| L'indomani il gigante invitò il curato ad andare con lui a vedere le carte della curia e lo condusse in una stanza. Il fiorentino che era un gran curioso mise l'occhio al buco della serratura e vide che, mentre il curato guardava le carte, il gigante gli tagliava la testa e lo buttava, testa e corpo in una botola. Questa sì che sarà da raccontare a Firenze, il guaio è che non mi crederanno pensò il fiorentino. |
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Il
fiorentino si accorse che il gigante aveva un occhio torto e gli disse:
- Peccato! Lei è tanto bello, ma con codest'occhio.... - e continuò affermando di conoscere un erba che per le malattie degli occhi era proprio un toccasana e il gigante volle subito che andasse a prenderla in giardino. |
| Con
un urlo che fece tremare la casa il gigante si alzò con la tavola
di marmo legata sulle spalle e cominciò con fatica a rincorrerlo.
Comprendendo che, accecato com'era, non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo,
cercò di prenderlo con l'austuzia. Gli chiese di continuare la cura
e in cambio lo avrebbe pagato con un anello e glielo tirò.Il fiorentino
lo prese con l'intenzione di portarlo a Firenze come prova delle sue avventure
e lo infilò al dito.
Ma era un anello fatato e, appena se lo fu infilato al dito, questo diventò di marmo, tanto pesante che non riusciva più a muoversi. |
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