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Torre di Santa Maria

Identificazione: quartiere S. Maria

Altri accessi:

Foglio catastale n °124 particella n°46

  Consistenza
resti medioevali visibili

A. frammento
B. porzione leggibile
C. organismo riconoscibile
(prevalentemente conservato)

Descrizione:

Torre di S. MariaAppoggiata su una base quadrata di grossi conci di panchina livornese, l’alta torre si innalza sull’angolo nord occidentale del circuito murario. La struttura, che si presenta digradante verso l’alto, è costituita dal materiale tufaceo fino ala sommità della mura; al di sopra mostra un innalzamento in blocchetti di breccia sedimentaria di Asciano. La parte più alta è frutto di un moderno rifacimento ed è caratterizzata da una muratura eterogenea ricoperta da intonaco che imita i conci in pietra. In questa porzione sono state ricavate delle aperture rettangolari archivoltate. Il coronamento merlato in laterizio è coevo a questa ristrutturazione.particoalre torre di S. Maria La muratura della torre è piena e presenta nel lato settentrionale semplici feritoie e una finestra strombata in laterizio, aggiunta epoca post medioevale; in corrispondenza del camminamento delle mura vi si aprono inoltre due portalini di accesso.

Cenni storici:

Quando nel 1155, sotto il consolato di Cocco Griffi, si dette inizio ai lavori di recinzione del territorio di Pisa, il primo tratto di mura, che venne costruito per intero fino all’attuale altezza, fu compreso tra la torre del Leone e quella sopra il ponte dell’Auser, e cioè la torre di Santa Maria. Queste due, insieme alle torri di Santo Stefano e dell’Arno, sono le più antiche , in quanto risalenti alla prima edificazione del tracciato, risalente agli anni 1155-1161. In particolare la torre di Santa Maria si presenta strettamente connessa con la struttura delle mura: lo stesso materiale tufaceo del primo lotto orizzontale del tracciato lo ritroviamo utilizzato per il paramento murario della torre che, presenta conci di panchina grandi alla base e più piccoli via via che si innalza. Questo fatto dimostra l’esistenza di due momenti pertinenti alla stessa fase costruttiva. A differenza di quella del Leone, nella torre di Santa Maria al momento della costruzione vennero già predisposti, sul suo lato orientale, gli "ammorsi" per il prolungamento del tratto murario.
Prima dell’edificazione delle mura, intorno a tutta la città, sia a nord, nella "Civitas", sia a sud dell’Arno, in "Kinzica", erano stati scavati dei fossati che avevano principalmente lo scopo di fissare i confini di Pisa. Questi fossati furono anche utilizzati per il trasporto sui navicelli dei blocchi di pietra tufacea provenienti dalle cave situate nel territorio livornese. Le stesse vie d’acqua in seguito garantirono anche l’arrivo in città delle pietre provenienti dalla zona dei monti pisani.
A partire dal 1157, con la pietra calcarea di San Giuliano, si continuò la costruzione della parte settentrionale della struttura difensiva, dalla torre di Santa Maria fino alla porta di Santo Stefano, partendo proprio da quegli "ammorsi" posti di fianco alla nostra torre.
La torre di Santa Maria dovette conservare un’altezza modesta fino alla sopraelevazione in breccia sedimentaria di Asciano, materiale che venne utilizzato per il rialzamento della cinta muraria a partire dal 1261.
Il motivo per cui il Comune pisano decise di avviare l’opera di fortificazione della città a partire proprio dalla zona occidentale, traeva origine dal fatto che questa fosse, all’epoca, importante e vulnerabile allo stesso tempo: era l’area episcopale, nella quale si stava completando la costruzione dei principali edifici religiosi cittadini; in essa passava la strada che collegava Pisa con i grandi mercati francesi. La strada in questione entrava in Pisa dalla porta del Leone e, correndo sul retro dell’abside della cattedrale, si immetteva nella via Santa Maria. Sia l’importante via di comunicazione terrestre, sia l’arteria fluviale rappresentata dall’Auser, avevano però bisogno di essere salvaguardate da eventuali attacchi militari compiuti dai nemici dei Pisani. A questo scopo furono innalzate le due torri, quella del Leone, a controllo del ponte omonimo, quella di Santa Maria, a guardia del fiume.
La torre sull’Auser, collocata così in una posizione altamente strategica, dovette svolgere la sua funzione per tutto il Medio Evo, finchè, nel 1499, in concomitanza con il terribile assedio fiorentino di Pisa, le torri difensive furono tagliate all’altezza delle mura. La sopraelevazione che si vede ad oggi, che ha avuto lo scopo di ricomporre l’aspetto originario della torre di Santa Maria, è frutto di un rifacimento risalente probabilmente alla seconda metà del XIX secolo.

Testi a cura di Arch. Monica Deri
Arch.
Isabella Giannettoni
Fonti storiche e bibliografiche Dott.ssa Antonella Del Chiaro
Dott.
Francesco Trombi
 

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