Contestualizzazione


Pittore pisano, attivo in cittā nel secondo quarto del secolo XIII; noto da documenti compresi tra il 1252 e il 1279, fu fratello di Enrico di Tedice e padre di Ranieri di Ugolino, anch'essi pittori. Ricordato per la prima volta tra i testimoni di un'esecuzione testamentaria nel 1252, il suo nome compare, assieme a quello del fratello Enrico, in un documento datato 12 marzo 1260 con cui con cui lo stesso arcivescovo Federico Visconti alienava alcuni pezzi di terra a beneficio dei due pittori, come forma di pagamento per diverse opere di pittura commissionate in precedenza; č possibile da questo ipotizzare l'attiva collaborazione dei due fratelli nella gestione della bottega, che sappiamo esser stata collocata in via Santa Maria, nella parrocchia di San Iacopo degli Speronai. L'attivitā pittorica di Ugolino dovette svolgersi in gran parte al servizio dell'arcivescovo Federico Visconti, come testimonia la presenza del suo nome in alcuni documenti della curia rogati tra il 1269 e il 1277; nel 1279 gli fu concesso dall'arcivescovo Ruggeri l'affitto di quattro pezzi di terra di proprietā episcopale. Una croce dipinta conservata all'Hermitage di San Pietroburgo reca sul suppedaneo l'iscrizione frammentaria 'VGOL·NVS', interpretabile, secondo alcuni studiosi, come una firma del pittore; alcuni caratteri formali che sembrano riflessi nella croce del figlio Ranieri di Ugolino confortano in qualche modo l'attribuzione a Ugolino di Tedice. Rispetto al fratello Enrico, Ugolino dimostra una maggiore affinitā con le opere di Giunta, in particolare per quanto riguarda la ricerca di caratterizzazione emotiva e l'utilizzo del chiaroscuro nella resa del modellato.