Ambiente e Territorio





Mappa della distribuzione dei mulini.
Sono indicati:
in VERDE i mulini a vento;
in ROSSO i mulini ad acqua;


Il territorio qui analizzato corrisponde al Capitanato Nuovo di Livorno nato il 14 Aprile 1606 sotto la giurisdizione del Granduca di Toscana; attualmente corrisponde a tutto il comune di Livorno e parte dei comuni di Collesalvetti e di Rosignano.

I corsi d'acqua dove sono stati individuati i mulini sono:
  1. il fiume Tora (1)
  2. il rio Ugione (2),
  3. il rio Maggiore (3),
  4. il botro Felciaio (4),
  5. il rio Ardenza (5),
  6. il botro Fontanelle (6),
  7. il rio Morra e Camorra (7),
  8. il botro Mulino (8),
  9. il botro Savolano (9),
  10. il torrente Chioma (10),
  11. il botro Fortulla (11),
  12. il botro Sanguigna (12),
  13. il fiume Fine (13).



E' stata inoltre ipotizzata, dai documenti di archivio, la presenza di mulini ad acqua e a vento sull'isola di Gorgona.
I mulini ad acqua sono 62 e quelli a vento sono 14. In questo lavoro sono presi in considerazione i mulini ad acqua sul rio Morra e Camorra, sul fiume Tora, sul botro Sanguigna, sul rio Ardenza ed i mulini a vento di Rosignano Marittimo e della Valle Benedetta.
Le notizie tratte dai documenti di archivio (proprietà ecclesiastiche, estimi e catasti) sono state verificate sul territorio mediante il raffronto con i toponimi rimasti inalterati nel tempo e con i ruderi ancora presenti.


La grande gora del mulino del Granduca

In primo luogo l'acqua staziona nella gora: una grande vasca di raccoglimento posta a monte del mulino. Grazie ad un dislivello artificiale, dato da un alto muro, l'acqua riacquista energia entrando nell'inferno: in questa cavità sono situate le pale, poste orizzontalmente e collegate tramite un ingranaggio ad una macina che effettua la macinazione per pressione.

L' inferno del mulino Buca Fonda

Pochi sono i mulini a pale verticali. I mulini ad acqua complessivamente ritrovati sono 62; in questo lavoro sono presi in considerazione i mulini ad acqua sul rio Morra e Camorra, sul fiume Tora, sul botro Sangnuigna, sul rio Ardenza.


Sono stati costruiti nel territorio livornese, affiancati ai mulini ad acqua, alcuni mulini a vento che mai hanno raggiunto la potenzialità molitoria dei primi, ma hanno ugualmente contribuito alla produzione di farine per il fabbisogno locale.
La tipologia costruttiva adottata nei nostri territori è stata del tipo misto, ossia parte in muratura e parte in legno.

Mulino a vento della Valle Benedetta

Questi appartenevano spesso ai proprietari dei vicini mulini ad acqua, lavorando in alternativa ad essi quando l'acqua scarseggiava ma venti, come il caldo scirocco, non mancavano. Questi mulini erano dislocati su località elevate; studi recenti hanno dimostrato come le colline livornesi siano predisposte per l' impianto di macchine eoliche. Sono almeno 37 infatti i luoghi indicati idonei a ciò e ben 14 i mulini ritrovati: fra questi spiccano quelli della Valle Benedetta e di Rosignano, da noi analizzati in questa ricerca.
E' stata inoltre ipotizzata, dai documenti di archivio, la presenza di mulini ad acqua e a vento sull'isola di Gorgona.
Le notizie tratte dai documenti di archivio (proprietà ecclesiastiche, estimi e catasti) sono state verificate sul territorio mediante il raffronto con i toponimi rimasti inalterati nel tempo e con i ruderi ancora presenti.




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