|
|
LA PRESENZA DI FUNZIONI DELLO STATO E SOVRACOMUNALI NEL CENTRO DI PISA La città di Pisa, e soprattutto il suo centro antico, sono stati e sono ancora caratterizzati dalla presenza di funzioni dello Stato e, più in generale, pubbliche e di interesse sovracomunale. La non ampia estensione della città, che fino a pochi decenni fa portava a far coincidere il centro urbano con quello storico, ha provocato la concentrazione e lo sviluppo di funzioni diverse in un’area di limitate dimensioni: accanto alle sedi storiche dell’ospedale, dell’università, degli uffici finanziari e delle caserme, la città ha visto insediarsi banche, attività di ricerca, attività direzionali, artigianali e produttive, soprattutto nel settore farmaceutico. Il boom edilizio degli anni sessanta ha coinvolto le periferie quasi esclusivamente con la saturazione della funzione residenziale e solo dopo i primi anni ottanta ha iniziato a sortire effetto la previsione urbanistica di decentramento contenuta già nel Piano Regolatore del 1965, con il consolidamento della zona artigianale e per piccole e medie industrie e con l’inizio della realizzazione del cosiddetto Centro Direzionale, nel cuore della nuova periferia. I trasferimenti di attività e di funzioni riguardavano però ancora le attività produttive, quelle commerciali di media e grande distribuzione e, solo in minima parte, funzioni pubbliche. A fronte del decentramento spontaneo (Azienda USL ed alcuni uffici dell’Amministrazione Provinciale nel Centro Direzionale) l’Amministrazione Comunale ha operato una sua propria scelta incisiva riunendo a margine del comparto produttivo di Ospedaletto le grandi aziende ex municipalizzate ed ormai di rilievo intercomunale: Ages (Gas ed energia), Gea (Rifiuti, fognature, verde pubblico, acquedotto), CPT (Trasporto pubblico, parcheggi) ed una quota delle proprie attività (Autoparco, Magazzini economali, Archivi). Il CNR, che a Pisa annovera una importante concentrazione di strutture di ricerca, sta ultimando il trasferimento nella nuova sede di S. Cataldo, liberando una serie di edifici del centro storico, già residenziali ed in prevalenza di proprietà privata, edifici che in parte sono stati reimmessi sul mercato immobiliare della residenza e del terziario tradizionale (studi ed uffici privati) ed in parte assorbiti dalla continua sete di immobili delle università pisane. Accanto all’Università di Pisa, che annovera numerosissime facoltà e corsi di studio, e che richiama studenti da tutta Italia, sono presenti la Scuola Normale Superiore e la Scuola Superiore S. Anna. L’indotto delle tre strutture universitarie è rimarchevole, sia a livello occupazionale, sia per la ricaduta in termini di domanda di alloggi e, di conseguenza, per i suoi riflessi sul mercato immobiliare.
L’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio ha avviato un intenso programma di realizzazione di alloggi per studenti, sia nel centro storico, con interventi di recupero e di nuova edificazione, sia in periferia, con la costruzione di nuovi edifici. Altre istituzioni pubbliche, come l’INAIL, hanno investito nella costruzione di nuovi alloggi per studenti, mentre continua a prosperare ed è suscettibile di ulteriore sviluppo la realizzazione di edifici privati suddivisi in monolocali e mini appartamenti, destinati quasi in prevalenza all’affitto a studenti fuori sede. L’Azienda Ospedaliera, che accanto alla sede storica e centrale di S. Chiara, disponeva di una struttura decentrata a Cisanello, in origine destinata a sanatorio, già da alcuni anni ha avviato il progetto di trasferimento realizzando, accanto alla vecchia struttura del sanatorio, numerose nuove cliniche e prevedendo il completamento di tutti gli edifici necessari nell’arco dei prossimi dieci, quindici anni. Il trasferimento delle strutture ospedaliere, alcune delle quali legate all’attività universitaria, dispone di un notevole fondo di finanziamento regionale, ma in parte dovrà essere sostenuto con la vendita dell’area e degli immobili del S. Chiara, un’area di 120.000 mq. a diretto contatto con la Piazza del Duomo. Nel centro storico, o nelle sue immediate adiacenze, insistono anche tre strutture militari, due delle quali oggi non più adeguate allo svolgimento delle proprie funzioni. Si tratta delle caserme Artale e Curtatone e Montanara (dismessa sede del Distretto Militare). La prima è costituita da edifici tardo ottocenteschi; con i piazzali e gli annessi occupa un intero isolato, a cento metri da Piazza del Duomo, circondato dalla viabilità ormai inadeguata alla funzione. Nel quartiere meridionale di S. Martino, le aree interne di un isolato sono invece occupate dalla caserma Curatone e Montanara, una serie di edifici che costituivano la sede del Distretto di Leva, oggi trasferito a Firenze. La struttura, così come articolata, mal si presta ad accogliere nuovamente funzioni legate alla difesa, ed anche in questo caso la viabilità di accesso e circostante è costituita da vicoli e strade non idonee alla circolazione di mezzi appena più grandi di un’auto. In entrambi i casi le caserme sono localizzate in zone pedonali o a traffico limitato. La terza struttura militare è la caserma Bechi Luserna, una vasta area poco edificata collocata tra il tratto urbano della via Aurelia, la ferrovia Pisa-Genova ed il lungarno Cosimo I°. A nord è delimitata dagli impianti sportivi comunali. Anche se l’area è vasta, la struttura, che attualmente accoglie un battaglione logistico dei paracadutisti, non ha possibilità di espansione ed è anch’essa penalizzata dall’unica viabilità di accesso costituita dalla via Aurelia. |
|