Vicende esterne Il grifo opera di un artista islamico spagnolo è giunto a Pisa probilmente come bottino di guerra in seguito ad una delle imprese militari compiute dai Pisani nel corso dell XI secolo e nei primi decenni del XII secolo nel Mediterraneo occidentale In origine l animale era collocato sopra la colonnina che sormonta il timpano del coro dove ora si trova una copia in cemento eseguita negli anni Trenta del nostro secolo; da tale collocazione fu rimosso nel 1828 e trasferito in Camposanto; attualmente è conservato nel Museo dell Opera del Duomo Descrizione Il grifo animale fantastico con la testa di uccello e le zampe da felino è rappresentato in posizione stante: due ali dall andamento curvilineo sono inchiodate nella parte anteriore del corpo mentre in quella posteriore è situata un apertura dove probabilmente era posta la coda ora perduta; altre due aperture di differenti dimensioni sono visibili rispettivamente sul ventre e nel becco I fori sul fianco destro dell animale furono provocati probabilmente nel XVI secolo da alcuni colpi di spingarda All interno del corpo è presente inoltre in corrispondenza della parte posteriore una sorta di contenitore di forma globulare anch esso in bronzo solidamente ancorato alla parete la cui funzione non è ancora stata chiarita La recente scoperta di tale elemento ha risollevato comunque il problema dell originaria destinazione di quest opera di rilevanti dimensione che fino ad oggi è stata riconosciuta come getto di fontana La decorazione incisa ricopre gran parte dell animale: penne a riccioli e a semicerchi sono presenti sul petto sul collo e sulle ali; due leoni e due aquile alludenti alla duplice natura del grifo sono raffigurati entro scudi sulle zampe mentre il dorso è ornato da una gualdrappa a cerchi concentrici
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Lungo il bordo di quest ultima e nella parte inferiore del petto è incisa un iscrizione in cufico ben augurale per il possessore dell oggetto Ambito Stilistico-Culturale L opera mostra alcune affinità dal punto di vista tipologico-stilistico con una serie di bronzi di produzione spagnola della seconda metà del X e dell XI secolo L impostazione piuttosto rigida dell animale trova confronti ad esempio con il cosidetto cervo di Cordova proveniente dalle rovine della città califfale di Madinat al Zahra con un leone rinvenuto nei pressi di Palencia ora al Louvre con un quadrupede conservato al Museo Nazionale del Bargello a Firenze e con un leone recentemente apparso sul mercato antiquario londinese Con queste ultime tre opere il grifo pisano condivide anche il tipo di ornamentazione incisa con scudi ornati sulle zampe motivi derivanti dalle stoffe e iscrizioni in cufico sul dorso Le affinità maggiori si riscontrano tuttavia con il leone apparso a Londra il quale tra l altro ha all interno del corpo un analogo contenitore in bronzo tanto da rendere probabile l ipotesi che i due animali siano stati prodotti nella stessa bottega e che facessero parte del medesimo complesso decorativo Datazione Per i confronti suddetti l opera è databile al secolo XI Rapporti Importanti testimonianze della bronzistica islamica medievale e di scambi tra Pisa e il mondo islamico nonchè probabilmente di gloriose imprese militari sono altre tre opere presenti a Pisa e nel territorio limitrofo: si tratta di un bacile bronzeo databile alla seconda metà del XII secolo visibile al Museo dell Opera del Duomo di un vaso trecentesco in bronzo fuso e incrostato in argento conservato nella chiesa di S Giovanni Battista di Ghezzano e di un falco di probabile produzione iraniana del IX secolo un tempo ubicato sul tetto della chiesa di S Frediano a Lucca e ora conservato all interno della medesima chiesa