Rana rana ![]() |
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regno sul cucuzzolo di una montagna |
| Sentendosi vicino a morire chiamò i suoi tre figli per avere da loro la promessa che si sarebbero sposati per assicurargli la discendenza e, poiché nel piccolo regno non c'erano principesse, dette loro tre palle d'oro dicendo: - Ognuno tiri la sua in una diversa direzione. Dove la palla si fermerà, là ci sarà la sua sposa -. |
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La palla del mezzano si fermò davanti alla bottega di un fornaio ed egli si fidanzò con la sua bella figlia. |
| La palla del minore
finì in un fosso dove egli vide una rana e le disse:
"Rana, Rana!" "Chi mi chiama?" "Federico tuo che poco t'ama! "Se non m'ama, m'amerà quando bella mi vedrà!" Federico, così si chiamava il figlio minore, obbedendo alla promessa fatta al padre, si fidanzò con la ranocchia. |
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Il
re doveva decidere quale dei suoi figli avrebbe avuto il regno e per questo
volle sottoporre le loro fidanzate ad una prova. Quella delle tre che avesse
meglio filato del lino, sarebbe diventata regina e il marito re. Ogni principe
portò il lino alla fidanzata; Federico si recò al fosso e
chiamò: "Rana, Rana!"
"Chi mi chiama?" "Federico tuo che poco t'ama!" "Se non m'ama, m'amerà quando bella mi vedrà!" |
| Senza esitazioni la
rana prese il lino. Dopo quindici giorni il re ebbe i risultati della prova
e sentenziò:
-Il lavoro della contadina è ben fatto, quello della fornaia è migliore, ma quello della rana non ha paragoni. |
| Ma i principi e il
popolo non volevano una regina ranocchia e allora il re concesse un'altra
prova. Sarebbe stata regina la fidanzata che con quel lino avesse tessuto
la stoffa più bella. Di nuovo Federico andò al fosso: "Rana,
Rana!"
"Chi mi chiama?" "Federico tuo che poco t'ama!" "Se non m'ama, m'amerà quando bella mi vedrà!" |
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| Anche questa volta la rana non si sottrasse alla prova e quando, dopo quindici giorni, le stoffe furono presentate al re fu evidente a tutti che il lavoro migliore era quello della rana. |
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Il
re volle concedere una terza ed ultima prova: sarebbe stata regina colei
che con quella stoffa avesse cucito l'abito più bello.
Federico tornò al fosso: "Rana, Rana!" "Chi mi chiama?" "Federico tuo che poco t'ama!" "Se non m'ama, m'amerà quando bella mi vedrà!
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| Di nuovo la rana accettò
la prova e, dopo quindici giorni, consegnò un abito che superava
di gran lunga quelli cuciti dalla contadina e dalla fornaia.
Il re tenne fede alla parola data, ordinò ai figli di andare a prendere le fidanzate e proclamò che la rana sarebbe stata regina e il suo sposo re. |
| Federico, pieno di
riconoscenza, andò al fosso e chiamò la sua ranocchia per
portarla a corte:
"Rana, Rana!" "Chi mi chiama?" "Federico tuo che tanto t'ama!" "E più ancora m'amerai quando bella mi vedrai!" Uscì dall'acqua una fanciulla bellissima con un velo di raggi di sole e un vestito color di luna. |
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| A Federico, che la guardava sbigottito, raccontò di essere la figlia di un re potente che una maga, per invidia aveva trasformata in rana. Solo l'amore di un principe, come era avvenuto, avrebbe potuto rompere il malvagio sortilegio. |
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Federico,
felice e innamorato, la portò a palazzo dove il re l'abbracciò
e tutti la acclamarono regina.
E si fecero feste così lunghe in quel paese che, si dice, non si ricordano più che c'erano anche i giorni di lavoro. ![]() |