IL NUCLEARE
LA SITUAZIONE OGGI
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Con il termine Biogas si intende una miscela di
vari tipi di gas (per la maggior parte metano)
prodotto dalla naturale fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza
di ossigeno) dei residui organici provenienti da rifiuti, vegetali
in decomposizione, carcasse in putrescenza. L'intero processo vede
la decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi
di batteri, producendo anidride carbonica, idrogeno molecolare e
metano (metanizzazione dei composti organici).
Negli ultimi anni sono state sviluppate interessanti tecnologie
che, tramite l'utilizzo di batteri in appositi "fermentatori",
sono in grado di ottenere grandi quantità di biogas dai rifiuti
organici urbani e dal letame prodotto dagli allevamenti. Il gas
metano prodotto in questo processo può essere quindi utilizzato
per la combustione in caldaie da riscaldamento o nei motori a scoppio.
Quest'ultima applicazione ha trovato buon successo in Paesi del
centro-Europa quali Svizzera, Germania, Svezia ecc. e in via sperimentale
anche in Italia (Amaroma), costituendo una delle più concrete
promesse nel campo della mobilità eco-sostenibile. La CO2
prodotta dalla combustione del metano così ricavato, infatti,
permette quasi di pareggiare il bilancio dell'anidride carbonica
emessa in atmosfera: la CO2 emessa dal biogas
è la stessa CO2 fissata dalle piante
(o assunta dagli animali in maniera indiretta tramite le piante),
al contrario di quanto avviene per la CO2
emessa ex-novo dalla combustione dei carburanti fossili. Ulteriore
vantaggio ecologico nell'utilizzo del biogas, è quello di
impedire la diffusione nella troposfera del metano emesso naturalmente
durante la decomposizione di carcasse e vegetali: il metano è
infatti uno dei gas-serra più potenti ed è quindi
auspicabile la sua degradazione in CO2 e
acqua per combustione. L'emissione di 1 kg di CH4,
in un orizzonte temporale di 100 anni, equivale ad emettere 21 kg
CO2.

Le
biomasse sono masse di materia organica derivate da scarti vegetali,
liquami animali e altre sostanze organiche che, attraverso fermentazioni, possono dare luogo a combustibili
solidi, liquidi e gassosi. Per trasformare la biomassa con combustibile
utilizzabile direttamente, la si sottopone all’azione di
alcuni batteri, che agiscono da decompositori, oppure all’azione
del calore, che provoca specifiche reazioni chimiche nel materiale.
Dopo il processo di decomposizione a fermentazione anaerobica
si passa alla distillazione e ad altri trattamenti, ottenendo biogas
(che non è altro che metano) oppure metanolo o etanolo, che possono essere impiegati come combustibili per produrre energia
elettrica e calore o come carburanti per sostituire quelli tradizionali
nei motori a scoppio. E’ evidente il valore ecologico di questa
tecnologia, ben più importante del suo apporto energetico.
I futuri progressi delle biotecnologie consentiranno di migliorare
il rendimento di questi processi, contribuendo a rendere competitivo
lo sfruttamento delle biomasse per la produzione di energia. Questi
tipi di centraline sono presenti in numero apprezzabile, nel nord
Europa, soprattutto in Olanda e in Danimarca.
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