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IL
GIOCO DEL PONTE
Le
edizioni del dopoguerra (1947 - 1963)
Nel
dopoguerra il Gioco del Ponte riprende il 13 luglio 1947. Successivamente
il Gioco si è disputato nel 1950, ed annualmente dal 1952 al 1963.
Dopo
un’ulteriore interruzione, dal 1964 al 1981, nel 1982
l’Amministrazione Comunale, quale ultimo atto di un programma di
recupero delle tradizioni storico - popolari pisane, che aveva già fatto
risorgere la “Luminara” e “La Regata Storica di San Ranieri”,
riproponeva alla città il Gioco del Ponte. Non rievocazione, quindi, ma
recupero della tradizione popolare che si estrinseca nel momento
culminante della conquista del Ponte.
Il
Gioco del Ponte rinasce il 13 luglio 1947, in piena ricostruzione di una
città devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
La
lotta corpo a corpo che si sviluppava nella Battaglia, tendeva fatalmente
a degenerare con intuibili danni fisici ai partecipanti. Per eliminare
quest'inconveniente e per ovviare all’eccessiva rudezza del Gioco, già
manifestatasi anche alla sua ripresa nel 1935 e nelle successive edizioni
del 1937 e 1938, fu abolito l’uso del targone e lo scontro combattuto
secondo i canoni storici.
Il
Gioco del Ponte assume caratteristiche diverse anche se rimane inalterato
lo scopo della conquista della metà opposta del Ponte. Fu introdotto,
variando la dinamica del Gioco, un sistema alternativo di combattimento,
che pur essendo ancora imperniato sulla conquista del Ponte ad opera dei
Combattenti delle squadre che di volta in volta si contrapponevano,
eliminava lo scontro fisico fra questi ultimi, troppo pericoloso per
l’incolumità dei contendenti. L’innovazione consisteva nell’impiego
di un mezzo meccanico mobile, scorrevole su due rotaie, per la spinta
esercitata dai Combattenti delle due Parti: Il Carrello. Cinque
combattimenti assegnavano la vittoria alla Parte che si aggiudicava il
maggior numero di scontri parziali. Una squadra per Parte, sorteggiata,
non partecipava al Gioco.
Le
denominazioni delle squadre si identificavano con quelle dei quartieri
cittadini e delle località periferiche: San Francesco, Porta Nuova, Santa
Maria, San Michele, Porta a Lucca, Calci, per Tramontana e San Martino,
San Marco, Porta Fiorentina, Sant’Antonio, Marina, San Piero per
Mezzogiorno.
Nel
1964 si ha una nuova interruzione della manifestazione.
Il
Gioco attuale (1982 - 2002)
Le
frazioni in cui è suddivisa Pisa sono sei a Tramontana ed altrettante a
Mezzogiorno e corrispondono, grosso modo ai quartieri cittadini, ma
vengono reintrodotte anche le denominazioni delle squadre settecentesche.
Ad ogni quartiere corrisponde un organismo che nella terminologia del
Gioco del Ponte è definito “Magistratura”. Tale organismo organizza
la squadra omonima e dà vita a tutta una serie di iniziative tendenti a
radicare sempre più il gioco nella quotidianità, ed a sottrarlo al
rischio della estemporaneità. Ovviamente ogni Magistratura è
caratterizzata da propri simboli, motti, insegne, vessilli e colori, ciò
in funzione di un effetto, soprattutto cromatico, assai suggestivo che,
per quanto ricreato artificiosamente, nel Gioco del Ponte, non scade al
livello di mera manifestazione folcloristica priva di spessore storico.
La
manifestazione racchiude in un intero pomeriggio (con l’esclusione della
cerimonia della benedizione delle bandiere) tutte le cerimonie e le
iniziative che anticamente si svolgevano in un lasso di tempo maggiore. Il
Corteo Storico (la Mostra delle Armi) è attualmente composto da 709
figuranti. È doveroso citare la ricchezza dei costumi che, tolti quelli
dei Combattenti, sobri nella loro imponenza, sono composti per la maggior
parte da velluti, damaschi, broccati e quando sono in panno (come nelle
Guardie al Campo) sono arricchiti con inserti di raso e passamaneria
dorata. Le armi rappresentano un capitolo a parte nel corteo del Gioco del
Ponte: vari tipi di spada, pugnali, picche alabarde e quelle difensive,
tra cui spiccano i “morioni” il caratteristico elmo della
manifestazione. 24 trombe, 40 tamburi, 41 cavalli, 136 armature, 76 tra
bandiere ed insegne sono alcuni dati per far comprendere l’imponenza del
corteo che percorre i lungarni pisani riempiendoli di suoni e colori.
Durante
il combattimento s'avvicendano le squadre di Tramontana, rappresentanti
tutte le sei rispettive Magistrature (Santa Maria, San Francesco, San
Michele, Mattaccini, Calci e Satiri) contro quelle di Mezzogiorno
(Sant’Antonio, San Martino, San Marco, Leoni, Dragoni e Delfini).
Prevale la Parte che s'aggiudica più vittorie parziali. In caso di parità
(tre vittorie parziali per parte) si procede, fino al 1996, ad uno scontro
decisivo fra due selezioni dei migliori combattenti dei due schieramenti.
Dall’edizione del 1997 a quella del 2000 è stato riconosciuto il
risultato di parità, abolendo così lo spareggio.
Nell'edizione
2001 è stata introdotta una ulteriore novità: l'accorpamento di due
squadre per parte, con conseguente riduzione degli scontri da sei a
cinque. Nell'edizione 2002 è introdotto l'accorpamento di tre squadre per
Parte che si affrontano in tre combattimenti. Le squadre impegnate nello
scontro mantengono nel tempo la composizione di venti combattenti. |
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