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Descrizione
dello stato attuale Tirrenia,
centro abitato sul litorale pisano posto tra Marina di Pisa e Calambrone
costituisce insieme ad essi un insediamento lineare che si sviluppa in direzione
nord-sud e costituisce il collegamento costiero tra la provincia di Pisa e
quella di Livorno. E’ collegata al capoluogo attraverso due viabilità
storiche, la Via Vecchia Livornese e il Viale d’Annunzio che si prolungano
rispettivamente nel Viale del Pisorno e nella strada litoranea, il Viale del
Tirreno. Fino
ai primi anni trenta, fatta eccezione per il “Fortino di Mezza Piaggia” che
serviva come postazione dei finanzieri per il controllo del contrabbando, il
territorio su cui oggi sorge Tirrenia, era praticamente intatto. In origine
paludoso, poi bonificato, si presentava come una fascia semi-pianeggiante
formata da un vasto arenile con dune e da un’ampia pineta, profonda circa un
chilometro, di impianto granducale, che separa il mare dall’entroterra. Tirrenia,
è nata in seguito alla decisione della creazione di una cittadina
“Balneo-climatica” sul lungomare, in un tratto di costa compresa tra il
Vione della Bigattiera, il torrente Calambrone e la Reale Tenuta di Tombolo i
cui terreni erano stati ceduti al Comune di Pisa dal Demanio. Il 3 Novembre
1932, venne istituito un Ente pubblico, in accordo con i due Comuni di Pisa e
Livorno, denominato “Ente Autonomo Tirrenia” che avrebbe dovuto gestire lo.
sviluppo urbanistico del territorio litoraneo affidatogli e successivamente
occuparsi della manutenzione di tutte le opere pubbliche in esso presenti. Nel
Gennaio del 1933 fu bandito un concorso fra gli ingegneri e gli architetti
italiani “per il progetto di massima di un piano regolatore del territorio sul
quale dovrà nascere la città balneare denominata Tirrenia”. Il concorso fu
vinto dal progetto “Di fronte a mare aperto” degli ingegneri Federigo Severini e Giulio Buoncristiani che guidavano il
gruppo composto da Ugo Benedetti, Ugo Ciangherotti, Sergio Sighieri e Alvaro
Pinelli. Lo
sviluppo di Tirrenia prima della guerra è stato irrilevante, i pochi edifici
realizzati furono il bar - tabaccheria del sig. Torelli (1934/1935), la pensione
Victoria (1935/1936), ed alcune ville private. L’Ente Autonomo Tirrenia,
costruì in proprio nel 1939, al centro dalla cittadina
balneare, il complesso “Imperiale”
(bar - ristorante - teatro), che fu abbattuto negli anni ‘70 per la
costruzione di appartamenti e negozi, nonché per un cinema, che però non ha
mai funzionato. La
costruzione di edifici per abitazione e per complessi ricettivi è avvenuta a
partire dalla metà degli anni ‘50, dopo che tra il 1953 e il 1955 furono
costruite quasi tutte le strade e le piazze oggi esistenti, e venne disegnato il
piano di lottizzazione che suddivideva il territorio in affidamento all’Ente
Tirrenia in numerose particelle edificabili, che vennero poi vendute a privati
cittadini. Nel 1957 l’Ente donò al Comune di Pisa il terreno per la
costruzione di una scuola elementare e nello stesso anno vennero portati a
termine i lavori di costruzione della Chiesa, donata poi all’ordine
Francescano. L’insediamento
di Tirrenia oggi, presenta le caratteristiche di una città giardino totalmente
immersa nella pineta, con un reticolo viario interno costituito da strade di
sezione ristretta che disimpegnano lotti edificati di media e piccola dimensione
che ospitano in gran parte abitazioni con tipologia a villetta o a piccolo
condominio, oltre ad un certo numero di piccoli alberghi. L’area insediativa
