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Luminara
di San Ranieri
16 giugno 2004
Sui Lungarni di Pisa si rinnova ogni anno, all’imbrunire del 16
giugno, l’incantesimo della Luminara
di San Ranieri. Infatti, per antica tradizione, i pisani sono soliti celebrare con
questa singolare illuminazione a cera la festività patronale del 17
giugno. Sono
circa settantamila i lumini che per ogni edizione vengono meticolosamente
deposti in bicchieri di vetro liscio diafano, ed appesi in telai di legno,
dipinti di bianco (in gergo: "biancheria"), modellati in modo da esaltare le sagome dei palazzi,
dei ponti, delle chiese e delle torri che si affacciano sui lungarni
pisani. Unica eccezionale appendice rispetto a questo scenario è la Torre
Pendente, illuminata altrettanto arcaicamente con padelle ad olio,
collocate anche sulle merlature delle mura urbane, nel tratto che
racchiude la Piazza dei Miracoli.
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Dopo
l’accensione, per effetto del riverberarsi della miriade di luci tremule
nelle acque dell’Arno, dove vengono deposti ed affidati alla corrente
anche lumi galleggianti, l’evento offre al visitatore una suggestione
unica, indescrivibile, proprio per l’estatico incanto che sin
dall’antichità rende magiche le notti pisane del 16 giugno. Il
25 marzo 1688, nella cappella del Duomo di Pisa, intitolata all’Incoronata,
venne solennemente collocata l’urna che contiene il corpo di Ranieri
degli Scaccieri, Patrono della città, morto in santità nel 1161. Cosimo
III dei Medici aveva voluto che l’antica urna contenente la reliquia
fosse sostituita con una più moderna e fastosa.
La
traslazione dell’urna fu l’occasione per una memorabile festa
cittadina, dalla quale, secondo la tradizione, ebbe inizio la triennale
illuminazione di Pisa che dapprima si chiamò
illuminazione e poi, nell’Ottocento Luminara. |
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Tuttavia
l’idea di celebrare una festa illuminando la città con lampade ad olio
non fu un’invenzione del momento, ma una consuetudine nata da tempo ed
affermata gradualmente in occasione di avvenimenti particolarmente solenni
o festosi e non necessariamente legati al culto del Santo Patrono.
Si
possono infatti trovare precise testimonianze di questa tradizione: il 14
giugno del 1662 (prima cioè che si provvedesse alla traslazione del corpo
di San Ranieri) l’illuminazione fu allestita in onore di Margherita
Luisa principessa d’Orleans e sposa di Cosimo II che transitava da Pisa
per recarsi a Firenze.Vi è traccia anche di precedenti edizioni come
quella organizzata in onore di Vittoria della Rovere in occasione della
festa notturna per il carnevale del 1539.
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Nata
come illuminazione delle finestre di case, per il passaggio dei cortei o
processioni, la Luminara,
seguendo le nuove fantasie scenografiche del tempo, andò configurandosi,
nel Settecento, come libera architettura luminosa applicata agli edifici,
dei quali sempre meno rispettava le reali strutture, inventando forme
bizzarre che trasformavano la città, e specialmente il Lungarno, in uno
scenario teatrale di effetto fantasmagorico. In alcuni edifici
l’illuminazione continuava comunque ad avere la funzione di sottolineare
le strutture esistenti.
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Le
vicende della Luminara hanno seguito costantemente quelle della città.
Abolita nel 1867, venne ripristinata nel 1937 in occasione della ripresa
del Gioco del Ponte e sospesa durante la seconda guerra
mondiale. Si tornò ad allestire la Luminara
per la festa di San Ranieri del 1952 e la tradizione durò fino al 1966.
Nel novembre di quell’anno la violenza dell’alluvione provocò il
crollo del Ponte Solferino e di lunghi tratti del Lungarno. Si ebbe quindi
una nuova interruzione della Luminara,
che venne ripresa nel giugno 1969.
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Testo: da archivio Ufficio Turismo
Fotografie
di Renato Sandrini
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