PISA SOTTO IL GOVERNO MEDICEO
Tra il XV e il XVI secolo si susseguirono da parte di Firenze tentativi per la conquista della città di Pisa, fino a quando, nel 1509, la città dovette definitivamente arrendersi ai Fiorentini.
Sotto il dominio fiorentino Pisa rifiorì e giovò al suo benessere il fatto che Cosimo dei Medici avesse scelto di trascorrervi la maggior parte dell'anno, consuetudine che la corte mantenne anche in seguito.
Cosimo I fece di Pisa il centro effettivo del suo potere installandovi sia lo Studio,dove, attraverso i Collegi, specie quello di Sapienza, controllava la formazione dei funzionari destinati a reggere lo stato, sia l'Ordine di Santo Stefano che egli aveva pensato come strumento di controllo sul ceto nobiliare toscano e sui suoi beni.
Cosimo attorno al quinto anno del suo ducato prese ad occuparsi non solo dell'assetto urbanistico di Pisa, ma anche del risanamento dell'economia attraverso lo sviluppo dell'agricoltura e del commercio. Furono così iniziati, per sua volontà, grandiosi lavori di regolamentazione delle acque con l'istituzione dell'Ufficio dei Fiumi e Fossi e il restauro del canale dei Navicelli sveltì il percorso fluviale da Firenze a Pisa e a Livorno.
Fu favorita anche l'attività cantieristica con la realizzazione di un nuovo arsenale per la costruzione di galere di più ampie dimensioni.
Il segno più profondo lasciato in Pisa da Cosimo I è legato alla fondazione dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
Gli interventi effettuati sulla città durante il suo governo si tradussero in realizzazioni di grande effetto scenografico e di prestigio artistico, raggiungendo la massima espressione nella realizzazione del complesso di Piazza dei Cavalieri.
Tra le opere medicee è da ricordare l'acquedotto che portava l'acqua in città.