ORIGINE DELLA VITA

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ERA ARCHEOZOICA
DAGLI UNICELLULARI AI PLURICELLULARI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Circa 3 miliardi ed 800 milioni di anni fa nacque la vita sulla Terra.
Visto che l’ossigeno era assente nell’atmosfera, mancava anche l’ozono (O3) per cui le radiazioni ultraviolette e le scariche elettriche dei fulmini circolavano liberamente sulla Terra, dando l’energia necessaria per l’avvenire di reazioni chimiche tra gli atomi e le molecole contenute nel brodo primordiale e provenienti dall’atmosfera.

In esso si formarono così molecole più complesse, gli aminoacidi che sono le più semplici molecole organiche presenti negli esseri viventi. Si formarono poi anche zuccheri e proteine ed infine strutture più complesse, chiamate coacervati, che gradualmente formano una membrana che li separava dal mondo esterno ed anche gli acidi nucleici che li resero in grado di autoriprodursi. Essi erano anche capaci di nutrirsi. Dai coacervati si formarono così le prime cellule procariote ed eterotrofe, incapaci di fabbricare autonomamente il proprio nutrimento. Questi sono i primi esseri simili agli odierni batteri.
Le prime strutture viventi si riproducono e, aumentando considerevolmente di numero, consumano drasticamente il nutrimento disponibile nel brodo per la loro sopravvivenza.
A questo punto viene favorita la sopravvivenza di quelle cellule che, grazie ad alcuni pigmenti presenti nel loro citoplasma, riescono ad evolversi e ad utilizzare la luce del sole per fabbricarsi il nutrimento. Queste sono le prime cellule autotrofe che, attraverso la fotosintesi clorofilliana e quindi la produzione d’ossigeno, cambiarono anche la composizione degli strati gassosi che avvolgevano la crosta terrestre, formando lo strato d’ozono che ancora oggi, a dispetto delle azioni dell’uomo, protegge la Terra dalle radiazioni solari nocive alla vita.

Questi procarioti popolano indisturbati le acque per circa 2 miliardi di anni, però col tempo la loro produzione di ossigeno mette in crisi la loro stessa sopravvivenza, tanto che si estinguono. Altri invece si adattano, diventando capaci di sfruttare l’ossigeno per ricavare energia: compaiono cioè i primi organismi capaci di respirare; altri ancora si rifugiano in ambienti poveri di ossigeno e sopravvivono acquisendo la capacità di assorbire sostanze organiche già formate dai resti dei procarioti morti: compaiono cioè i primi decompositori.
La cellula degli organismi in grado di respirare diventa sempre più complessa dando origine ai primi eucarioti capaci di riprodursi per mitosi.
La necessità di nutrimento porta questi eucarioti ad una diversa evoluzione: alcuni diventano predatori eterotrofi, altri restano autotrofi ed altri ancora diventano decompositori.

ALTRE TEORIE SULL’ORIGINE DELLA VITA

L’origine della vita è sempre stata e sempre sarà uno dei misteri più ricchi e complessi. Molte sono state le ipotesi e una di queste fu quella dell’”uomo e l’ambiente”. Questa venne simulata da Louis Pasteur, il quale dimostrò che nessun organismo, neppure un batterio, poteva svilupparsi dalla materia inorganica. Verso la fine del XIX secolo, Svante Arrhenius, formulò: i germi della vita gironzolano nello spazio racchiuso in spore; esse, cadendo per caso, danno origine agli esseri viventi. Tale ipotesi, fu respinta, quando venne scoperta la potenza calorifera del Sole la quale avrebbe distrutto le spore.
Nel XX secolo molti studiosi, attraverso vari esperimenti, hanno posto nuove ipotesi sull’origine della vita. Alcuni sostengono che essa abbia avuto un’origine extraterrestre, si può approvare da alcune identificazioni nello spazio di molecole organiche. Altri, invece, sostengono che le forme viventi si sono formate dalla materia inorganica.