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finalità

Salvaguardia delle linee di vista, ovvero dei micro-panorami urbani

descrizione

Monumenti, edifici storici, elementi naturali e manufatti umani caratterizzano il paesaggio urbano, lo connotano, rendono ciascuna città unica e irripetibile.

La città, al passante non distratto, svela talora uno scorcio, un’occhiata, uno sprazzo insolito o imprevisto su un particolare di un qualche elemento architettonico. Un passo più avanti, un metro più in là, e il contatto è interrotto. Ma è la presenza (costante, rassicurante) di questi fugaci momenti di incontro nel quotidiano di ciascuno a rafforzare l'identità cittadina ed il senso di appartenenza dei suoi abitanti.

Queste occasioni di contatto con la propria città (e la propria identità) erano un tempo innumerevoli. A causa di uno sviluppo poco sensibile a questi aspetti, queste familiari presenze diventano oggi sempre più rare. La presenza nel contesto cittadino dei suoi elementi caratterizzanti viene di giorno in giorno sempre più racchiusa, ingabbiata. La loro fruizione viene vincolata ad un limitato numero di punti di osservazione.

E' come se la città cercasse omologazione con mille altre realtà urbane, racchiudendo a questo scopo le proprie caratteristiche di unicità in spazi ristretti, costringendone la fruizione da pochi, canonici punti di osservazione. La città diventa allora una massa anonima ed amorfa nella quale restano racchiuse alcune emergenze monumentali classificate, segnalate e documentate come tali, ridotte a cartoline o souvenir di sé stesse.

Ciò che proponiamo è la salvaguardia di un bene immateriale: le linee di vista.

Ovvero di quei particolari cammini ottici che, nel gioco urbano degli spazi vuoti e dei volumi edificati, congiungono occasionalmente un pedone non distratto con gli elementi di unicità della sua città.

L'intento è duplice: da un lato vogliamo agire per mantenere (o, possibilmente, migliorare) la già ridotta visibilità nel tessuto cittadino dei suoi elementi di connotazione, a beneficio soprattutto della popolazione più giovane che non possiede memoria dell'evoluzione urbana negli anni di maggiore attività di sostituzione edilizia; dall'altro attraverso la segnalazione di tali elementi apparentemente marginali, vogliamo suscitare nei cittadini la conoscenza della propria città, il gusto della scoperta, la sensibilità verso l'armonia degli spazi urbani.

L’invito è ad alzare gli occhi, a riappropriarsi di un pezzo della propria identità, di una parte di sé. Lo stimolo è a scoprire, al di là di quelle segnalate, le proprie personali occasioni di quotidiano contatto con il tessuto urbano. La provocazione è all'esercizio di una costante opera di tutela, che rinnovi una sensibilità collettiva oggi dispersa ma (noi speriamo) non irrimediabilmente.

L'Associazione i Ghibellini ha in corso il censimento e la documentazione di alcune decine di linee di vista su porzioni di monumenti, su oggetti di interesse ambientale, su aspetti e manufatti di rilievo o di interesse storico, con particolare attenzione alle testimonianze della Pisa medioevale.

Il materiale raccolto nella Città Storica a Sud dell'Arno è stato oggetto di una mostra di modelli e di fotografie, patrocinata dalla Circoscrizione PISA4, che ha avuto luogo nel Chiostro della Chiesa del Carmine nel dicembre 1997.
In collaborazione con il Circolo Fotografico Pisano stiamo svolgendo un'analoga ricerca e raccolta documentale nella Città Storica a Nord dell'Arno in vista dell'allestimento di una mostra che si terrà nel Chiostro della Chiesa di San Francesco nella prima settimana di ottobre 1998, patrocinata dalla Circoscrizione PISA6.

 
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Aggiornato il 22/04/98.
 
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