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I
CRISTALLI:
FORME GEOMETRICHE CREATE DALLA NATURA
(2^
parte)
Il
colore
Quando osserviamo i cristalli dei vari minerali spesso
siamo colpiti dai colori. Da cosa derivano questi colori?
1. Dioptasio
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In
alcuni casi il colore è proprio del composto chimico di
cui il minerale è costituito. Per esempio il solfato di
rame, che si trova in natura ma che conosciamo meglio
come medicamento in agricoltura, possiede un bel colore
azzurro intenso. Quasi tutti i minerali di rame assumono
una colorazione dal celeste all'azzurro, al verde.
In
altri casi il colore è fornito al minerale da elementi estranei
in esso contenuto: sono infatti dovuti a piccole quantità
di cromo il bel colore verde degli smeraldi ed anche (strano
ma vero!) il colore rosso vivo dei rubini. Piccole quantità
di cobalto producono bei colori dal rosa al violetto.
In
parecchi minerali scuri o neri il colore dipende dal contenuto
di un metallo in due stati diversi di valenza, come nella
tormalina nera in cui è presente ferro ferroso e ferro ferrico.
In
altri casi ancora, in verità assai comuni, il colore dipende
da fenomeni più complessi: in poche parole, imperfezioni
del reticolo cristallino sono più o meno "stabilizzate"
dalla presenza di particolari impurità, anche in tracce
esigue tali da sfuggire ai più comuni metodi di analisi.
Per questo motivo cristalli di uno stesso minerale con diversa
intensità di colore o incolori possono risultare della stessa
composizione.
In
questo caso un trattamento fisico del cristallo (arroventamento,
irradiazione con raggi X o gamma, ecc.) può far scomparire
o cambiare completamente una certa colorazione naturale.
Nel mondo delle gemme questi metodi vengono usati per "rinforzare"
artificialmente un colore (vedi i topazi azzurri) o produrre
varietà meno comuni (il quarzo ametista che diventa "citrino").
Dunque attenzione a comprare gemme di un bel colore intenso
a basso prezzo: sapete a cosa potete andare incontro.
La
formazione dei cristalli
I cristalli si formano per solidificazione graduale di sostanze
disciolte in un liquido o per sublimazione di un gas. La
materia allo stato solido presenta nella maggior parte dei
casi una struttura cristallina; fanno eccezione materiali
detti amorfi, come ad esempio il vetro, che dal punto di
vista strutturale sono più simili ai liquidi che non ai
solidi.
La
formazione e le caratteristiche di una struttura cristallina
dipendono dalla rapidità e dalle condizioni del processo
di solidificazione. Sono determinanti fattori come la composizione
del fluido, la temperatura, la pressione.
Ad
esempio gli stessi fluidi che quando solidificano gradualmente
in profondità nella crosta terrestre formano il granito,
quando vengono eruttati in superficie come lava vulcanica
e si raffreddano rapidamente formando una roccia vetrosa
chiamata ossidiana.
Quando
poi le condizioni sono favorevoli (es. bassa velocità di
raffreddamento) e l'ambiente di deposizione offre degli
spazi nella roccia già formata (fessure) oppure il fluido
penetra con pressione in una roccia facendosi spazio e formando
"bolle" più o meno sferiche, il minerale che cristallizza
può assumere forme geometriche ben visibili ad occhio nudo
e di rara bellezza. Ecco che questi "gioielli della natura"
prendono il nome di cristalli nella comune accezione del
termine, mentre le "bolle" da loro rivestite vengono chiamate
gèodi e le fessure litoclasi.
2. Cristalli di quarzo
Alcune
sostanze mostrano una forte tendenza a formare nuclei di
cristallizzazione, cosicché, se una soluzione contenente
tali sostanze viene raffreddata lentamente, avviene la crescita
di pochi grandi cristalli, al contrario se il raffreddamento
è rapido si formano numerosi cristalli di dimensioni minuscole.
I cristalli raramente crescono isolati, molto spesso si
sviluppano gli uni vicino agli altri con disposizioni casuali,
formando dei raggruppamenti. In alcuni casi invece essi
crescono seguendo particolari leggi: si hanno allora associazioni
che apparentemente sembrano un unico cristallo ma che invece
sono un insieme di due o più cristalli uniti in maniera
simmetrica.
Questi
cristalli, detti geminati, rappresentano l'unione di individui
cristallini compenetrati o l'unione di individui con una
superficie piana in comune.
I cristalli geminati, in molti casi, con la forma assunta
simulano l'appartenenza a una classe di simmetria (vedi
parte 1^ parte) superiore rispetto alla propria, e quindi
una forma più regolare, quasi come se nella materia non
vivente esistesse una "vanità" che sappiamo propria degli
esseri viventi.
3. Cristallo geminato di calcite
Proprietà
dei cristalli
Alcuni cristalli manifestano proprietà elettriche
come la piezoelettricità o la piroelettricità (ossia acquistano
carica elettrica se vengono compressi o riscaldati), e per
questo motivo sono sfruttati industrialmente.
Un esempio è fornito dal quarzo che trova un vasto impiego
in elettrotecnica ed elettronica. Nei transistor, le speciali
proprietà dei cristalli di germanio e di silicio li rendono
utilizzabili per amplificare correnti elettriche. Un altro
dispositivo elettronico, la batteria solare, prevede l'uso
di cristalli di silicio o di solfuro di cadmio per convertire
la luce solare in energia elettrica.
Cristalli
puri e particolari vengono attualmente prodotti con tecniche
avanzate, come l'epitassia a fascio molecolare, per essere
usati come semiconduttori e nei circuiti integrati.
Stuzzichino
per i più esperti
Una
regola di base della cristallografia, considerata valida
per lungo tempo, stabiliva che la simmetria pentagonale
fosse incompatibile con la periodicità traslazionale propria
dei cristalli La scoperta, nel 1984, di una lega di alluminio
e magnesio che sembra contravvenire a questa regola potrebbe
indicare la possibilità dell'esistenza di una nuova fase
di materia solida, diversa dai cristalli e dai vetri.
Notizie tratte da: GUIDA AI MINERALI -
Fratelli Fabbri Editori; ENCICLOPEDIA ENCARTA - Microsoft
Corporation
Illustrazioni - GUIDA
AI MINERALI - Fratelli Fabbri Editori
Per gli argomenti già trattati vedi GIA'
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