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Il
Gioco del Ponte è una manifestazione storico rievocativa che si
articola in due momenti distinti ma altrettanto significativi:
il Corteo Storico sui Lungarni, una sorta di parata militare
assai imponente, e la battaglia, ambientata sul Ponte di Mezzo,
ove le squadre dei quartieri appartenenti alle due fazioni
cittadine rivali danno prova della rispettiva potenza fisica, in
un’atmosfera agonisticamente avvincente.
Alcune
fonti vogliono far risalire le origini del Gioco all’antichità
classica. Non risultando certe tali ipotesi, si ritiene che
abbia avuto origine dalla trasformazione locale del Gioco del
Mazzascudo, che, dall’undicesimo al tredicesimo secolo veniva
giocato come una battaglia simulata nell’antica
Piazza degli Anziani, oggi dei Cavalieri.
Il
Mazzascudo si effettuava tra singoli giocatori, equipaggiati con
corazze, mazze e scudi. Nel giorno
finale gli scontri individuali lasciavano posto ad una battaglia
generale con i combattenti suddivisi in due schiere “del
Gallo” e “della Gazza”.
La
prima edizione del Gioco del Ponte conosciuta e certa porta la
data del 22 febbraio 1568. Il Ponte, sede della Battaglia, era
il Ponte Vecchio, corrispondente all’attuale Ponte di Mezzo, e
scopo dello scontro era la conquista di una parte o di tutta la
metà occupata dalla fazione avversaria. I giocatori di
Tramontana e Mezzogiorno, erano suddivisi in squadre, di numero
variabile, composte ciascuna da 50 o 60 soldati. Ogni squadra si
distingueva per propri colori ed insegne.
I protagonisti della Lotta, basata sullo scontro
fisico diretto, erano equipaggiati con armatura, elmetto detto
“morione” e "targone", una sorta di scudo in legno
di tiglio o di pioppo – lungo oltre un metro e pesante più di
due chili e mezzo – oblungo ed asimmetrico, con le estremità
arrotondate, adoperato alquanto impropriamente anche come arma
d’offesa. La violenza della lotta ha costituito una
caratteristica costante di questi scontri. Il desiderio di
autonomia dalla dominazione fiorentina, e l’esasperarsi
dell’agonismo sul Ponte, resero il Gioco del Ponte poco
gradito a Pietro Leopoldo, tanto che, dopo l’edizione del
1785, non concesse più il permesso di effettuare
la Battaglia
, che conoscerà così un periodo di interruzione fino al 1807, unica edizione del XIX secolo.
Dopo un’interruzione
di 128 anni, il Gioco rivive nell’era moderna, nel 1935, con
le stesse modalità delle edizioni storiche. Nel dopoguerra, per
evitare lo scontro diretto, fu ideato un mezzo meccanico, un
“carrello” scorrevole su rotaia, sul quale viene esercitata
la spinta dei combattenti.
La
manifestazione si svolge per consuetudine l’ultima domenica di
giugno e prevede, prima del combattimento, il Corteo Storico con
i suoi 709 figuranti. Le truppe di Tramontana e di Mezzogiorno
sfilano in ordine separato (dando vita a due cortei distinti, di
314 figuranti ciascuno), ma contemporaneamente, sui quattro
Lungarni contigui al Ponte di Mezzo, in senso antiorario; è
presente anche un terzo corteo, quello dei Giudici, di 81
elementi.
Notevole
è l’effetto scenico dei costumi di foggia spagnola tardo
cinquecentesca indossati dai figuranti, realizzati in occasione
dell’edizione del 1935, sulla base dei bozzetti disegnati dal
critico d’arte Fortunato Bellonzi, ispiratosi a stampe d'epoca
medicea. L’intensità dello sforzo profuso dai venti
componenti di ogni squadra, tutti di eccezionale stazza fisica,
è impressionante.
Vale
ancora l’antico principio che assegna la vittoria alla squadra
che rimane padrona del Ponte, spingendo carrello ed avversari
all’estremità opposta della rotaia di scorrimento. Durante il
combattimento s'avvicendano le squadre di Tramontana,
rappresentanti le rispettive Magistrature (Santa Maria, San
Francesco, San Michele, Mattaccini, Calci e Satiri) contro
quelle di Mezzogiorno (Sant’Antonio, San Martino, San Marco,
Leoni, Dragoni e Delfini). prevale
la Parte
che s'aggiudica più vittorie parziali.
In
caso di parità (tre vittorie parziali per parte) si procedeva,
fino al 1996, ad uno scontro decisivo fra due selezioni dei
migliori combattenti dei due schieramenti. Dall’edizione del
1997 a
quella del 2000 è stato riconosciuto il risultato di parità,
abolendo così lo spareggio. Nell'edizione 2001 è stata
introdotta una novità: l'accorpamento di due squadre per
parte, con conseguente riduzione degli scontri da sei a cinque.
Dall'edizione 2002 è stato previsto l'accorpamento di tre
squadre per Parte che si affrontano in tre combattimenti.
Nell'edizione 2004 si torna a cinque combattimenti.
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