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IL
GIOCO DEL PONTE
Descrizione
generale della manifestazione
Il
Gioco del Ponte è una manifestazione storico rievocativa che si
articola in due momenti distinti ma altrettanto significativi: il Corteo
Storico sui Lungarni, una sorta di parata militare assai imponente, e la
contesa, ambientata sul Ponte di Mezzo, ove le squadre dei quartieri
appartenenti alle due fazioni cittadine rivali danno prova della
rispettiva potenza fisica, in un’atmosfera agonisticamente avvincente.
Il
Ponte di Mezzo, baricentro topografico di Pisa, costituisce il fulcro
ideale della sfida anche, e soprattutto, perché rappresenta il lembo di
terra neutrale fra le due entità cittadine fisicamente separate
dall’Arno ed antagoniste nel Gioco: Tramontana, a nord, sulla riva
destra, e Mezzogiorno sulla riva opposta meridionale. È questa
essenzialmente la ragione per cui il combattimento avviene sul Ponte,
sia pure con modalità diverse rispetto al passato.
La
manifestazione si svolge per consuetudine l’ultima domenica di giugno
e prevede, come accennato, preliminarmente al combattimento, il Corteo
Storico con i suoi 709 figuranti, ovvero la Mostra delle Armi. Questa è
un'imponente parata militare delle truppe di Tramontana e di
Mezzogiorno, che sfilano in ordine separato, ma contemporaneamente, sui
quattro Lungarni contigui al Ponte di Mezzo, in senso antiorario, dando
vita a due cortei distinti, di 314 figuranti ciascuno, con costumi
seicenteschi ed armature; è presente anche un terzo corteo, quello dei
Giudici, di 81 elementi. Notevole è l’aspetto qualitativo e
l’effetto scenico dei costumi indossati dai figuranti: d’ispirazione
spagnola tardo cinquecentesca (periodo di maggiore splendore del Gioco
del Ponte), dalle fogge ricche e di pregevole fattura, molto sfarzosi ed
elaborati, realizzati per l’edizione del 1935 - anno in cui fu ripresa
la tradizione interrotta e trascurata per oltre un secolo - sulla base
dei bozzetti disegnati dal critico d’arte Fortunato Bellonzi,
ispiratosi a stampe d'epoca medicea. Il criterio di tale scelta, nella
rievocazione storica, va ricondotto alla ostilità verso tutto il
medievalismo cui facevano riferimento, per varie motivazioni, quasi
tutte le rievocazioni storiche sorte nei primi decenni del ventesimo
secolo.
Anticamente
i protagonisti della lotta, basata sullo scontro fisico diretto, erano
equipaggiati con armatura e targone, una sorta di scudo in legno di
tiglio o di pioppo - lungo oltre un metro e pesante più di due chili e
mezzo - oblungo ed asimmetrico, con le estremità arrotondate, adoperato
alquanto impropriamente anche come arma d'offesa. La vittoria premiava
quello schieramento di Combattenti capace di sospingere gli avversari a
ritroso, oltre la metà del Ponte, verso gli accampamenti
d’appartenenza. Molte erano le tattiche e le strategie militari per la
conquista del Ponte. La violenza della lotta ha costituito una
caratteristica costante di questi scontri sostenuti “corpo a corpo”
con i targoni.
Per
l’incolumità dei contendenti nel secondo dopoguerra è stato adottato
un sistema di competizione, sempre imperniato sulla conquista del Ponte,
affidata però all’esito dei combattimenti in cui si affrontano le
altrettante squadre di Tramontana e di Mezzogiorno. Il Gioco attuale
infatti assegna la vittoria parziale a quelle squadre che sospingendo il
carrello - un mastodontico mezzo meccanico che scorre su di una rotaia
installata lungo l’asse longitudinale del Ponte di Mezzo - prevale su
quelle avversarie. L’intensità dello sforzo profuso dai venti
componenti impegnato contemporaneamente da ogni Parte, tutti di
eccezionale stazza fisica, è impressionante, tanto che un combattimento
equilibrato generalmente si protrae per diversi minuti. Vale ancora
l’antico principio che sancisce la vittoria per le squadre che rimangono
padrone del Ponte, spingendo carrello ed avversari sconfitti
all’estremità della rotaia più prossima alla Parte ostile. |
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