|
I
Fossili
Dal
latino fodere = estrarre dalla terra, l'aggettivo fossile
fa riferimento a qualsiasi materiale estratto dalla terra:
per esempio carbon fossile.
Col
sostantivo fossile si intende invece qualsiasi traccia o
resto comunque conservatosi di un organismo vissuto in epoche
geologiche lontane.
Possono
essere "fossili" organismi interi pietrificati,
ma anche: impronte di organismi, orme di camminamento, impronte
di pioggia, di moto ondoso, di disseccamento...
Già
alcuni secoli prima di Cristo i filosofi greci avevano intuito
non solo che i fossili marini erano testimonianza dell'esistenza
di un mare laddove era allora terraferma, ma anche che le
specie animali si evolvono in forme più perfezionate,
compreso l'essere umano.
Purtroppo l'autorevolissima opposizione di Aristotele (teoria
del diluvio universale), offuscò la capacità
di ragionare e di vedere fino a Leonardo.
La vera
natura dei fossili fu chiara a Leonardo da Vinci che spiegò
la loro presenza sulla terraferma ipotizzando che il mare,
come ogni essere, attraversa cicli di vita e cioè
può espandersi sulle terre emerse (trasgressione)
e ritirarsi (regressione), ciclicamente.
IMPORTANZA DEI FOSSILI
Nelle
discipline delle Scienze della Terra i fossili sono stati
e sono di grande utilità per definire i lineamenti
geomorfologici e gli ambienti biologici delle ere passate,
e per stabilire cronologie geologiche relative.
Ma lo
studio comparato dei fossili e delle forme attuali ha soprattutto
permesso attraverso Cuvier e poi Lamarck e Darwin di formulare
l'ipotesi evoluzionista e di spiegare attraverso essa i
meccanismi biologici che dalle specie più antiche
portano a quelle attuali.
LA FOSSILIZZAZIONE
E' l'insieme
dei processi che permettono ai resti di un organismo di
conservarsi dopo la morte.
Solo
un piccolo numero degli organismi morti riesce a fossilizzarsi,
ed in genere sono le componenti dure, ossa, conchiglie,
che si fossilizzano. Le parti molli, che sono soggette a
predazione e a decomposizione, riescono a conservarsi solo
in condizioni ambientali molto particolari.
Ai fini
della fossilizzazione è essenziale la rapidità
colla quale l'organismo morto è sottratto all'azione
degli agenti atmosferici ed in particolare dell'ossigeno.
Il fenomeno che più frequentemente attua questa sottrazione
è il ricoprimento da parte di sedimenti fini. Considerando
che in ambiente marino gli agenti depositanti agiscono più
velocemente di quelli degradanti è facile comprendere
perché la grandissima maggioranza dei fossili proviene
da organismi marini.
Le condizioni
particolari che permettono la conservazione delle parti
molli possono essere:
- l'ibernazione o congelamento, che impedendo l'azione di
necrofagi, batteri e altri organismi putrefattivi preserva
indefinitivamente i tessuti, come nel nostro congelatore
domestico. Si sono così conservati per esempio in
Siberia interi mammouth.
- la mummificazione ad opera del freddo (senza congelamento)
o del caldo, secchi; disidratandosi completamente gli organismi
morti diventano immuni dai processi di putrefazione. Per
esempio, l'uomo di Similaun, i dinosauri mummificati dell'America
meridionale.
- l'inglobamento di piccoli invertebrati in resine vegetali;
per esempio, insetti in ambra.
- gli ambienti di torbiera o di palude ove i gas e l'acidità
impediscono i processi di putrefazione degli organismi che
vi muoiono. Per esempio, foglie, felci.
PROCESSI DI FOSSILIZZAZIONE
Ma tornando
al nostro organismo ricoperto da sedimenti e così
sottratto all'azione degli agenti atmosferici diretti, i
più comuni processi di fossilizzazione sono la mineralizzazione,
la carbonizzazione, e l'incrostazione.
La mineralizzazione
I sali
minerali che circolano in soluzione nei sedimenti si depositano
e riempiono i piccolissimi spazi vuoti all'interno della
materia organica e poi gli spazi resi liberi dalla scomparsa
delle parti molli. Finalmente tutta la materia organica
è sostituita da carbonato di calcio o da silice.
L'organismo è adesso pietrificato e si conserverà
indefinitivamente; è un fossile.
Talvolta
la sostituzione della materia organica si fa molecola per
molecola; in tal caso la fossilizzazione risulta perfetta
e la struttura dell'organismo viene conservata anche nelle
sue particolarità microscopiche. Questo processo
è indicato come Metasomatismo. Oltre il carbonato
di calcio un minerale frequente della sostituzione metasomatica
è la pirite.
La pirite
si forma naturalmente nelle acque stagnanti prive di ossigeno;
il ferro sciolto in acqua si combina collo zolfo proveniente
dalla decomposizione organica e da origine alla pirite.
I fossili piritizzati si sono formati in tale ambiente.
La carbonizzazione
E' un
processo che ha luogo per fermentazione in ambiente privo
di ossigeno
(in caso contrario si sarebbe avuto formazione di CO2 con
conseguente scomparsa dell'organismo per volatilizzazione)
da parte
di batteri anaerobici, con eliminazione dei componenti gassosi
della materia organica quali ossigeno, idrogeno, azoto e
conseguente accrescimento percentuale del carbonio. Finalmente
nello stadio più avanzato del processo gli organismi
(essenzialmente vegetali) sono completamente trasformati
in carbone.
In tal modo si sono formati i carboni fossili che si distinguono
in torbe, ligniti, litantraci, antraciti a seconda di quanto
è stato spinto il processo e di conseguenza a seconda
della percentuale di carbonio contenuta.
L'incrostazione
E' un
processo che ha luogo ancora oggi ed in tempi non geologici.
Esso si realizza solo in presenza di acque calde, sorgenti
termali, cascate, sempre molto ricche in carbonato di calcio.
L'acqua spruzzata sugli organismi circostanti quali licheni,
muschi, foglie, ramoscelli, evapora depositando sull'organismo
(incrostandolo) minutissimi cristalli di calcite. L'organismo
in seguito si dissolve ma ne resta la forma di calcite che
successivamente può essere riempita da altri minerali
(per esempio, il travertino).
Per gli argomenti già trattati vedi GIA'
VISTO IN RUBRICA
|