Descrizione
È stata inaugurata giovedì 16 aprile, nel Fortilizio della Cittadella - Casa degli artisti pisani, la mostra “In viaggio con gli stecchi di Pacini”, promossa dal Comune di Pisa e curata da Nicola Micieli. Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla cultura del Comune di Pisa Filippo Bedini, l’artista Gianfranco Pacini, il curatore della mostra Nicola Micieli e il critico d’arte Lodovico Gierut. L’esposizione sarà visitabile a ingresso gratuito fino a domenica 3 maggio e offrirà ai visitatori la possibilità di visitare anche la Torre Guelfa. La mostra rimarrà aperta dal martedì al venerdì con orario 10-13 e 16-19, mentre il sabato, la domenica e nella giornata del 1° maggio sarà visitabile con orario continuato dalle 10 alle 19.
«Lo spazio del Fortilizio della Cittadella, rinominato “Casa degli artisti pisani” – dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini – si conferma un luogo vivo e dinamico, capace di valorizzare percorsi artistici complessi e di qualità. La mostra di Pacini sfrutta pienamente questi ambienti, restituendo al pubblico la varietà, il colore e la fantasia che caratterizzano tutta la sua ricerca. Si tratta di un’esposizione dal carattere antologico, che ripercorre una lunga esperienza artistica e di vita, segnata anche dalle esperienze in America Latina dell’autore. Proprio da questo percorso non solo artistico ma anche biografico nasce una poetica originale, capace di trasformare materiali semplici in elementi espressivi, come accade con gli stecchi, che diventano simbolo di un’arte accessibile e universale».
“In viaggio con gli stecchi di Pacini”
La mostra presenta oltre 30 opere tra pittura, incisione e installazione, offrendo una panoramica ampia e rappresentativa della ricerca artistica di Gianfranco Pacini, dalle prime sperimentazioni fino alla piena maturità espressiva. All’ingresso, due grandi dipinti dedicati al tema del mare introducono il visitatore nella poetica dell’artista, con superfici in cui le onde si trasformano in modulazioni geometriche. L’allestimento include lavori eseguiti con acrilico su tela, incisioni colorate, composizioni su tavola e tecniche miste, oltre a installazioni di forte impatto visivo. Il percorso presenta opere che testimoniano le diverse fasi della ricerca, tra cui quelle legate alla pratica del graffito, appresa e rielaborata dall’artista come forma espressiva autonoma. Elemento distintivo dell’esposizione è l’utilizzo degli “stecchi”, bastoncini impiegati in pittura per mescolare i colori, elevati a soggetti dell’opera e trasformati da Pacini in veri e propri elementi compositivi. In qualità di segno artistico, gli stecchi diventano protagonisti di paesaggi sospesi tra cielo, mare e terra. Le opere in mostra restituiscono un universo visivo caratterizzato dalla vivacità cromatica, in cui elementi naturali (mari, cieli, balene, paesaggi) dialogano con suggestioni più astratte e simboliche.
L’artista
Gianfranco Pacini, nato a Guamo (Lucca) nel 1955, si forma tra l’Istituto d’Arte di Lucca e l’Accademia d’Arte di Pisa, avvicinandosi alla pittura, all’incisione e alle discipline plastiche. A partire dalla fine degli anni Settanta vive significative esperienze in America Latina, tra Brasile, Argentina e Venezuela, dove unisce la pratica artistica al lavoro agricolo e alla condivisione della vita delle comunità rurali. Questo percorso umano e culturale segna profondamente la sua poetica, orientandola verso una forte attenzione ai temi sociali. Dopo una prima fase dedicata alla ricerca pittorica su paesaggio, mare e segno grafico, a metà degli anni Novanta introduce nella sua produzione gli “stecchi”, che diventeranno il tratto distintivo del suo linguaggio artistico. Da allora Pacini ha sviluppato una ricerca coerente, esposta in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, che ha consolidato una cifra espressiva capace di unire la sperimentazione tecnica al valore simbolico.