Nel quartiere di San Francesco due sono le chiese, di notevole interesse storico-artistico
e religioso, costruite dagli ordini mendicanti: la Chiesa di Santa Caterina,
dellordine dei domenicani e quella di San Francesco dell'ordine dei francescani. |
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Al termine della Piazza Santa Caterina, sul
lato destro prima dellinizio di Via Carducci, si trova la Chiesa di Santa Caterina.
Del suo esterno, solo la facciata marmorea, decorata da un rosone centrale è visibile. Il
rimanente delledificio si trova, infatti, inglobato tra labitazione del
parroco a destra e lex seminario arcivescovile, oggi trasformato in scuola media e
liceo scientifico privati, a sinistra.Allinterno, poco illuminato, risaltano ai
lati, oltre ad alcune tele, dipinte tra il XIV e il XVII secolo, due pregevoli monumenti
sepolcrali in marmo: uno di Simone Saltarelli, realizzato da Nino Pisano nel 1368,
laltro di Gerardo di Compagno, scolpito da un autore, rimasto ignoto, intorno al
1419. |
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| Sotto laltar maggiore, privo di
decorazioni, si trova un altro sarcofago che contiene le spoglie del Beato Giordano,
domenicano; dietro risalta la vetrata decorata. I colori e la luminosità delle vetrate
della cappella maggiore e delle quattro cappelle laterali, due per parte, contrastano con
lausterità e la scarsa luminosità della chiesa. Il silenzio è rotto, a tratti,
dal vociare degli studenti della vicina scuola, collegata alla chiesa attraverso una porta
interna. |
| Molto diversa è la Chiesa di San Francesco.
Lesterno è anchesso in marmo senza decorazioni, a parte due capitelli e uno
stemma mediceo sormontato da una corona.Allinterno, a destra, una lapide ricorda i
restauri avvenuti durante il fascismo e larchitetto Giovanni di Simone, che la
progettò e ne diresse i lavori di costruzione tra il 1265 e il 1270.La chiesa è molto
più ampia e luminosa rispetto a quella di Santa Caterina. Lungo i lati anche qui si
trovano alcune tele, cinque per parte, dipinte tra il XVI e il XVII secolo tra le quali,
lungo la parete destra, è posta unimmagine, circondata da numerosi ex voto, di San
Giuseppe da Copertino patrono degli studenti che, in una città universitaria come Pisa,
non poteva mancare. Notevole in questa chiesa è il continuo viavai di fedeli che si
raccolgono in preghiera, cosa che non avviene nella Chiesa di Santa Caterina. |
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| Curiosità destano le sepolture antiche e
moderne. La chiesa è una delle poche nelle quali si è continuato a seppellire personaggi
illustri anche in epoca moderna. Notevole quindi che, insieme al conte Ugolino della Gherardesca e ai
suoi figli e nipoti morti con lui nella torre della fame, che oggi riposano nella seconda
cappella da destra, si trovino anche le sepolture di personaggi contemporanei come il
matematico Aldo Andreotti (19241980) e il pittore pisano Giuseppe Viviani
(18981965); questultimo riposa nella cappella di Santa Filomena, che ospita
anche il monumento sepolcrale della famiglia Maggiolini, eseguito da autore anonimo nel
1414 e la tomba di un altro illustre contemporaneo, il medico Francesco Niosi, scomparso
nel 1948. Nella cappella maggiore salta allocchio il suggestivo altare in marmo
bianco, scolpito da Tommaso Pisano, che è sormontato da un crocifisso che sembra
troneggiare in assenza di altre decorazioni.
A lato della chiesa si trova il convento dei frati francescani con il suggestivo
chiostro, che restituisce immutate le sensazioni del chiostro medievale, al quale si può
accedere dalla chiesa stessa. |
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