Didascalia Autore: Artista crociato (?)
Opera: Tavola dipinta forse scomparto di un trittico a sportelli (venerata come Madonna di sotto gli organi )
Materia e tecnica: Tempera su tavola
Misure: cm 93 x 55
Datazione: Sec XIII primo quarto
Provenienza: Incerta
Collocazione attuale: Duomo
Vicende esterne La tavola è a tutt oggi oggetto di grande venerazione in città dove è conosciuta sotto il titolo di Madonna di sotto gli Organi derivato dalla sua antica ubicazione all interno del Duomo Il suo culto pubblico è testimoniato nelle fonti a partire dagli ultimi anni del secolo XV; in particolare la devozione della popolazione pisana verso quest immagine si radicò in seguito alla discesa in Italia nel 1494 del re di Francia Carlo VIII che sottrasse la città al dominio di Firenze (in cui era caduta nel 1406) restituendole la libertà La tavola fu utilizzata in quell occasione come simbolo di rivalsa politica e alla Vergine Maria in essa rappresentata invocata sotto il titolo di Madonna delle Grazie fu attribuito il merito di aver concesso a Pisa il recupero della propria autonomia Nei secoli successivi l immagine fu al centro di solenni processioni pubbliche in occasioni di grandi calamità naturali e belliche e svolse sempre più spesso il ruolo di patrona singolare della città; era conservata nel proprio altare collocato a sinistra del presbiterio entro un tabernacolo e una coltre di sette veli che la manteneva perennemente nascosta allo sguardo dei fedeli tanto da guadagnare l appellativo di Madonna occulta Intorno alla sua origine furono intessute come apprendiamo dalle fonti dei secoli XVI e XVII diverse leggende; tra le varianti più diffuse una vantava il suo trasporto in città dal castello di Lombrici in Versilia nel 1225 nel corso di un azione di guerra contro i Lucchesi mentre un altra la poneva in relazione con la nobile famiglia pisana degli Upezzinghi Al momento della sua solenne scopertura nel 1790 in seguito a un decreto del granduca Pietro Leopoldo l opera fu trovata in buone condizioni di conservazione e fu sottoposta a un intervento di ripulitura affidato al pittore pisano Giovanni Battista Tempesti che integrò alcune lacune sul fondo e sulle vesti delle Vergine Nel 1943 un nuovo restauro integrò alcune piccole lacune nella superficie pittorica oltre a una più vistosa lungo la schiena del Bambino; nel 1963 fu rimarginata una frattura all altezza del volto del Bambino prodotta da una caduta nel corso di una processione Descrizione La Vergine Maria raffigurata dal busto in su entro una cornice centinata si presenta vestita di un velo purpureo decorato con un bordo dorato; dalla piega che si osserva all altezza della spalla sinistra pendono cinque pendenti aurei Il capo della Madonna è leggermente inclinato; l andamento delle sopracciglia esaltate dal forte chiaroscuro sottostante conferisce al suo volto un espressione malinconica Sul braccio destro la Vergine regge il Bambino vestito di una tunica e di un imatio con decorazione a crisografia Questi piuttosto che da un aspetto infantile è connotato da attributi che sottolineano la sua natura di essere divino e atemporale: ha infatti i capelli crespi e la fronte solcata da un increspatura che denota saggezza; il braccio destro è proteso nell azione del benedire mentre la mano sinistra regge appoggiandolo fra le gambe leggermente divaricate un libro aperto in cui è riportato in greco un passo del Vangelo di Giovanni (VIII 12): Egò eimi to phos tou kosmou o akolouthon emoi ou me peripatesei en te skotia all exei to phos tes zoes ("Io sono la luce del mondo Chi segue Me non brancolerà nelle tenebre ma godrà della luce della vita") Sotto la manica del braccio destro è rappresentato il lembo di una tunica trasparente Contesto La presenza di una cornice centinata all estremità superiore della tavola utilizzata spesso come mezzo per dare risalto a un personaggio sacro importante fa pensare che l opera costituisse in origine lo scomparto centrale di un trittico o fosse un icona dotata di ante laterali Al momento della sua esecuzione era destinata probabilmente al culto privato o all esposizione nello spazio della navata (forse sulla barriera dell iconostasi ) come si evince dai dati iconografici che rimandano al mistero della Salvezza La composizione esprime il paradosso cristiano della Vergine mortale e creata da Dio che regge in braccio il suo Creatore Il Bambino è rappresentato come persona divina e atemporale in cui a tratti fisionomici propri dell età infantile (come le dimensioni ridotte) sono combinati richiami espliciti all età adulta quali la fronte alta le cavità del collo e l abbigliamento Il gesto di benedizione e il libro aperto con il passo del Vangelo di Giovanni compaiono in diverse rappresentazioni bizantine del cristo pantokrator come mezzi per esprimere la concessione della Grazia La tunica trasparente che si osserva sul braccio destro è viceversa un sottile richiamo al Sacrificio di Cristo condizione della Salvezza del genere umano Ambito stilistico-culturale L opera è oggetto di un dibattito che vede i diversi studiosi schierati su due fronti: da un lato chi la riconduce all ambito di Berlinghiero di Milanese dall altro chi sottolinea la sua forte assonanza con la pittura bizantina di icone Il principale ostacolo a una collocazione precisa di questo oggetto è stato individuato da tempo nelle ridipinture operate dal pittore Giovanni Battista Tempesti nel 1790; l apporto di quest ultimo sembra tuttavia da ridimensionare in quanto da documenti dell epoca apprendiamo come egli si fosse limitato alla ripulitura della superficie pittorica e all integrazione di alcune cadute di colore sullo sfondo e sui panneggi Verso la seconda ipotesi sembra spingere l analisi di alcuni tratti iconografici poco frequenti nella produzione occidentale soprattutto l attributo del libro aperto con l iscrizione evangelica propria del tipo del cristo pantokrator e l insistita caratterizzazione del Bambino non come figura storica ma come persona divina Dal punto di vista compositivo e formale interessanti paralleli si hanno nella produzione pittorica del Mediterraneo orientale soprattutto cipriota degli anni intorno al 1200 come in un icona del Museo della Torre Bianca di Tessalonica e in un altra del Museo arcivescovile di Nicosia (Cipro) Datazione Per le sue caratteristiche compositive e iconografiche l opera può essere collocata intorno all anno 1200 Riferimenti bibliografici E B Garrison Post-War Discoveries: Early Italian Paintings III The Madonna "di sotto gli organi" in "Burlington Magazine" LXXXIX 1947 pp 274-279 (ried in idem Early Italian Painting: Selected Studies Vol I Panels and Frescoes London 1984 pp 223-233)
M Boskovits The Origins of Florentine Painting 1100-1270 Florence 1993 pp 49-50
R Novello scheda 894 in A Peroni (a cura di) Il Duomo di Pisa III Modena 1995 pp 460-461
M Bacci Due tavole della Vergine nella Toscana occidentale del primo Duecento in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa" ser III LXXVI 1996 di prossima pubblicazione