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Turismo


Primo itinerario

La costruzione delle mura comunali iniziò dall’angolo nord-ovest della città dove sorgeva la nuova cattedrale, fondata nel 1064, nel luogo che fin dagli etruschi era stato sede di edifici di culto. Nel primo tratto, delimitato dalle torri di Santa Maria e del Leone, si apriva l’ampia Porta del Leone, dalla statua che ancora la sovrasta, chiusa in seguito all’apertura della medicea Porta Nuova, abituale odierno accesso alla Piazza del Duomo.

Monumenti della Piazza del Duomo 63 k

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Percorrendo Via Santa Maria, la strada che univa il centro religioso con l’Arno in corrispondenza del Pontenovo (distrutto nel XIV secolo), si incontrano interessanti palazzi con facciate cinque-settecentesche che celano architetture medioevali, oltre a numerose case-torri e al trecentesco palazzo da Scorno con loggetta e capitello figurato del XII secolo. Quasi al termine della strada sorge la chiesa agostiniana di San Nicola, costruita intorno alla metà del XII secolo e in seguito ampliata e trasformata, al cui interno si conservano importanti opere del Trecento, come il dipinto con Madonna con Bambino, del pisano Francesco Traini, il Crocifisso ligneo policromato attribuito a Giovanni Pisano, un’Annunciata di Nino Pisano e il dipinto con San Nicola da Tolentino, con una delle prime vedute di Pisa. Interessante è l’insolito campanile ottagonale, costruito seguendo le complesse scoperte aritmetiche del matematico pisano Leonardo Fibonacci, vissuto nel XIII secolo.

La chiesa è collegata da un cavalcavia al Palazzo Reale, costruito per volontà del granduca Francesco I dei Medici (1583-1588) inglobando alcune torri medioevali, tra cui l’alta torre del Cantone. Un secondo cavalcavia collega il palazzo, sede del Museo Nazionale di Palazzo Reale, museo del collezionismo e del costume pisani, con il palazzo delle Vedove, edificio medioevale riadattato nel Seicento per ospitare le vedove dei granduchi.

Al termine della sinuosa via Santa Maria si apre la splendida visuale dei Lungarni che per secoli sono stati il fulcro della città, come confermano gli austeri palazzi signorili appartenuti alle maggiori famiglie pisane; l’aspetto attuale, frutto dei rifacimenti ottocenteschi, è ben diverso dal medioevo, quando le sponde del fiume erano gremite di attracchi e scali merci, parti integranti delle strutture portuali pisane. Oltrepassato Palazzo Reale, si attraversa l’ampia piazza Francesco Carrara, nel medioevo piazza delle Merci d’Oltremare, e percorrendo via del Collegio Ricci si raggiunge l’ariosa Piazza Dante e al termine, svoltando a sinistra in via San Frediano, incontriamo la chiesa di San Frediano, edificata tra l’XI ed il XIII secolo in stile romanico-pisano, al cui interno si conserva un pregiato Crocifisso su tavola della seconda metà del XII secolo. Quasi di fronte al sagrato della chiesa si apre la pittoresca via Cavalca, lungo la quale sorge la duecentesca torre dei Caciaioli più nota come torre del Campano per la campana installata nel Settecento che dava inizio alle lezioni dell’Università. 

Lungarni Pacinotti e Mediceo 46 k

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L’illustre Studio Pisano era già attivo nel XII secolo, ma solo nel 1543 Cosimo I fece erigere il bel palazzo della Sapienza distruggendo la medievale Piazza del Grano. Proseguendo attraverso la suggestiva Piazza Sant’Omobono incontriamo antiche case-torri, che con il loro sviluppo verticale caratterizzavano la città medievale dove, secondo il racconto del rabbino Beniamino di Jona da Tuleda, nel 1159 esistevano quasi diecimila torri. Districandosi tra i banchi di frutta, verdura e prodotti tipici della gastronomia pisana, si raggiunge piazza delle Vettovaglie, l’antica piazza dei Porci, cinta da un elegante porticato cinquecentesco, e attraverso l’angusta ed affollata via delle Colonne giungiamo in Borgo Stretto, una delle vie più suggestive della città con i suoi caratteristici portici, in cui si aprono prestigiosi ed eleganti negozi. 

Casa-torre 59 k

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A destra il porticato si interrompe lasciando il posto al sagrato della chiesa di San Michele in Borgo, edificata tra X e XI secolo ed ampliata agli inizi del Trecento; in facciata, mossa da tre ordini di logge con archetti, si aprono tre portali di cui il principale è sormontato da un tabernacolo al cui interno sono le statue della Madonna con Bambino e devoti, realizzate nella prima metà del Trecento dalla bottega del pisano Lupo di Francesco. Le insolite scritte si riferiscono all’elezione del Rettore dell’Università, alla fine del XVI secolo. All’interno si trova un pregiato Crocifisso di Nino Pisano proveniente dal portale del Camposanto. 