è separata dalla zona dell’arenile dove sono presenti gli stabilimenti
balneari, dal Viale del Tirreno che rappresenta l’asse infrastrutturale di
collegamento nord-sud del litorale. Il
rapporto tra l’insediamento di Tirrenia e la struttura territoriale specchio
del precario equilibrio esistente tra sistema ambientale e sistema antropico
costituisce contemporaneamente il valore del sito e la causa delle principali
problematiche. Il
sistema ambientale è sostituito da un insieme di sottosistemi collegati ed
interagenti, in cui il sistema delle acque, quello morfologico e vegetazionale
sono strettamente connessi. La morfologia e l’idrografia dell’area hanno
subito nel tempo mutamenti sostanziali per l’azione naturale ed antropica. La
deposizione del materiale alluvionale, l’ingressione e regressione marina
hanno mutato notevolmente la fisionomia della zona. La memoria di questo
movimento continuo è leggibile nella conformazione dell’area dove i cordoni
dunali (cotoni o tomboli) si alternano a depressioni sommerse dalle acque (le
lame). I sedimenti dunali si dispongono parallelamente alla linea di costa, in
lunghe e strette fasce che raggiungono anche i cinque metri di altezza rispetto
alle depressioni interdunali. L’importanza ambientale del sistema dunale è
rilevante da molti punti di vista sia perché serve per graduare l’effetto dei
venti di mare e attenua la concentrazione del salmastro, sia perché costituisce
la principale zona di ricarica della falda acquifera, sia perché da luogo a
nicchie e microclimi particolari progressivamente colonizzate da parte della
vegetazione. L’ambiente marino è ostile alla vegetazione che richiede forme
di adattamento estremamente evolute e particolari accorgimenti genetici per
resistere agli effetti della salsedine, allo smerigliamento del vento, alle alte
temperature, alle carenze idriche e alla eccessiva traspirazione. Caratteristica
fondamentale dell’insediamento di Tirrenia è il rapporto tra l’edificato e
il sistema del verde, costituito principalmente dalla pineta originaria. La
pineta presente nel litorale Pisano è stata impiantata con le bonifiche
granducali a scopo protettivo e produttivo. Nella sua tipologia d’impianto è
stata posta particolare attenzione alla vocazione naturale del luogo con la
scelta del pino marittimo per le aree più battute dal vento e dal mare e del
pino domestico (da pinoli) nell’interno più riparato. Essa si costituisce
oggi di una struttura triplana con uno strato dominante di pino marittimo (Pinus pinaster Aiton) e
pino domestico(Pinus pinea L.),
un piano intermedio in cui prevale il leccio (Quercus
ilex L.) ed un piano dominato dove
le principali specie sono corbezzolo (Arbutus
unedo L.) e fillirea (Phillyrea
angustifolia L.). In questa
fitocenosi si ritrova sporadicamente la sughera (Quercus
suber L.), con soggetti quasi
sempre in buone condizioni vegetative, quando non sono troppo aduggiati dai pini
circostanti. Le specie erbacee ed arbustive presenti sono prevalentemente:
smilacee (Smilax aspera L.), specie
abbondante in particolare nelle stazioni più aride; agazzino (Cotoneaster pirachanta Spach.) ed edera (Hedera helix L.), spesso accompagnata da rovo (Rubus spp.). Nel
sottobosco sporadicamente sono presenti: ligustro (Ligustrum vulgare L.), evonimo (Evonymus
europaeus L.), felce (Pteridium
aquilinum L.), corniolo (Conus mas
L.), cisto (Cistus salvifolius L.),
corbezzolo (Arbutus unedo L.), viburno
(Viburnum tinus L.), mirto (Myrtus
communis L.), vite (Vitis vinifera L.)
