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Le Logge di Banchi si trovano in quello che
oggi è il centro della vita amministrativa della città. Nella piccola Piazza XX
Settembre sulla quale le logge si affacciano, nel Palazzo
Gambacorti, ha, infatti, sede il Comune di Pisa. Il centro della piazza è oggi vuoto
(nel periodo natalizio vi viene collocato un abete), ma in passato ha ospitato ben due
statue: nel 1905 un busto bronzeo di Enrico Cavallotti, poi trasferito nella piazza
omonima, e in seguito una statua marmorea di Luigi Fibonacci oggi al Giardino Scotto. |
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Un lato della piazza affaccia sul lungarno e
si congiunge al Ponte di Mezzo.
Sul lato opposto si trovano le logge, proprio allinizio di Corso Italia, la strada
più centrale di Pisa, dove i giovani si ritrovano nel pomeriggio, a " fare le
vasche" o a fare shopping nei negozi di abbigliamento e di dischi o a mangiare nelle
pizzerie.Le Logge di Banchi furono costruite da Cosimo Pugliani tra il 1603 e il 1605, su
progetto di Bernardo Buontalenti, per iniziativa del granduca Ferdinando I deMedici
che le volle sostituire ad una loggia preesistente.
Le logge sono costituite da dodici pilastri e da altrettanti archi. Al di sopra si innalza
un edificio a due piani al cui interno si conserva dal 1865 una raccolta di documenti
dellArchivio di Stato e vi si accede dal Palazzo Gambacorti attraverso un corridoio
cavalcavia. |
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| Le logge furono originariamente costruite per
il mercato della lana e della seta e nel sotterraneo, dal 1925 aveva sede un albergo
diurno, che poi fu chiuso perché danneggiato dallalluvione del 1966. Durante i
lavori di costruzione dell'albergo furono ritrovate molte monete doro che pare
costituissero una riserva aurea di Stato ai tempi della Repubblica Marinara. Ai giorni
nostri le logge ospitano periodicamente i concerti bandistici della Società Filarmonica
Pisana, ma soprattutto ogni secondo fine settimana di ogni mese vi ha luogo "Pisa a
braccia aperte", cioè il mercato dellantiquariato e del modernariato. In
quelloccasione le logge si riempiono di bancarelle sulle quali si può trovare di
tutto, dai libri depoca ai fumetti, dalle cartoline ai francobolli, ma anche gli
oggetti più disparati come, ad esempio, attrezzi da lavoro del nonno oggi in disuso la
cui funzione originaria è difficilmente ricostruibile. |
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