James Fenimore Cooper

Forse saprete che si discute molto se la torre, o il campanile, sia stata costruita così inclinata, o se sprofondò da una parte a causa di un difetto alle fondamenta. Quanto a me, mi schiero dalla parte di chi sostiene la prima tesi. Guardando una riproduzione vi accorgerete che la torre è composta da sette gallerie distinte ornate esternamente da colonne. Internamente c’è solo una scalinata circolare che porta alla cella campanaria. Ora le quattro gallerie più basse pendono sensibilmente, le due successive meno, e l’ultima è quasi, se non del tutto, perpendicolare. Questi fatti penso concorrano a dimostrare che la torre fu costruita così; fosse affondata mentre era metà costruita è molto improbabile che l’artista avrebbe perseverato: l’avrebbe sfatta e avrebbe posto delle fondamenta nuove. Poi non c’è né una frattura, né una dislocazione delle colonne, né un men che minimo disordine nelle parti interne ed esterne, che indichino un cambio violento di posizione. Le ragioni principali per supporre che sia sprofondata da quando è stata eretta, sono la maniera in cui una parte delle fondamenta sembra essere sepolta, e il fatto che c’è un antico dipinto che rappresenta la torre dritta. Quanto al primo punto, ho l’impressione che un architetto così sciocco da erigere una mostruosità tale sarebbe capace di iniziare la sua creazione folle dalla base come da qualsiasi altro punto. Il quadro si può spiegare. E’ un affresco della città, nel chiostro del Camposanto, e raffigura solo la cima della torre, che appare sopra gli edifici vicini. Vi ho già detto che questa è perpendicolare o quasi, così almeno appare quando si astrae dal resto della torre. Inoltre, la torre pende solo da un lato e vista in due posizioni, naturalmente non presenta niente di straordinario. Ora la raffigurazione del quadro è precisamente in una di tali posizioni, o en profil. Vi ricorderete, inoltre, che nel dipinto si vede solo una piccola parte di torre, ed è una parte accessoria in cui la prospettiva non si sarebbe rispettata molto fosse stato l’artista pari a tale tentativo: ma, in effetti, l’opera intera non ha gran meriti, e la prospettiva non è importante. Ritengo che questa torre fu costruita com’è ora, finchè si raggiunse un punto in cui l’architetto pensò fosse necessario cambiare direzione, cosa che sembrerebbe fece due volte prima di raggiungere la cima. Capricci simili non sono rari; tanti uomini, invero, immaginano un’impresa geniale maggiore fare una cosa stravagante che una cosa il cui merito consiste in una squisita appropriatezza. […] Si può ben immaginare l’effetto che provoca la torre pendente, quando si sta in piedi nella galleria superiore. Bisogna fare uno sforzo mentale per guardare giù senza provare paura, perché sembra di sporgersi da un precipizio. La vista è bella e per la prima volta in venti anni intravidi le acque azzurre del Mediterraneo. Vedemmo l’isola della Gorgona, e dominavamo una pianura piatta come il mare. Se la giornata fosse stata più limpida, ci saremmo potuti godere il panorama ancora di più.

James Fenimore Cooper, Viaggio in Italia 1828-1830

 

Pochi posti in Europa sono più interessanti di questo angolo di Pisa e però c’è una piccola cappella sulla riva del fiume, chiamata Santa Maria della Spina, degna della città, che, secondo la tradizione, custodisce una spina della corona del Salvatore. E’ un minuscolo edificio di marmo e, a suo modo, una delle cose più grottesche che abbia mai visto.

James Fenimore Cooper, Viaggio in Italia 1828-1830

 

Dopo aver trascorso la mattinata così, partimmo per Pisa. […] La prima cosa che intravvedemmo di Pisa fu la Torre e le cupole, essendo le case e le mura così basse che si potevano vedere a stento. C’era, comunque, un tratto pregevole d’acquedotto, che cominciava dalla montagna e annunciava l'avvicinarsi della civiltà. […] Pisa merita di essere vista, perché una volta era importante, ed ha dei resti curiosi dell’antica potenza.

James Fenimore Cooper, Viaggio in Italia 1828-1830

 

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