Torre Upezzinghi e case-torri 70 k

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Al termine di Borgo Stretto si apre piazza Garibaldi e di fronte Ponte di Mezzo, il principale ponte della città attestato fin dal 1109 e più volte ricostruito, su cui ogni anno l’ultima domenica di giugno si rappresenta l’antico Gioco del Ponte. Percorrendo un breve tratto di Lungarno Mediceo incontriamo piazza Fratelli Cairoli, nota come piazza della Berlina perché vi si esponevano i condannati al pubblico scherno; nel medioevo era detta Piazza delle Erbe, per il mercato di ortaggi che vi si teneva, e l’aspetto attuale, con il porticato e la centrale statua dell’Abbondanza, eseguita da Pierino da Vinci nel 1550, risale alle trasformazioni urbanistiche medicee. 

Ponte di Mezzo e Lungarno Mediceo 70 k

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Sul lato nord della piazza sorge l’antica chiesa di San Pietro in Vinculis, detta anche San Pierino, eretta tra XI e XII secolo, con campanile ottenuto riadattando una torre di civile abitazione del secolo XI. Bell’esempio di chiesa “a loggia”, conserva al suo interno importanti opere del Duecento, tra cui un Crocifisso dipinto su tavola, resti di affreschi (alcuni esposti nel Museo Nazionale di San Matteo) e parte del prezioso mosaico pavimentale. Lungo il fianco destro della chiesa si apre la suggestiva Via Delle Belle Torri con numerose case-torri. Seguendo il fianco sinistro di San Pietro percorriamo per un breve tratto Via Palestro, al termine della quale è la chiesa di Sant’Andrea decorata da numerose scodelle maiolicate, e attraverso via G. Verdi raggiungiamo Piazza San Paolo all’Orto, su cui sorge l’omonima chiesa, costruita nel XII secolo, con facciata decorata da sculture di Biduino. Entrati in Via San Francesco poco dopo scorgiamo il convento e l’ampia chiesa di San Francesco, documentata dal 1238 poi ampliata, tra il 1265-70, da Giovanni di Simone e modificata nel corso del Cinquecento. All’interno restano importanti affreschi trecenteschi di Taddeo di Bartolo (1397), di Taddeo Gaddi e di Niccolò di Pietro Gerini (1392), oltre al pregevole dossale dell’altare maggiore, in marmo policromato e dorato, di Tommaso Pisano. Tornati pochi passi in dietro, si percorre lo stretto vicolo dei Ruschi fino a raggiungere Via S. Lorenzo e da qui l’alberata Piazza Martiri della Libertà, frutto delle demolizioni ottocentesche che cancellarono l’antico assetto medievale, oltre la quale sorge la chiesa domenicana di Santa Caterina. Vero centro culturale medioevale, l’edificio fu costruito a partire dal 1251 e in seguito ampliato; all’interno si conservano il dipinto con l’Apoteosi di San Tommaso d’Aquino, del senese Lippo Memmi e del pisano Francesco di Traino, il marmoreo Sepolcro dell’arcivescovo Saltarelli di Andrea Pisano e del figlio Nino, quest’ultimo autore anche delle raffinate statue dell’Annunciata e dell’Arcangelo Gabriele (1368). Con una breve digressione si raggiunge la suggestiva chiesa di San Zeno, costruita a più riprese tra il X e il XII secolo, con annessa abbazia camaldolese. Lasciata piazza Santa Caterina, percorriamo Via Giosuè Carducci e Via Guglielmo Oberdan, già Borgo Largo, su cui si affacciano case-torri ed il trecentesco Palazzo Scorzi con elegante porticato, e svoltiamo in Via Ulisse Dini dove sono i resti dell’antica chiesa dei Santi Felice e Regolo, oggi sede di una banca; sull’omonima piazza sorge l’antico palazzo del Podestà, poi Monte di Pietà e ora sede di uffici.

La strada sbocca nella scenografica piazza dei Cavalieri, fulcro della Pisa medicea ma nel medioevo centro del potere politico; qui sorgevano il palazzo degli Anziani (XIII - XIV sec.), trasformato in palazzo della Carovana da Giorgio Vasari, sede della Scuola Normale Superiore, e la chiesa di San Sebastiano dei Fabbri, sostituita dalla cinquecentesca chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano.

Statua di Cosimo I de' Medici 63 k

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Anche il caratteristico palazzo dell’Orologio è frutto dell’accorpamento di due torri preesistenti: la torre delle Sette Vie (una delle prigioni del Comune) e la torre della Muda, detta anche della fame per avere rinchiuso il conte Ugolino della Gherardesca (1288), capitano del popolo accusato di tradimento, insieme ai figli ed ai nipoti, come ricordano i famosi versi di Dante (Inferno XXXIII, 1-90). Proprio in questa piazza Pier Capponi, generale delle truppe fiorentine, nel 1406 prese le chiavi della città, ultimo atto della libertà pisana.

Piazza dei Cavalieri - Palazzo dell'Orologio 76 k

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Questa passeggiata in città si conclude con la vicina chiesa di San Sisto costruita dopo la vittoria in Al-Mahdĭya e Zawila nel 1087, che ricorda le principali imprese militari della flotta pisana, avvenute nel giorno di San Sisto il sei agosto, a lungo sede delle riunioni del Consiglio del Popolo.

Testo a cura di Lucia Casarosa

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