ERA ARCHEOZOICA

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EVENTI CLIMATICI

EVENTI BIOLOGICI

ATMOSFERA PRIMITIVA
ESPERIMENTO
DI MILLER


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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EVENTI GEOLOGICI

Poco dopo la formazione del pianeta Terra, si iniziò a delineare la sua superficie: elementi pesanti, come il ferro, andarono a depositarsi al centro a causa della forza di gravità, mentre gli elementi più leggeri, i silicati, formarono un oceano incandescente alla superficie. Si iniziò a delineare anche la composizione interna della Terra, visto che si formò sia il nucleo che il mantello. Dopo circa 500 milioni di anni dalla nascita della Terra, finalmente il paesaggio incandescente iniziò a raffreddarsi e, l'abbassamento della temperatura al di sotto dei 1000 gradi, consentì il consolidamento delle zone con temperature più basse che, divenute più stabili, avviarono la costruzione della futura crosta terrestre.

Nello stesso tempo, sulla superficie cominciò a manifestarsi un'altra imponente serie di eventi, che portarono all'instaurarsi del ciclo dell'acqua. Infatti la Terra primitiva rimase a lungo avvolta dalle tenebre, sotto una spessa cappa di dense nubi ardenti formate dal vapore acqueo continuamente riversato nell'atmosfera dalle esalazioni vulcaniche; dopo poco tempo le nubi cominciarono a sciogliersi in pioggia e l'atmosfera primordiale diede vita a tempeste di inimmaginabili proporzioni, sotto le quali la Terra gemeva e ribolliva. Col passare del tempo l'acqua si condensò nelle zone più depresse della superficie terrestre, formando i primi oceani, mentre gli altopiani rocciosi formarono i continenti. Su di essi si costituirono anche i primi reticoli fluviali, che trasportavano i detriti strappati alle zone più elevate e li riversavano sul fondo dei mari. Grazie a degli studi svolti in passato, abbiamo potuto osservare che già da allora si verificavano fenomeni simili alla deriva dei continenti. Questi studi hanno permesso di ricostruire, sia pure con molte incertezze, anche la posizione delle aree continentali, che nel loro vagabondare erano entrate più volte in collisione, saldandosi in un'unica vasta massa, per disarticolarsi però ben presto in nuovi frammenti alla deriva. Quindi possiamo ricostruire solo l'esistenza di vari supercontinenti formatisi e disgregatisi in continuazione, l'ultimo dei quali è stato chiamato Robinia.


EVENTI CLIMATICI

Nei primi anni dell’era l’atmosfera era molto simile a quella attualmente visibile su Titano, il maggiore dei satelliti di Saturno; era composta da metano (CH4), ammoniaca (NH3), idrogeno (H2), vapore acqueo (H2O), ossido di carbonio (CO) e acido solfidrico (H2S). L’ossigeno comparve solo negli ultimi anni, grazie alla fotosintesi dei primi organismi autotrofi. Inoltre la produzione d'ossigeno da parte di questi organismi vegetali cambiò perfino la composizione degli strati gassosi che avvolgevano la crosta terrestre, formando lo strato d'ozono che ancora oggi, a dispetto delle azioni dell'uomo, protegge la Terra dalle radiazioni solari nocive alla vita.

EVENTI BIOLOGICI

Circa 3 miliardi ed 800 milioni di anni fa nacque la vita.
Visto che l’ossigeno era assente nell’ atmosfera, mancava anche l’ozono (O3) e i raggi ultravioletti circolavano liberamente sulla Terra. Quando questi entrarono nel brodo primordiale (gli antichi oceani), fornirono l'energia necessaria ad avviare una serie di reazioni chimiche a catena; si formarono i precursori della vita: gli aminoacidi e gli acidi nucleici. Questi si fusero fra di loro e formarono i precursori dei primi esseri viventi sulla Terra, chiamati coacervati. Questa teoria sulla formazione della vita fu confermata dagli esperimenti di due scienziati, Miller e Urey, che simularono la nascita della vita nel loro laboratorio. Dai coacervati si svilupparono i primi viventi, creature simili agli odierni batteri: organismi unicellulari, procarioti, anaerobi ed eterotrofi. Gli organismi autotrofi, quelli cioè capaci di operare la fotosintesi, si svilupparono più tardi. Con la fotosintesi venivano prodotti zucchero e ossigeno: il primo veniva usato come nutrimento, mentre il secondo veniva ributtato nell’atmosfera, che proprio per questo in quel periodo si arricchì di ossigeno.
La liberazione dell’ossigeno nell’atmosfera, ebbe due grosse conseguenze:
- la formazione dello strato di ozono nell’atmosfera (che ancora oggi blocca le radiazioni cosmiche),
- lo sviluppo di organismi cellulari in grado di utilizzare l’ossigeno nei meccanismi respiratori. Si diffusero numerosi pluricellularii invertebrati che si differenziarono in modo incredibile e ben presto si diffusero ovunque, alla conquista di ogni nicchia ecologica. Le specie principali che popolarono la Terra furono proprio Spugne, Crinoidi, Echinodermi e Ctenofori.