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Il tratto di lungarno che, a tramontana, congiunge Ponte di Mezzo con Ponte della Fortezza è il rinomato Lungarno Mediceo. Qui dominano famosi palazzi signorili, storiche piazze e una fitta rete di vicoli che, in passato, collegavano il fiume e i suoi scali al quartiere della città posto a nord. Oggi queste tortuose stradette hanno perso la loro originaria funzione ed alcune di esse si presentano anche chiuse da cancelli privati o otturate da costruzioni successive.
Lungarno mediceo Tra i caratteristici palazzi storici spiccano quelli dell’antica nobiltà pisana o fiorentina, quella che ha fatto dei lungarni il luogo privilegiato delle sue dimore e, nei secoli scorsi, del suo romantico passeggio oltre che luogo d’incontro e centro di rappresentanza.
Scriveva Leopardi che sui lungarni "… vi è quasi sempre un’aria di primavera; sicchè in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanteria, e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura." (Leopardi, Lettere, A Paolina 12 novembre 1827). Oggi non si respira più questa atmosfera domenicale, ma c’è ancora una carrozza con le grandi ruote di legno e il campanellino sonante che circola regolarmente sui lungarni a Tramontana, provenendo dal Duomo e imponendosi nel traffico cittadino quasi a marcare la sua presenza che ha un sapore d’antico. Le aristocratiche famiglie, nei secoli XVI e XVII, decidono di costruire e, soprattutto, di ristrutturare edifici preesistenti come le originali case–torri, realizzando sobrie facciate con ampi portali, balconi ai piani nobili, finestre variamente decorate ed imponenti stemmi delle loro casate. Al n° 30 troviamo, per esempio, Palazzo Toscanelli che prima di essere radicalmente rimaneggiato nel Cinquecento e restaurato nel secolo scorso, apparteneva all’antica famiglia dei Lanfranchi. Qui abitò per qualche tempo Lord Byron, il quale, nel suo Diario, ricorda il suo soggiorno pisano nell’antico e famoso "palazzo fuedale sull’Arno, largo abbastanza per una guarnigione, con prigioni sotterranee e celle sui muri" (Lord Byron, Diario, 1821), dove una terrorizzata servitù era costretta a cambiare continuamente stanza per colpa dei numerosi fantasmi. Si racconta anche che il famoso e stravagante poeta inglese, di ritorno da lunghe cavalcate, salisse la scala del palazzo in sella al suo destriero e comparisse così, col cavallo scalpitante, sul grande balcone. Tra il 1824 ed il 1825 vi soggiornò anche Paolina Borghese, sorella di Napoleone.
Poco distante appare Palazzo Roncioni il quale venne ricostruito ai primi del Seicento, inglobando antiche case–torri di cui rimangono ancora tracce nel grande androne.
L’edificio ha ospitato nei secoli scorsi illustri personaggi in visita alla città come, per esempio, Vittorio Alfieri che, nel salone al primo piano, rappresentò la sua tragedia Saul impersonando egli stesso il protagonista, o Ugo Foscolo, il quale visse il suo dramma amoroso proprio qui, innamorandosi di Isabella Roncioni, promessa sposa ad un marchese fiorentino, personaggio che ispirò al poeta Teresa dello Jacopo Ortis.
Scalo Roncioni
Tra le piazze che si affacciano sul Lungarno, dopo quella centralissima dedicata a Garibaldi, troviamo Piazza Cairoli, anticamente denominata Piazza della Berlina, dell’Abbondanza, dell’Ortaggio o de’ Cavoli perché, ancora nel Quattrocento, vi si svolgeva un animato commercio di prodotti provenienti dalla campagna. Col tempo la piazza ha perso questa funzione e, sia in epoca medicea che nel secolo scorso, venne ristrutturata in alcune sue parti. Nella metà del Cinquecento venne collocata la statua detta dell’Abbondanza realizzata da Pierino Vinci e, nel l’Ottocento, venne aperta via Cavour che porta nelle vicinanze del Teatro Verdi. Più avanti Piazza Mazzini ospita la più antica dimora dei Medici (Palazzo Schiff), la quale venne acquistata dalla famiglia D’Appiano per essere poi ingrandita con altri edifici. Alla fine del secolo scorso il palazzo venne rimaneggiato in stile neogotico dalla famiglia Schiff ed è conosciuto in città anche con questo nome. Proseguendo verso est incontriamo l’ultima e piccola piazza del Lungarno che accoglie la caratteristica chiesa di San Matteo e uno dei più importanti e ricchi musei non solo d’Europa ma del mondo: il Museo di San Matteo. Questo è ubicato all’interno di un antico convento e vanta opere prestigiose ed uniche realizzate da artisti di fama internazionale.
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