PISA MEDIEVALE

 
  • La decadenza dell’Impero Romano causò anche il declino della città di Pisa, che, come tutte le città, si spopolò e si restrinse rispetto alla prima cerchia delle mura; il disordine idraulico rese l’agricoltura più povera e le strade cessarono di essere mantenute, la palude ritornò attorno all’insediamento urbano.
  • La città tuttavia sopportò dignitosamente le varie dominazioni barbariche e rimase base navale anche sotto il dominio ongobardo (569-770) e nel suo piccolo arsenale si costruivano i "DROMONES PARATI AD EGREDIENDUM (= vascelli muniti di armi per l’offensiva) da contrapporre a quelli Bizantini. I Feudatari Longobardi costruirono a Pisa le prime case-torri.
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  •             Esempi di case - torri pisane

  • Moneta Longobarda che porta la scritta "Gloriosa Pisa"
              Bassorilievo raffigurante il porto pisano.
     Nell’età Carolingia (VII-IX), Pisa, con il favore di Carlo Magno godette  di varie libertà e riacquistò una certa prosperità, iniziando la sua attività politica e militare di arginamento dell’avanzata Araba, di difesa delle coste da i pirati saraceni, ma, insieme, di traffici e commerci con il mondo islamico dell’Africa Settentrionale e della Spagna. Fu proprio questa sua vocazione marittima e commerciale a determinarne l’autonomia: divenne presto, di fatto, indipendente dai grandi feudatari e ricevette immunità.
     Nel 828 una "parva classis" composta da Pisani e comandata da Bonifacio, si spinse vittoriosa fino a Cartagine. In un "lessico" delle città toscane compilato fino al X secolo, alla metà del 900 sono nominate solo Pisa e Firenze.
    Nell'XI secolo una vera rivoluzione agraria, demografica e commerciale trasformò tutta la Toscana, forse anche quale reazione di sollievo dopo le grandi paure per la fine del mondo, che doveva avvenire nell'anno 1000.
    Pisa emergente dovette lottare contro Lucca, Genova e Firenze, per mantenere libere le vie di transito e le rotte marittime. Questi anni videro il consolidamento della presenza di Pisa nel Mediterraneo.
     

    Statua di epoca romana che la tradizione popolare identifica con il personaggio di Chinzica.
    Nel 1005 papa Giovanni XVIII, preoccupato dell’avanzata dei Saraceni, giunti a Reggio Calabria, chiamò i Pisani in aiuto e mentre essi conquistavano la città, il saraceno MUGAMID (musetto), partito dalla Sardegna, sbarcò a Pisa. È in questo contesto che si colloca la leggenda di Chinzica Sigismondi.Nel 1016 i Pisani per vendicarsi fecero un’incursione sulle coste della Sardegna che conquistarono nel 1049.Nella seconda metà del XI secolo, Pisa, alleata dei Normanni, combatté contro gli Arabi nell’Italia meridionale.Nel 1063 il console pisano Giovanni Orlandi catturò 6 navi saracene nel porto di Palermo e combattè con successo intorno alla città conquistando uno straordinario bottino una cui parte fu spesa per iniziare la costruzione del Duomo.
    Nel 1091, il papa Urbano II, concesse in feudo alla città la Corsica.Nel 1096, Pisa partecipò alla 1° crociata, dalla quale le derivarono grandi benefici economici e naturalmente, un ampliamento dell’orizzonte culturale.Nel 1113, i Pisani vinsero i musulmani di Spagna in una battaglia alle isole Baleari.
    I nuovi committenti delle opere d’arte e delle costruzioni religiose e civili erano ora i mercanti, gli armatori e le corporazioni artigiane.
    Pisa, sempre di tendenza ghibellina, era alleata degli imperatori di Svevia, dai quali ricevette numerosi privilegi. Le sue navi erano dunque in tutti i porti del Mediterraneo. Dal XI secolo al XIII essa influenzò con la sua arte, non solo una vasta zona della Toscana, ma anche altri territori, come la Corsica, la Sardegna, la Puglia e la Dalmazia.
    Nel 1155 fu costruita, attorno al vecchio nucleo romano e ai nuovi borghi, una cerchia di mura in pietra con merlature a filo del muro secondo l’uso saraceno, con alte torri quadrate, con porte a pieno centro o a sesto.
    Quando gli Imperatori cominciarono a perdere potenza in Italia, Pisa rimase isolata e finì per entrare in continui contrasti con Lucca e con Firenze. 
    Erano pessimi anche i rapporti con Genova che già aveva occupato punti strategici in Sardegna e in Corsica e il 6 Agosto 1284, 100 navi Genovesi presso la Meloria sconfissero le 70 navi Pisane e fecero 10.000 prigionieri, tanto che nacque l’ironico detto "Chi vuol vedere Pisa, vada a Genova".
    Nel 1300 la politica di Pisa si adeguò a quella fiorentina, per gli interessi degli armatori e dei marinai, che vedevano la necessità di offrire agevolazioni alle merci fiorentine in transito dal loro porto.
    Dopo alterne vicende, nel 1405, Pisa fu venduta a Firenze per 206.000 fiorini d'oro e quasi fu la fine della gloriosa repubblica marinara.Tuttavia fra i Medici, signori di Firenze, alcuni cercarono di ridare nuovo vigore a Pisa come ad esempio Cosimo I.