DRAMMATIZZAZIONE DELLA FIABA "I DUE GOBBI"

Personaggi:

                                             Giacomo          il fratello che perde la gobba
                                             Giuseppe        il fratello di Giacomo, con la gobba
                                             1a vecchina
                                            2a vecchina
                                            3a vecchin
                                            Coro di bambini



Una luce fioca illumina un angolo della scena; il resto è al buio.
Nell’ angolo illuminato Giuseppe, con una gran gobba sulle spalle; traffica intorno a certi attrezzi. Irrompe in scena un gruppo di bambini che, tenendosi per mano, girano intorno a Giuseppe e cantano
Giuseppe ha la gobba, Giacomo ha la gobba!

Giuseppe :(stizzito tira loro qualcosa e urla) State zitti, ragazzacci, smettete di prenderci in
                giro, altrimenti ve la faremo pagare, mio fratello ed io!
( i ragazzi scappano via urlando. Entra in scena un giovane trafelato che corre ad abbracciare Giuseppe)
Giacomo  :  Giuseppe, fratello mio, non vedevo l’ ora di tornare a casa per raccontarti cosa mi
                  è successo!
Giuseppe:  Ma tu chi sei? Mio fratello ha la gobba come me; tu invece sei bello diritto.
Giacomo  :  Guardami bene: sono proprio io, tuo fratello!
Giuseppe : Come hai fatto a diventare così bello? Ieri sera quando ti ho dato la buona notte
                  avevi la gobba come me; raccontami tutto altrimenti penserò che perfidamente
                  vuoi tenermi la’ oscuro perché a me non capiti la fortuna che hai avuto tu.
Giacomo :   Ma no, io ti voglio bene, non farei nulla per danneggiarti. Ora ti racconto che cosa
                  mi è successo. Ieri sera, quando sono andato a letto, non riuscivo a prendere sonno
                  e allora mi sono rivestito e sono uscito a fare quattro passi. La notte era chiara e
                  così ho continuato a camminare per un bel pezzo quando all’ improvviso mi sono
                  accorto di essermi perduto in un bosco che non conoscevo e per la paura dei
                  briganti mi sono nascosto in un cespuglio ai piedi di un grande noce.
Mentre Giacomo parla si abbuia l’ angolo e si illumina l’ altra parte della scena dove si vede la sagoma di un albero e, dietro un cespuglio, Giacomo che ha la gobba sulla schiena.
Giacomo:   Povero me, dove sono capitato? E se vengono i briganti? Sarà meglio che me ne stia
                 nascosto fino a giorno. Ma sento delle voci: chi sarà?
( da una buca per terra cominciano a uscire delle vecchine che, prendendosi per mano, girano intorno all’ albero ballando e cantando)
Vecchine :  Sabato e Domenica! Sabato e Domenica!
1a vecchina:Uffa che barba! Sempre la stessa musica e le stesse parole!
2a vecchina:Sono secoli che le cantiamo e non riusciamo a farci venire in mente altro.
3a vecchina :Forza, sorelle, cantiamo! Le mie gambe hanno voglia di muoversi.
(ballano e cantano)
Vecchine:    Sabato e Domenica! Sabato e Domenica!
Giacomo:     (da dietro il cespuglio) E lunedì!
(Le vecchine si fermano di botto)
1a vecchina: Chi è stato?
2a vecchina: Chi ha parlato?
3a vecchina: (battendo le mani) E’ bellissimo! Chi è stata quell’anima buona che ci ha dato
                    questa bella cosa? Forza sorelle, cantiamo e balliamo.
Vecchine: Sabato e Domenica, Sabato e Domenica, E lunedì!
1a vecchina: ( fermandosi all’improvviso)  Ma chi c’è dietro quel cespuglio?
2a vecchina: Chi è che ci spia
3a vecchina: Ora lo sistemo io: gli strapperò il cuore e lo mangeremo per colazione!
Giacomo: (uscendo tremante da dietro il cespuglio) Per carità vecchine non mi fate del male.
                    Quella parola mi è proprio scapata di bocca!
1a vecchina:  (volgendosi alle altre) Avete sentito? E’ stato lui! (le vecchine si mettono a
                   ridere e a battere le mani). Non vogliamo farti del male, anzi vogliamo
                   ricompensarti. Chiedi quello che vuoi, qualunque grazia te la faremo; ci hai reso
                   felici e vogliamo fare felice anche te.
Giacomo:     Cosa volete che voglia: io sono un povero contadino, ma un desiderio lo
                   avrei…Vorrei che mi fosse levata questa orribile gobba che ho sulla schiena, per la
                   quale tutti i ragazzi del villaggio mi canzonano quando passo.
1a vecchina:Solo questo vuoi? Avete sentito sorelle? Forza portatemi la sega di burro e la
                   pomata d'ali di pipistrello!
(Le vecchine si affollano intorno a Giacomo, si sentono strani rumori e, quando si allontanano, una di loro ha in mano la gobba del ragazzo e l’appende al ramo del noce.)
La scena si abbuia e si illumina l’angolo dove Giacomo, senza la gobba, parla con il fratello.
Giacomo:  Hai capito come è andata? Non sto in me dalla gioia!
Giuseppe: Ci voglio andare anch’io da quelle streghe e dovranno fare lo stesso sortilegio anche
                 a me.
Si abbuia l’angolo e si illumuna la scena del noce intorno al quale le vecchine ballano e cantano
Vecchine:Sabato e Domenica, Sabato e Domenica, e lunedì!
Giuseppe: (urlando a squarciagola) E Martedì!
1a vecchina: (esitante, prova la nuova canzone)Sabato e Domenica,Sabato e Domenica,e lunedì!
                    e martedì! ( poi strilla) Brutto infame, ci hai rovinato la canzone. La melodia non
                  torna più.
Vecchine:  (in coro) Almeno balla con noi.
Giuseppe: (sgarbato) Non ho tempo da perdere, io, per ballare con delle vecchie rimbambite.
                Io sono venuto qui per avere un premio come mio fratello; sbrigatevi, brutte
                streghe, e datemi quello che mi spetta.
1a vecchina: (sghignazzando)   Certo, certo, anche tu meriti un premio. Vero sorelle?
( le vecchine ridendo fanno cenno di sì con la testa).
1a vecchina: Direi che a te spetta il doppio di quello che aveva tuo fratello.
( Giuseppe si frega le mani dalla contentezza)
1a vecchina: Ecco il premio che ti meriti
Prende dall’albero la gobba che vi era appesa e la appiccica sul petto di Giuseppe; poi tutte le vecchine ridendo e sghignazzando escono di scena e Giuseppe resta solo.
Buio in scena.