Cos'è
Con una prima esecuzione mondiale dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, proposta nella forma integrale ipotizzata da Attilio Cremonesi e Francesco Bondì, che ne firmano anche direzione musicale e regia, il massimo teatro pisano inaugura venerdì 23 ottobre la nuova stagione artistica 2026/27 diretta da Marco Tutino, personalità di riferimento dell’opera italiana nel mondo.
Due le recite: venerdì 23 ottobre alle 20.30; domenica 25 ottobre alle 15.30.
Biglietti in vendita al Botteghino, al Servizio telefonico (050 941188) e su www.vivaticket.it.
Introduzione a Dido and Aeneas: giovedì 22 alle 18 nel Ridotto riprende l’appuntamento di approfondimento e introduzione all’Opera: relatore della prima Guida all’Ascolto della Stagione è Enrico Girardi, giornalista e docente di discipline musicologiche all’Università Cattolica di Milano.
Promozione della musica lirica tra le giovani generazioni: mercoledì 21 alle 16, si è tenuta la Prova generale aperta agli studenti delle Scuole e riservata alle realtà sociali della città.
Gioiello prezioso del barocco inglese e della musica universale, le immortali pagine di Dido and Aeneas sono citate ed evocate, ancora oggi dopo oltre tre secoli, persino in ambito cinematografico, e materia costante di studi e ricerche a causa di lacune nella partitura, motivo per cui questo titolo è sempre andato in scena in forma incompleta. La prima e unica rappresentazione sulla scena pisana, nella versione appunto priva del Prologo, risale a venti anni fa, nella stagione 2006/2007, all’interno del Progetto Opera Studio (che riuniva i teatri di Pisa, Lucca e Livorno) e in dittico con Satyricon, opera in un atto musicata da Bruno Maderna su libretto di Ian Strasfogel.
Tra le ragioni di interesse e di unicità di questa nuova produzione di Dido ad Aeneas, realizzata in collaborazione con il Teatro Goldoni di Livorno, spicca quindi la fervente ricerca di portarla in scena per la prima volta in forma completa grazie alla introduzione del Prologo la cui partitura è stata ricostruita con metodo filologico da Attilio Cremonesi sulla base di suggestioni purcelliane. In una studiata continuità letteraria che approda al IV Libro dell’Eneide di Virgilio, su cui Nahum Tate basa il libretto, il Prologo si incardina sull’Inno omerico a Giunone, tradotto in inglese antico da Mattia Mantellato. (L’opera sarà in scena in lingua originale e con sopratitoli in italiano).
La drammaturgia di Francesco Bondì – che firma anche scene e costumi -, giovane regista dalla precoce e già brillante carriera, attualmente docente dell’Accademia del Teatro alla Scala, trova ispirazione e radice nelle sue origini siciliane imbevute di storia e di mito, di similitudini e contatti con la costa africana. Da qui la scelta di ambientare l’opera di Purcell in una desolata cava di tufo del Mediterraneo, omaggio alle cave di Favignana, a indicare che la storia di Didone ed Enea, prima di essere una storia d’amore è una storia di ‘estrazione’ di forza e di stabilità e di fondazione di città nuove, Cartagine e Roma, connesse con un omicidio e una fuga. “Il sogno di Didone – spiega Bondì - è anche il sogno di Enea: ridare radici al proprio popolo in una terra nuova sulla quale stabilirsi e nella quale nuovamente identificarsi”.
Per dirigere e ‘rifondare’ il capolavoro purcelliano Marco Tutino ha chiamato Attilio Cremonesi, direttore di provata statura internazionale e tra i più rinomati specialisti di composizioni classiche e barocche raramente eseguite, che sarà sul podio dell’Ensemble Auser Musici, formazione pisana di spicco nel panorama internazionale, specializzata nel repertorio sei-settecentesco, che ritorna nuovamente al Verdi dopo due anni di assenza. Completano il team creativo Roberto Tusa, assistente scenografo, Nicola Savazzi, light designer, e Sabrina Vicari, coreografa, chiamata a istruire la Compagnia di danza del Teatro di Pisa (formata da allievi dei corsi VerdiFormazione Gabriella Gentili Mian). Maestro del Coro è Marco Bargagna che riporta sul palco, anche per questa Stagione, il Coro Arché.