e pittosporo (Pittosporum tobira Aiton
Willd.). L’insediamento
antropico proporzionalmente alla sua densità edilizia ed alla sensibilità
progettuale ha modificato in maniera più o meno sostanziale la fitocenosi
originaria e nella maggior parte dei casi ha mantenuto solo la copertura
vegetale costituita da pino marittimo e pino domestico. All’interno
di Tirrenia si distinguono diverse tipologie di spazi “verdi” pertinenziali
che si differenziano non solo rispetto alla tipologia edilizia a cui sono
associati ma anche rispetto alla qualità vegetazionale mantenuta negli
interventi insediativi. Si sono riscontrate infatti tra giardini condominiali e
privati analogie qualitative e situazioni molto simili anche sotto il profilo
estetico e formale. La tipologia predominante è quella del giardino privato,
legata non solo alle villette ma anche agli edifici condominiali, ai quali non
corrisponde sempre uno spazio pertinenziale collettivo ma una suddivisione dello
spazio in piccoli giardini privati. Nelle
case unifamiliari o bi-familiari lo spazio pertinenziale è costituito da
giardini ad uso privato che pur avendo funzionalmente le stesse caratteristiche
di rapporto con il contesto si differenziano qualitativamente: - giardini in cui lo spazio è stato organizzato rispettando completamente l’assetto vegetazionale e che hanno mantenuto da un punto di vista vegetazionale la conformazione triplana originariamente presente con specie arboree ed arbustive di tipo autoctono. Sono stati generalmente inseriti strati erbacei e arbustivi che ne hanno alzato il valore estetico-spaziale. La diversa qualità riscontrata non dipende soltanto dalla quantità e dal tipo di vegetazione presente ma anche dal rapporto esistente tra aree pertinenziali e edificate e dalla presenza delle dune. Alcuni di questi giardini sono infatti caratterizzati dalla presenza di dune, importanti elementi geomorfologici che, oltre a rappresentare una memoria storica dell’assetto anticamente presente, contribuiscono ad alzare la biodiversità in quanto possono ospitare micro-habitat ecologicamente importanti. Esse articolano e movimentano lo spazio verde e in alcuni casi anche lo spazio costruito che assume una struttura più organica in armonia con l’andamento morfologico dell’area. -
giardini in cui lo spazio aperto è .stato organizzato modificando parzialmente
l’assetto vegetazionale, dove nella maggior parte dei casi è stato mantenuto
solamente lo strato arboreo alto, costituito da pino domestico e pino marittimo,
e sono state inserite specie arboree di piccole dimensioni o arbusti che hanno
parzialmente modificato il carattere della pineta. In queste aree le dune sono
state eliminate. - giardini in cui la sistemazione dello spazio aperto ha modificato totalmente l’assetto vegetazionale con la sostituzione dell’associazione vegetazionale originaria con specie arboree diverse oppure con presenza solo di specie arbustive ed erbacee. Questi spazi pertinenziali creano dei vuoti vegetali evidenti all’interno della pineta che oltre ad essere percepiti negativamente in quanto interrompono la continuità della pineta alterando i rapporti spaziali ed il carattere paesistico del sito, concorrono anche alla sua instabilità ecologica. Relativamente
poche sono le aree che si possono ascrivere a questa tipologia in cui lo spazio
pertinenziale è di tipo collettivo, perché, come già si è detto, spesso pur
essendo condominiale l’edificio, lo spazio pertinenziale è suddiviso in
piccoli giardini appartenenti ai singoli proprietari o ai residenti del piano
terra. La qualità degli spazi aperti è variabile ma comunque abbastanza alta,
soprattutto per l’alta presenza di aree destinate all’uso ricreativo; il
livello di impermeabilizzazione è maggiore che nei giardini privati e le qualità
estetiche possono risultare più basse a causa delle diverse esigenze che lo
spazio pertinenziale deve soddisfare. Rispetto ai giardini privati la varietà di situazioni riscontrata è inferiore in quanto mancano le altissime qualità offerte da alcuni spazi pertinenziali legati alle ville e non è mai conservato l’assetto dunale. E’
possibile pertanto individuare due principali classi qualitative, corrispondenti
alla conservazione o meno dell’assetto vegetazionale originario. Costituiscono eccezione le unità condominiali che hanno al piano terra esercizi commerciali, ubicati principalmente nelle vie centrali o lungo il Viale del Tirreno; esse hanno generalmente qualità basse in quanto la vegetazione se presente è ridotta a pochi esemplari arborei e il suolo è molto impermeabilizzato per esigenze funzionali. Nel centro i condomini rispondono ad una tipologia più urbana, dove è quasi assente lo spazio pertinenziale o, anche quando presente, è praticamente privo di vegetazione e molto impermeabilizzato. In questi casi le qualità sono molto basse e anche la possibilità di operare sugli spazi pertinenziali è molto bassa e appare difficile migliorarle se non con interventi sull’intero comparto. L’elevata
presenza di alberghi sottolinea il carattere balneare dell’area ed esprime la
risposta ad una domanda turistica sempre più crescente negli anni. La presenza
di alberghi recenti nati dall’adattamento funzionale e dalla trasformazione
fisica della tipologia abitativa si affianca alla presenza di strutture
recettive di chiara matrice tipologica. Esistono diverse tipologie di spazi
pertinenziali che dipendono direttamente dalla categoria alberghiera e dalle
opportunità ricreative che la struttura offre al fruitore. Gli spazi
pertinenziali dei grandi alberghi si configurano con un’alta qualità
estetico-spaziale e con un’ottima organizzazione funzionale, articolati in
aree di rappresentanza, attrezzate per la sosta, ad uso sportivo e ludico; le
aree a parcheggio sono localizzate in spazi appositi ritagliati tra la
vegetazione la cui accessibilità veicolare risulta separata da quella pedonale.
