Commento sul documento
di Giuseppe de Blasiis

Giuseppe de Blasiis testimonia che laccusa
inflitta a Pier Delle Vigne fu grave e pubblica, poiché saputosi dal popolo di Cremona
che era prigioniero, voleva disfarlo con le sue mani, e per impedire questo venne condotto
di notte da una scorta di soldati a borgo San Donnino. Quali colpe avesse non lo sappiamo
con precisione, ma Giuseppe di Blasiis ha raccolto molte testimonianze di cronisti o
scrittori quali ritengono colpevole:
Pipino narra che egli si dipartisse malamente tra
il Papa e limperatore e per questo gli venne tolto ogni ricchezza.
Salimbene narra che Pier tradì limperatore
a Lione, poiché questultimo mandò, dal Papa, Delle Vigne ed altri amministratori,
e ordinò che nessuno di questi avesse un colloquio privato con il pontefice, ma i
compagni di Piero lo accusarono di aver disubbidito al loro signore, e quindi di avere
avuto più di un colloquio con il Papa.
Matteo Paris narra che Pietro, si accordò con un
medico per avvelenare Federico, ma questultimo fu segretamente avvisato del
tradimento e sul punto di bere egli esitò, propose al medico di bere con lui, ma il
medico si rifiutò; così limperatore, per avere la prova che quellinfuso
fosse velenoso lo fece bere ad alcuni che erano in carcere e questi morirono quasi
sullistante. Questultima accusa, documentata da Matteo Paris è la più
attendibile, poiché abbiamo una lettera di Federico in cui si attesta che alle sue spalle
era stato tramato un avvelenamento da parte del suo medico.
Altri cronisti lo ritengono innocente:
Benvenuto di Imola narra che la grande felicità
di Pier provocò contro lodio e linvidia di molti; infatti, quasi tutti i
curiali, vedendo che lesaltamento dellamministratore era causa della loro
depressione, fatta congiura cominciarono ad accusarlo di false colpe.
Boccaccio, come Benvenuto di Imola, narra che la
rovina di Piero è avvenuta a causa dellinvidia di altri suoi colleghi; infatti si
dice che i colleghi di Delle Vigne mandassero delle lettere false allimperatore, su
cui era scritto che il suo amministratore più fidato lo tradiva con il Papa.
Anche Dante Alighieri appoggia lidea di
Boccaccio.
Volaterrano testimonia anche che Pietro, in
carcere, scrisse una lettera in cui invocava il Papa, ma questa lettera non è sicuramente
originale, visto che se Pietro si fosse rivolto al Papa avrebbe accresciuto i sospetti dei
suoi giudici.
Altra testimonianza di una lettera è quella di
Benvenuto di Imola nella quale dice che Pier confessava il reato e chiedeva perdono.
Ci sono molti interrogativi anche sul luogo e sul
modo in cui Pier Delle Vigne è morto:
Giuseppe de Blasiis ci dice che non è molto
attendibile lidea che Pier venne lasciato, dallimperatore, in balia del popolo
pisano e questultimo, per scappare dal supplizio, percosse le tempie su una colonna
e morì.
Boccaccio si esprime con una novella, ma il
concetto principale è quello appena citato.
Alighieri, invece, vuole che Piero fosse caduto
dal mulo, mentre da San Miniato, dove era stato accecato, era condotto a Pisa, ove morì
per le gravi ferite al capo.
Giuseppe de Blasiis ci informa che Iacopo
dAqui si documentò sulla famiglia di Pier Delle Vigne e trovò che egli aveva una
bella moglie di nome Costanza ed un figlio, Berteraimo. E ci dice anche che Pietro era
molto geloso della moglie, conoscendo lumore del suo imperatore.