ART. 24.2 ALTEZZA MINIMA INTERNA PER EDIFICI RESIDENZIALI

Negli edifici residenziali l’altezza interna,  dei locali, corrispondente alla distanza tra pavimento finito e soffitto e misurata come indicata all’Art. 2.7, è fissata in :

  1. 2,70 per locali adibiti a residenza ;

  2. 2,40 per locali adibiti a corridoi, disimpegni in genere, bagni, gabinetti ed ripostigli ;

  3. 2,20 per locali non destinati a permanenza delle persone : cantine, autorimesse private, locali di sgombero, lavanderie, locali tecnici.

 Negli edifici soggetti ad interventi di recupero (manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro) può essere autorizzata un’altezza diversa da quella indicata al punto precedente, nel caso si mantengano altezze già esistenti.
È ammessa, solo per vani legittimamente abitati, la modifica alle quote originarie dei solai, quando non si proceda ad un incremento del numero degli orizzontamenti solo se essa porta al raggiungimento dei minimi di altezza prescritti o, ove non fosse possibile, comunque ad un miglioramento della situazione igienica relativa all’altezza.
L’altezza per i soppalchi aperti verso locali abitabili deve risultare :

  1. minima di ml. 2,40, misurata tra l’intradosso della soletta portante del soppalco ed il pavimento del locale

  2. minima di ml. 2,40, tra il piano di calpestio del soppalco e l’intradosso della copertura del vano abitabile.

  3. la superficie dei soppalchi non deve superare il terzo di quella del locale interessato che dovrà possedere i requisiti minimi di superficie richiesta dall’Art. 25 indipendentemente dalla superficie del soppalco.