Generalmente la vegetazione è caratterizzata dalla presenza di albertura di
alto fusto diversamente associata e ben armonizzata con il contesto e di arbusti
che strutturano lo spazio separando le diverse zone funzionali. Fa eccezione
l’albergo Continental le cui qualità paesistiche sono legate non tanto alla
presenza del verde ma alla stretta vicinanza al mare. Negli
alberghi nati dalla trasformazione di unità residenziali la qualità dello
spazio aperto è strettamente legata all’inserimento delle attrezzature
ricreative ed al reperimento di aree a parcheggio. Il rapporto tra la componente
ambientale e quella funzionale, oltre a delineare la qualità esistente, vincola
la qualità futura imponendo condizioni alle trasformazioni. Analisi e valutazione delle problematiche dell’area La
forte presenza della copertura vegetale nell’ambito di Tirrenia oltre ad
esserne l’elemento caratterizzante e la memoria storica determina
contemporaneamente l’alta qualità insediativa e le maggiori problematiche. Complessivamente
nell’area di Tirrenia si distinguono tre zone qualitativamente diverse: 1.
L’area centrale, che va da Via dell’Edera all’Hotel Continental,
comprende la zona residenziale e commerciale a più alta densità edilizia ed il
parco centrale di Tirrenia. Gli spazi aperti pertinenziali agli edifici sono
molto limitati o comunque anche se presenti sono fortemente impermeabilizzati.
Ne derivano pertanto qualità del verde, del suolo e dello spazio piuttosto
basse. La presenza nell’area del parco centrale, in cui la pineta appare
pressoché continua ed intatta da un punto di vista vegetazionale, e dove
possono trovar posto alcune delle funzioni importanti per il carattere turistico
di Tirrenia, costituisce un elemento di potenziale riqualificazione
dell’intero comparto. 2.
L’area insediativa prospiciente il Viale del Tirreno, in cui sono
presenti residenze mono e bi-familiari condomini e alberghi, ha qualità del
suolo e spaziali buone, la qualità del verde invece si abbassa notevolmente là
dove la pineta posta sull’arenile ha subito danni per il passaggio di ripetuti
incendi ed azioni antropiche. Questa fascia risulta inoltre influenzata dal
forte carico antropico che si riversa qui nel periodo estivo e che determina un
innalzamento dell’inquinamento atmosferico ed acustico. 3.
L’area che si estende tra la fascia litoranea di cui al punto 2 fino al
confine con il Parco Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, ha un
edificato prevalentemente di tipo residenziale con qualità del verde, del suolo
e dello spazio in linea generale alte. Esistono però casi sporadici e isolati
in cui la qualità del verde si abbassa a causa della mancanza totale della
copertura vegetale o della sostituzione delle specie tipiche con altre
dissonanti rispetto al carattere della pineta. L’aspetto
vegetazionale di Tirrenia in connessione con le sue problematiche è sicuramente
uno dei temi emergenti di questo comparto in quanto il suo mantenimento
coinvolge qualsiasi intervento sia sugli spazi pubblici che su quelli privati.
