranno eseguite alcune celebri composizioni dello stesso Paganini come i 4 Capricci, il Carnevale di Venezia e la Sonata di Lucca. Nell’occasione sarà esposta una lettera originale del celebre violinista, datata 1839, conservata nel fondo Carmignani presso l’Archivio di Stato. Marco Fornaciari, livornese, ha studiato nella sua città con il maestro Cesare Chiti presso il conservatorio Mascagni. In seguito si è laureato al conservatorio di Ginevra sotto la guida del maestro Corrado Romano. Ha suonato in importanti sale mondiali quali La Scala, Mozarteum, Salle Pleyel, Musikverein, Salle Tchaikovsky, Sidney Opera House, registrando per numerosi enti radiotelevisivi in America, Giappone, Europa e Australia. Ha avuto l’onore di suonare lo Stradivari 1715 del Comune di Cremona in varie manifestazioni ufficiali, e il violino di Paganini al teatro Carlo Felice di Genova nel 2010. Il Circolo Lions Livorno Host gli ha assegnato il premio Lions 2010.
Venerdì 26 aprile al teatro Verdi di Pisa (ore 21.00, ingresso gratuito con prenotazione su EventBride https://www.eventbrite.it/e/biglietti-paganini-in-jazz-866379984857?aff=ebdssbdestsearch) la direzione artistica della associazione Fanny Mendelssohn propone il concerto “Paganini in jazz”, dedicato alla figura di Niccolò Paganini con l’Orchestra Suoni del Sud, diretta dal maestro Roberto Molinelli e, in veste di violino solista, il maestro Ettore Pellegrino. Un viaggio musicale emozionante che prevede l’alternarsi della esecuzione classica dei Capricci di Paganini, accompagnati dall’orchestra, alla riscrittura di ognuno di essi in versione jazz. Un progetto artistico il cui fascino risiede nella straordinaria duttilità del solista Ettore Pellegrino (violino) nel potersi alternare tra l’esecuzione classica dei Capricci, accompagnata dall’orchestra, e la riscrittura di ognuno di essi in versione jazz, nella quale è dato ampio e libero spazio all’improvvisazione legata ai ritmi latinoamericani, grazie anche alla presenza del trio Nosso Brasil, formazione specializzata nella musica brasiliana e sudamericana. La stessa orchestrazione dei Capricci classici, fatta dal maestro Molinelli, pur lasciando inalterata la stesura violinistica, sperimenta generi e schemi armonici diversi, mettendo così ancora più in luce il genio e l’attualità delle opere del grande virtuoso e compositore genovese. Nella versione jazz, invece, libero spazio all’improvvisazione e all’uso di ritmi tipici sudamericani, quali samba, bossa, choro, afoxè, senza tralasciare l’omaggio al tango.