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16 maggio 2012 – A Pisa IMU per la prima casa invariata al 4 per mille e addizionale IRPEF tra le più basse in Italia

La Giunta ha approvato ieri (15 maggio 2012) la variazione di bilancio 2011, IMU e Irpef restano invariate, l’annuncio è stato dato  ieri, nel corso di una conferenza stampa, dal Sindaco Marco Filippeschi e dall’Assessore Giovanni Viale. Resta infatti inalterata l’aliquota IMU per la prima casa, fissata al 4 per mille, mentre aumenta fino a1l’1,06% per le case sfitte, invariata allo 0,2 anche l’IRPEF una delle più basse d’Italia. “Abbiamo fatto questa scelta – ha dichiarato Filippeschi, malgrado una situazione economica grave per i Comuni e a rischio per i servizi ai cittadini. Lo abbiamo fatto considerando la crisi economica e il suo peso sui cittadini, per molti insostenibile. Abbiamo potuto fare questa scelta perché il nostro bilancio è in regola, perché i sacrifici per pagare il debito li abbiamo fatti e vorremo che questo ci fosse concretamente riconosciuto”. Una decisione, quella della Giunta, che deve essere valutata considerando anche che il Comune di Pisa, negli ultimi 2 anni, ha avuto tagli per 10 milioni ai trasferimenti statali. Ed in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Mario Monti, Filippeschi ha poi evidenziato la gestione virtuosa degli ultimi bilanci che hanno permesso di dimezzare il quoziente di indebitamento. Nella lettera il Sindaco di Pisa ha chiesto al Capo del governo se è «mai possibile continuare a pretendere dalla comunità pisana ulteriori contributi? E quale sarebbe l’incentivo dato ai comuni come il nostro, definiti virtuosi?”. Filippeschi  ha poi sottolineato nella sua lettera come «l’introduzione dell’imu sperimentale rischia di dare un messaggio sbagliato alle comunità: l’imposta riscossa, pur passando come comunale, non va certo a finanziare debiti o servizi comunali ma debiti e disavanzi della pubblica amministrazione e mette a rischio anche il principio di collaborazione tra le istituzioni alimentando tra i cittadini aspettative difficili da soddisfare. Se lo Stato è il primo a non voler rinunciare alla sua quota, per quale strano motivo dovrebbero farlo i Comuni?”.

Lettera aperta a Monti

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