Nei ruoli del titolo due interpreti di assoluta altezza e dalla carriera internazionale: Anna Caterina Antonacci, acclamato soprano la cui voce ha attraversato i più importanti teatri d'opera e sale da concerto del mondo con direttori quali Claudio Abbado, Sir Antonio Pappano, Riccardo Chailly, Riccardo Muti e Sir John Eliot Gardiner, e Enea Scala, tenore noto come interprete rossiniano e dall’assai versatile repertorio, appena reduce dalla Royal Opera di Muscat con Rigoletto e dopo Pisa in scena a Colonia con Les Contes d’Hoffmann. Di solida carriera e levatura internazionale anche le interpreti degli altri ruoli: Penelope Kendros, soprano di coloratura americano, è Belinda, la sorella e confidente di Didone, Margherita Maria Sala, contralto dalla rara e ricercata vocalità, è la Maga, Erika Zulikha Benato, mezzosoprano, la Seconda Donna, mentre le Streghe saranno interpretate dai mezzosoprani Anita Montserrat e Valentina Coletti.
L’argomento è tratto dal IV libro dell’Eneide di Virgilio. A Cartagine, nel suo palazzo, la regina Didone confessa alla fedele Belinda il suo amore per Enea, malvisto dai cartaginesi. Belinda e un’altra ancella la esortano a rincuorarsi perché il suo amore non è biasimevole. Giunge da lei il troiano supplicandola di ricambiare i suoi sentimenti e con lui arriva anche Venere a benedire l’unione. Una maga annuncia che frustrerà i progetti della coppia regale inviando a Enea uno spirito dal sembiante di Mercurio recante il finto ordine di Giove di lasciare Cartagine. Due streghe foggiano la tempesta da suscitare durante la partita di caccia data da Didone che, nel bosco, confida a Belinda vaghi e oscuri presagi. Scoppia la tempesta e mentre Didone fugge con Belinda a ripararsi, Enea terminata la caccia viene trattenuto da una forza misteriosa che gli fa incontrare il falso messaggero. A malincuore si prepara quindi a salpare. Didone addolorata va a salutarlo ed egli si dichiara pronto a trasgredire l’ordine divino se lei lo desidera. Ella rifiuta. Partita la flotta troiana, Didone disperata canta il suo addio alla vita e si uccide.
Traduzione dell’inno omerico a Giunone in inglese antico a cura di Mattia Mantellato
Musica di Henry Purcell
Prima esecuzione mondiale
(Ricostruzione musicale e drammaturgica del Prologo a cura di Attilio Cremonesi e Francesco Bondì )
Prima rappresentazione documentata: Londra, Josias Priest’s Boarding-School at Chelsea, 1689 – Edizione a cura di Clifford Bartlett – Editore proprietario King’s Music
Personaggi e Interpreti
DIDONE Anna Caterina Antonacci
BELINDA Penelope Kendros
SECONDA DONNA Erica Zulikha Benato
LA MAGA Margherita Sala
PRIMA STREGA / UNO SPIRITO Anita Monserrat
SECONDA STREGA / MARINAIO Valentina Coletti
ENEA Enea Scala
Direttore Attilio Cremonesi
Regia, scene, costumi Francesco Bondì
Assistente scenografo Roberto Tusa
Lighting Designer Nicola Savazzi
Coreografia Sabrina Vicari
Ensemble Auser Musici
Compagnia di danza Teatro di Pisa
Coro Arché
Maestro del Coro Marco Bargagna
Nuovo allestimento del Teatro Verdi di Pisa in coproduzione con Teatro Goldoni di Livorno
[in lingua originale, inglese antico, con sopratitoli in italiano]