Comune di Pisa

Rete civica pisana

Donazione Bassano

Bassano

Bassano

Nel Maggio 1975 Bruno Bassano giunge a Pisa per seguire personalmente l'allestimento della mostra intitolata "Simon Segal e la Scuola di Parigi". Questo evento ufficializza la donazione fatta dal gallerista alla città toscana, cui è legato da rapporti di parentela ed amicizia; si tratta di circa trecento opere, tra dipinti, guazzi, disegni e litografie, di artisti post-impressionisti.

La maggior parte delle opere della Donazione appartiene alla cosiddetta "Scuola di Parigi": un movimento composito e disomogeneo che trova diffusione nella capitale francese a cavallo tra le due guerre. Ne fanno parte molti artisti, prevalentemente stranieri, che, guardando in particolar modo all'arte figurativa, tra espressionismo e realismo, sviluppano un percorso artistico individuale, caratterizzato spesso dalla tenacia dell'autodidatta che 'cerca lo stile' liberandosi da qualsiasi convenzione o parametro.

La Donazione Bassano vive di questa "disomogenea armonia": opere diverse per stile, dimensione, autore ma tutte unite dalla caparbia volontà di ricercare un linguaggio, di creare uno stile che sia nel contempo in rottura ed in armonia con il retroterra artistico precedente. Ognuna di esse è impregnata dei colori e dei sapori della Francia, unico punto comune a tutti gli artisti che diventa il "filo rosso" dell'esposizione stessa.


Le pennellate dense e cariche di colore che scolpiscono i ritratti di uomini e donne si muovono incerte tra l'istantaneità dell'impressionismo ed il tratto più sofferto e deformante tipico dell'espressionismo, alla ricerca di un animo che sembra restare imprigionato nell'impasto delle cromie.
I nudi ci restituiscono, invece, l'immagine di un'identità femminile violata, indebitamente spiata e spudoratamente esibita; una donna oggetto, trasformata dallo squallore dell'amore mercenario: occhi senza sguardo, carne senza vita.

Anche gli animali vengono raffigurati come immobili, raggelati in una fissità innaturale, diventando così specchio di un mondo che rinnega ed uccide la natura in nome del dio progresso e della tecnologia.
    

BRUNO BASSANO (Sarzana 1869- Parigi 1978)
Bruno Bassano nasce in Italia il 12 Settembre 1896, ma trascorre la maggior parte della sua vita in terra francese, tanto da divenirne cittadino adottivo. Fervente socialista e tenace oppositore del fascismo arriva a Parigi per la prima volta a soli 27 anni, in qualità di esiliato politico; nel 1928 si trasferisce a Tolone e lì apre la sua prima Galleria dando così inizio all' attività di mercante d'arte, che sarà fedele compagna di tutta una vita.
Nel 1941, in quanto espatriato politico, è costretto ad andare in residenza forzata ad Aups, nella regione francese del Varo; dopo varie peripezie nel Febbraio 1945 valica a piedi le Alpi Apuane e si rifugia a Firenze dove, nel clima entusiasmante successivo alla Liberazione, si dedica al giornalismo ed alla critica d'arte.

Nel 1951 Bassano chiede di essere rimpatriato in Francia, dove riceve la naturalizzazione con tutti i diritti civili e politici. L'anno successivo apre una nuova Galleria d'arte in Rue Grégoire de Tours, a Parigi; la provocatoria insegna raffigura una grande testa d'asino, simbolo della testardaggine e dell'ostinazione che guidano il suo lavoro e rappresentano un valido antidoto al degrado dei tempi.

Spirito ribelle e mai convenzionale, mercante d'arte per vocazione e non per semplice mestiere, Bassano espone, lancia e difende pittori "non ufficiali" ricercando talenti sconosciuti o dimenticati. Queste sue convinzioni lo portano inevitabilmente ad assumere una posizione difficile e scomoda nel mercato dell'arte, contro la pittura celebrata ed osannata e contro le tendenze che dominano la politica degli acquisti e delle vendite. Bassano considera l'attività del pittore come un vero e proprio "mestiere" fatto di studio, riflessione ed esperienza, quasi come fosse un lavoro artigiano. Rivendica il valore della tradizione ed ama profondamente l'arte figurativa e tutta la pittura composta secondo i canoni di quella che lui stesso definisce la "misura e la bellezza permanente ed universale".

Ultima modifica: 01/10/2012 17:33