Banner_Chiese_S_F_S_C.JPG (8185 byte)

Nel quartiere di San Francesco due sono le chiese, di notevole interesse storico-artistico e religioso, costruite dagli ordini mendicanti: la Chiesa di Santa Caterina, dell’ordine dei domenicani e quella di San Francesco dell'ordine dei francescani.
S.Caterina (dipinto) Al termine della Piazza Santa Caterina, sul lato destro prima dell’inizio di Via Carducci, si trova la Chiesa di Santa Caterina. Del suo esterno, solo la facciata marmorea, decorata da un rosone centrale è visibile. Il rimanente dell’edificio si trova, infatti, inglobato tra l’abitazione del parroco a destra e l’ex seminario arcivescovile, oggi trasformato in scuola media e liceo scientifico privati, a sinistra.All’interno, poco illuminato, risaltano ai lati, oltre ad alcune tele, dipinte tra il XIV e il XVII secolo, due pregevoli monumenti sepolcrali in marmo: uno di Simone Saltarelli, realizzato da Nino Pisano nel 1368, l’altro di Gerardo di Compagno, scolpito da un autore, rimasto ignoto, intorno al 1419.
Sotto l’altar maggiore, privo di decorazioni, si trova un altro sarcofago che contiene le spoglie del Beato Giordano, domenicano; dietro risalta la vetrata decorata. I colori e la luminosità delle vetrate della cappella maggiore e delle quattro cappelle laterali, due per parte, contrastano con l’austerità e la scarsa luminosità della chiesa. Il silenzio è rotto, a tratti, dal vociare degli studenti della vicina scuola, collegata alla chiesa attraverso una porta interna.
Molto diversa è la Chiesa di San Francesco. L’esterno è anch’esso in marmo senza decorazioni, a parte due capitelli e uno stemma mediceo sormontato da una corona.All’interno, a destra, una lapide ricorda i restauri avvenuti durante il fascismo e l’architetto Giovanni di Simone, che la progettò e ne diresse i lavori di costruzione tra il 1265 e il 1270.La chiesa è molto più ampia e luminosa rispetto a quella di Santa Caterina. Lungo i lati anche qui si trovano alcune tele, cinque per parte, dipinte tra il XVI e il XVII secolo tra le quali, lungo la parete destra, è posta un’immagine, circondata da numerosi ex voto, di San Giuseppe da Copertino patrono degli studenti che, in una città universitaria come Pisa, non poteva mancare. Notevole in questa chiesa è il continuo viavai di fedeli che si raccolgono in preghiera, cosa che non avviene nella Chiesa di Santa Caterina. S.Francesco (dipinto)
Curiosità destano le sepolture antiche e moderne. La chiesa è una delle poche nelle quali si è continuato a seppellire personaggi illustri anche in epoca moderna. Notevole quindi che, insieme al conte Ugolino della Gherardesca e ai suoi figli e nipoti morti con lui nella torre della fame, che oggi riposano nella seconda cappella da destra, si trovino anche le sepolture di personaggi contemporanei come il matematico Aldo Andreotti (1924–1980) e il pittore pisano Giuseppe Viviani (1898–1965); quest’ultimo riposa nella cappella di Santa Filomena, che ospita anche il monumento sepolcrale della famiglia Maggiolini, eseguito da autore anonimo nel 1414 e la tomba di un altro illustre contemporaneo, il medico Francesco Niosi, scomparso nel 1948.

Nella cappella maggiore salta all’occhio il suggestivo altare in marmo bianco, scolpito da Tommaso Pisano, che è sormontato da un crocifisso che sembra troneggiare in assenza di altre decorazioni.

A lato della chiesa si trova il convento dei frati francescani con il suggestivo chiostro, che restituisce immutate le sensazioni del chiostro medievale, al quale si può accedere dalla chiesa stessa.

Lungarno_Mediceo.JPG (3721 byte)
Mura_Medievali.JPG (3389 byte)
Teatro_Verdi.JPG (3209 byte)