La pineta si presenta nell’insieme in uno stato fitosanitario accettabile e le
problematiche emerse sono di diverso tipo, sia legate ai fenomeni inquinanti che
aggrediscono la copertura vegetale, sia alla convivenza della stessa con le
diverse funzioni che gli spazi aperti devono accogliere:
Tirrenia,
per la sua vicinanza al mare, per come è nata, per le tipologie insediative che
ha è una località in cui i residenti stanziali sono molto bassi, mentre il
carico antropico si modifica molto nel periodo estivo in cui le seconde case
vengono abitate e l’affluenza giornaliera dei pendolari aumenta notevolmente.
Questa situazione determina un carico antropico legato principalmente
all’auto, con un problema dei parcheggi molto consistente e di non facile
soluzione in quanto se si esclude il Viale del Tirreno che ha una sezione
stradale molto ampia e quindi è in grado di ospitare parcheggi, le altre strade
interne all’abitato hanno un sezione molto stretta e la presenza delle auto in
sosta crea spesso problemi di circolazione. La zona di maggiore concentrazione edilizia sia residenziale che commerciale è l’area centrale, nella quale tramite l’analisi “infrablu” sono state messe in evidenza le qualità molto basse che possono essere modificate solo attraverso una riqualificazione dell’intero comparto centrale puntando ad un miglioramento del parco centrale di Tirrenia. L’area destinata a parco oggi ospita attività di tipo diverso che sono state dettagliatamente descritte all’interno della scheda di sistemazione, solo in alcuni casi compatibili con la futura destinazione. Quest’area di grande interesse per la cittadina balneare non solo potrebbe riqualificarne il suo centro ma potrebbe anche contribuire a risolvere il problema dei parcheggi, quantomeno nella zona centrale. Il parco visto come una grande area a verde nel cuore di Tirrenia dovrà garantire la persistenza della pineta e contemporaneamente ospitare una serie di attività ricreative, più o meno strutturate, in grado di diversificare l’offerta e di soddisfare le richieste turistiche con attività collaterali e complementari alla balneazione. Problematiche generali e tendenze in atto Tirrenia
è una porzione del sistema insediativo pisano in cui è stata riscontrata nel
complesso, una qualità ambientale relativamente molto alta, conferita quasi
esclusivamente dalla qualità degli spazi aperti privati. Pur essendo carente di
spazi “verdi” pubblici e di vegetazione lungo le strade i giardini privati,
ricchi di vegetazione e ritagliati all’interno della pineta conferisocno
carattere e qualità all’intero comparto. Percorrendo le strade di Tirrenia
infatti si ha la sensazione di passeggiare in un grande giardino. Gli interventi sia in ambito pubblico che privato devono essere rivolti al mantenimento di questa qualità ed in particolare non devono incidere pesantemente su parametri fondamentali come la biodiversità, la stabilità, la permeabilità e il valore paesistico. I
provvedimenti e le prescrizioni si rivolgono principalmente alla conservazione
del carattere del luogo, strettamente legato al mantenimento della pineta come
associazione vegetazionale complessa, che implica non solo il mantenimento delle
specie tipiche ma anche la ricostituzione della pineta là dove è venuta a
mancare. Obbiettivo che potrebbe essere raggiunto anche mediante un’azione di
sensibilizzazione e l’incentivazione da parte dell’amministrazione al
reinserimento dei pini, operazione da promuovere d’intesa con il Parco
Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. L’area
centrale con tipologie edilizie ad alta densità e con un’alta concentrazione
di attività commerciali, se da un lato costituisce il cuore della località
dove si svolgono le più importanti funzioni antropiche legate alla socialità
urbana, dall’altro rappresenta l’unica porzione di Tirrenia in cui si ha un
notevole abbassamento delle qualità del verde e dello spazio. Questa condizione
contraddittoria può subire modificazioni in senso positivo solo attraverso un
intervento complessivo sul comparto legato principalmente alla realizzazione di
un parco pubblico inteso come luogo nodale per le attività ricreative e come
elemento di attrazione per l’intero litorale nonché come elemento di alto
valore ecologico e naturalistico. L’intervento, in equilibrio con il sistema
naturale, prevede l’inserimento di parcheggi lungo il perimetro non in
successione continua ma disposti prevalentemente in prossimità degli accessi in
modo da garantire delle aree di sosta diffuse in modo da risolvere il carico
antropico a cui è sottoposto il centro (scheda di sistemazione n.1).
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