Comune di Pisa

Rete civica pisana

Torre guelfa

Torre guelfa 1

Torre guelfa 1

L’alta Torre Guelfa sorge in una delle zone più suggestive di Pisa, la Cittadella Vecchia, e con il suo inconfondibile profilo per secoli ha attirato l’attenzione di quanti hanno soggiornato in città o semplicemente passeggiato sui Lungarni.
In realtà questa parte di Pisa, ricca di antiche vestigia spesso trascurate, racchiude secoli di storia. Qui infatti agli inizi del 1200, in seguito alle numerose ed importanti vittorie riportate dalla sua flotta in tutto il bacino del Mediterraneo, la Repubblica Pisana riunì in unico ampio spazio le intense attività cantieristiche. La scelta ricadde sulla zona più ad Ovest della città, nei pressi del monastero di San Vito (un’importante istituzione religiosa ora distrutta e testimoniata solo dall’omonima chiesa, più volte trasformata nel corso dei secoli), dove esistevano già delle infrastrutture portuali fin dal secolo precedente.

La zona, detta Tersana o Tersanaia da terzarolo, la più piccola delle tre vele latine delle galere, fu interessata da imponenti lavori che procedettero con una certa lentezza; tuttavia, nel 1264 il nuovo arsenale repubblicano, oltre ai rimessaggi ed agli scali, comprendeva anche una piccola chiesa, dedicata alle Sante Barbara e Reparata, che fu solennemente benedetta dall’arcivescovo Federico Visconti.
Delle strutture duecentesche oggi restano gli archi di mattoni inseriti nel muro di difesa lungo l’Arno, oltre alle trecentesche arcate tamponate dei capannoni; questi ultimi erano disposti a losanga per sfruttare la presenza dello scomparso fiume Auser che, prima di sfociare in Arno, attraversava la zona fungendo da canale di varo e d’attracco delle imbarcazioni.

L’arsenale acquistò sempre più importanza quando, tra il XIII e XIV secolo, fu completato l’ultimo ponte della città, il Ponte a Mare con la relativa Porta a Mare, ancora visibile sulla riva sinistra, collegata con la preesistente Porta Deghazia sulla sponda destra. A partire da quest’epoca furono costruite, in diverso ordine di tempo, quattro torri agli angoli della Tersana, che in una cronaca degli anni Trenta del Trecento viene così efficacemente descritta: …un luogo murato di grosso muro in fortessa in guisa d’uno castello, in quattro faccie, che lla faccia verso levante era lo muro della cità e lo muro di verso mezodì in sul fiume d’Arno razente era posto alla Porta della Leghazia di Ponte, dove sotto coperto ordinarono LXXX portichi per tenere ghalee; e questo luogho volgalmente si chiama arsanà. Nel 1394 il nuovo signore di Pisa Iacopo d’Appiano, temendo il rientro in città della fazione che sosteneva la famiglia rivale dei Gambacorti, iniziò la trasformazione dell’arsenale in cittadella difensiva munita di torri, al cui interno insediò un presidio militare stabile.

Al momento della prima dominazione fiorentina (1406) i nuovi signori di Pisa trasformarono definitivamente le strutture dell’arsenale repubblicano e realizzarono quella che successivamente sarebbe stata chiamata Cittadella Vecchia, per distinguerla dalla Cittadella Nuova, l’attuale Giardino Scotto, edificata a partire dal 1440 nell’angolo opposto della città.

Ai primi anni del Quattrocento risale anche la costruzione dell’alta Torre Guelfa, cosiddetta in opposizione alla preesistente Torre Ghibellina, conclusa nel 1290 nell’angolo Sud-Ovest della Tersana, oggi scomparsa.

Durante il governo del granduca Cosimo I, nella seconda metà del XVI secolo, i vasti ambienti dell’arsenale furono destinati all’allevamento dei cavalli dell’esercito granducale, mentre tutte le attività cantieristiche si spostarono nell’ex giardino dei Semplici, dove ancora oggi sorgono gli ampi capannoni dell’arsenale mediceo. A partire dal Settecento, e per tutto l’Ottocento, gli ambienti della Cittadella furono adibiti a depositi, stalle e caserme militari. Infine, nel 1944 tutta l’area fu gravemente colpita dai bombardamenti, la torre Guelfa fu completamente distrutta e solo nel 1956 fu ricostruita riproponendone l’aspetto originario.

I recenti restauri, condotti dall’amministrazione comunale, hanno permesso l’apertura della torre al pubblico, offrendo ai pisani ed ai turisti una veduta suggestiva di Pisa, compresa tra la dolce curva dei monti ed il verde intenso della pineta del parco di San Rossore-Migliarino.

All’interno della torre sono stati esposti alcuni stemmi provenienti da vari edifici, cittadini alcuni dei quali appartenuti alle famiglie dei Capitani e dei Commissari fiorentini succedutisi nel governo della città. Tra questi è ben conservato lo stemma di Lutozzo di Lutozzo Masi commissario generale dal 1644 al 1646.

Testo a cura di: Lucia Casarosa

Ultima modifica: 07/11/2012 20:39