Didascalia Autore: Piero di Puccio
Opera: Affresco con Creazione del Mondo
Materia e tecnica: affresco
Datazione: 1389-91
Dimensioni: 7 15x8 10
Provenienza: Camposanto Monumentale corridoio nord
Collocazione attuale: Opera della Primaziale depositi Vicende esterne

Piero

Il dipinto che dette inizio alla decorazione pittorica della parete nord del Camposanto venne commissionato a Piero di Puccio da Orvieto dall Operaio del Duomo Parasone Grasso Nel 1665 il pittore pisano Zaccaria Rondinosi apportò all affresco alcuni risarcimenti; le cattive condizioni vengono segnalate più volte nel corso del secolo scorso L incendio del 1944 ha provocato la caduta di colore in alcuni punti Tra il 1947 e il 1948 é avvenuto il distacco dalla parete il riporto su telaio con lastre di eternit divise in otto sezioni e il restauro Attualmente è in corso un nuovo restauro Dell affresco si conserva la sinopia Descrizione In un doppio registro é rappresentato il Padre Eterno in piedi mentre sorregge l universo raffigurato come una struttura circoncentrica: al centro appare la Terra divisa in tre continenti; seguono l acqua l aria e il fuoco; poi i pianeti il cielo stellato con lo zodiaco; il cielo cristallino o "primo mobile" e le nove gerarchie angeliche In basso a tre quarti di figura Sant Agostino a sinistra e San Tommaso d Aquino a destra entrambi con un libro in mano sul quale é scritto rispettivamente: "AD OPERA DEI PERTINENT ANGELI UNDE ET IPSI SUNT ILLA LUX QUAE DIEI NOMEN ACCEPIT" [ Gli angeli sono prodotto dall opera divina per cui anche loro costituiscono quella luce che viene indicata con il nome del giorno] e "ORDO IN REBUS A DEO CREATIS UNITATEM MUNDI MANIFESTAT MUNDUS ENIM UNUS DICITUR UNITATE ORDINIS SECUNDUM QUOD QUAEDAM ORDINANTUR AD ALIA" [L ordine nelle cose create da Dio rende manifesta l unità del mondo; infatti il mondo si dice uno nel senso che costituisce un unità in cui alcune cose sono ordinate in funzione di altre] Su una fascetta nel margine inferiore è riportato questo testo: "Voi che avvisate questa dipintura/di Dio pietoso sommo creatore / lo qual fe tutte le cose con amore / pesate numerate ed in misura / in nove gradi angelica natura / in ello empirio cielo pien di splendore / colui che non si muove ed è motore / ciascun cosa fece buona e pura / levate gli occhi del vostro intelletto / considerate quanto è ordinato/ lo mondo universale; e con affetto/ lodate Lui che l ha sì ben creato;/ pensate di passare a tal diletto: tra gli Angeli dove è ciascun beato / Per questo mondo si vede la gloria / lo basso e l mez[z]o e l alto in questa storia " Contesto Il dipinto apre un ciclo di affreschi con scene veterotestamentarie di cui fanno parte anche le Storie di Adamo e di Eva le Storie di Caino e Abele l Arca di Noé e il Diluvio Il Vasari scorse nella figura del Dio Padre rappresentato nella scena della Creazione del Mondo un modello a cui si ispirarono Ghiberti e Raffaello L ideatore della composizione teologica è forse Francesco da Buti noto commentatore della "Divina Commedia" dantesca a cui si deve forse anche il sonetto scritto su una fascetta nel margine inferiore L impostazione iconografica deriva dalle "Rivelaziones" di Santa Hildegard di Bringen una monaca visionaria tedesca vissuta nell XI secolo assimilate dalla teoria filosofica agostiniana-tomistica sulla creazione del mondo I due santi (Agostino e Tommaso) raffigurati in basso illustrano dunque al fedele l ordine e l unità delle cose create da Dio: intorno alla terra rappresentata al centro dell Universo e divisa in Asia Europa e Africa ruotano nove cieli concentrici i primi sette contenenti ciascuno un pianeta l ottavo con le stelle fisse e che perciò si chiama Cielo Stellato e il nono cioè il Primo Mobile; segue l Empireo costituito da luce intellettuale pienezza d intelligenza e di amore Con i versi di Dante "la gloria di colui che tutto move/ per l universo penetra e risplende/ in una parte più e meno altrove" (Paradiso I 1-3) a Dio motore primo e immobile dell universo secondo la concezione aristotelica spetta illuminare le cose secondo la maggiore o la minore disposizione delle stesse ad accogliere la luce divina: così i gradi di beatitudine sono disposti gerarchicamente sulla base dei meriti individuali A rendere più esplicito il messaggio dottrinale del tableau dipinto apparivano anche diverse scritte oggi in frammenti che illustravano alcuni passi delle prediche volgari di fra Giordano - del convento domenicano pisano di Santa Caterina - sulla struttura del cosmo Ambito stilistico-culturale Al Vasari si deve la precedente errata attribuzione dei dipinti a Buffalmacco Fu il Ciampi nel 1810 a rendere noto grazie al rinvenimento di documenti il nome di Piero di Puccio come autore del ciclo e del dipinto raffigurante l Incoronazione di Maria che si trovava sopra l ingresso della Cappella Aulla: sappiamo così che il pittore fu impegnato a dipingere dal 1389 al 1391 La sua formazione è avvenuta nella città natia di Orvieto alle dipendenze di Ugolino di Prete Ilario: con il maestro realizzò tra il 1360 e il 1364 il ciclo di affreschi della Cappella del Corporale nel Duomo; autonomamente si occupò dei mosaici della facciata dello stesso edificio Purtroppo la produzione umbra è alquanto lacunosa e in qualche caso perduta: per questo motivo il ciclo pisano rappresenta l impresa più importante di Puccio giunta a noi L uso di figure dalle proporzioni massicce e dilatate e la rappresentazione degli oggetti quasi schiacciati in superficie pongono lo stile di Puccio fuori dagli schemi giotteschi ancora dominanti nella pittura di fine secolo Datazione I documenti attestano che dal 7 luglio 1389 al 7 gennaio 1391 Piero di Puccio si occupò della realizzazione del dipinto insieme con le altre tre Storie che formano il ciclo delle Storie della Genesi Riferimenti bibliografici P Sanpaolesi M Bucci L Bertolini Camposanto Monumentale di Pisa Affreschi e Sinopie cat mostra Cinisello Balsamo (MI) 1960 pp 103-105
A Caleca Il Camposanto Monumentale Affreschi e sinopie in Pisa Museo delle sinopie del Camposanto Monumentale Pisa 1979 p 87
C Carli La pittura a Pisa dalle origini alla "Bella Maniera" Pisa 1994 pp 89-90
A Caleca Costruzione e decorazione dalle origini al secolo XV in Il Camposanto di Pisa a cura di C Baracchini e E Castelnuovo Torino 1996 pp 34-35