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IL GIOCO DEL PONTE

I Morioni

È opportuno soffermare l’attenzione soprattutto sui copricapi impiegati durante il Gioco del Ponte, definiti alquanto impropriamente morioni (Morione trae la sua origine etimologica dallo spagnolo “morro” = sommità rotondeggiante), protezioni usate dai fanti in abbinamento al corsaletto “da piede”.

In realtà i copricapi utilizzati nel Gioco del Ponte erano di varia foggia.

Gli elmetti del Gioco del Ponte originariamente costituivano le protezioni del capo adottate dai cavalieri del XVI secolo, note come celate da cavallo. Queste ultime consentivano la protezione integrale della testa, a differenza del morione vero e proprio che lasciava il volto scoperto.

Nel Gioco del Ponte dovevano contemperarsi due esigenze essenziali per i combattenti: l’agilità, favorita da protezioni leggere, come appunto quelle da cavaliere, e la salvaguardia delle parti più vulnerabili del corpo messe a repentaglio durante il Gioco, combattuto a piedi con estrema violenza.

Per la protezione del volto, modificando la vecchia visiera degli elmi da cavaliere, si adottò (in sostituzione delle difese verticali di sezione piatta e compatta), un sistema a sbarrette verticali, abbastanza fitte ed al tempo stesso sottili, che favorivano una migliore visibilità ed aerazione nelle fasi più concitate della Battaglia.

In pratica si impiegarono copricapi, da cavallo, vecchi e fuori uso, di ogni tipo, tratti da vari depositi o di varia provenienza, apportando modifiche in modo da ricavare elmetti con visiera a gabbia. Ogni elmetto ha quindi una storia a sé.

Bibliografia:
Il Gioco del Ponte di Pisa
memorie e ricordo in una città
Vallecchi 1980