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| TORRE LANFREDUCCI
Identificazione: quartiere
S. Maria
Lungarno Pacinotti n°43
Altri accessi
Foglio catastale n°121 particella n°61 |
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Consistenza
resti medioevali visibiliA. frammento
B. porzione leggibile
C. organismo riconoscibile
(prevalentemente conservato) |
Descrizione:
La torre, a pianta rettangolare, è
costruita fino al quinto solaio in conci di verrucano, squadrati agli angoli,
sommariamente sbozzati e misti ad altro materiale sulle pareti. Gli ultimi due solai sono
invece in laterizio: Il lato ovest presenta un arco di scarico ogivale su pilastri liberi
per tre solai, in origine separati da architravi marcapiano monolitici poggianti su
mensole sagomate; queste sono affiancate dalle buche che in passato servivano da
alloggiamento delle travi di sostegno per gli sporti: Al di sopra dellarco di
scarico Vi sono, a solai alternati, finestre a coppia e singole con arco ogivale in
pietra, tranne che al quinto solaio: qui larco è in mattoni, probabile frutto di un
rifacimento sempre risalente alletà medioevale: Nella porzione in laterizio si apre
una bifora a doppio arco a pieno centro, con colonnina centrale sormontata da un
capitello, mentre al piano superiore vi è un'unica piccola monofora. I due solai della
sommità della torre sono inoltre decorati da cornici. Le altre facciate sono a muratura
continua. In particolare, il prospetto nord ha finestre solo nella parte alta che, nella
porzione in pietra sono costituite da aperture di diversa luce con arco ogivale in pietra
o laterizio, in quella a mattoni vi è invece una bifora uguale a quella della facciata
ovest, affiancata da due monofore con arco ogivale. Allultimo solaio è presente una
piccola monofora con ai lati due oculi. A questo livello, su questa e sulle rimanenti due
facciate continua la decorazione a cornice. Il prospetto settentrionale
presenta inoltre nella sua muratura tracce di addossamento di unaltra struttura fino
al secondo solaio. Il lato est è caratterizzato da due piccole aperture presso che
quadrate ai vari solai: nella parte in pietra, dotate di architrave pentagonale o
semplicemente rettangolare; in quella in laterizio, che qui occupa gli ultimi tre solai,
si aprono monofore con arco a pieno centro o ribassato.
La facciata meridionale, tranne che per la posizione sommitale, è inglobata nel palazzo
"Alla Giornata". La parte superiore della torre, in laterizio, è frutto di un
innalzamento e parziale rifacimento risalente al secolo XIV Lintero edificio
presenta tuttavia notevoli tracce di interventi di ristrutturazione e reintegrazione, sia
di epoca medioevale che successiva: Tutta la parte compresa tra larco di scarico e
la sopraelevazione in laterizio sembrerebbe anchessa frutto di un rimaneggiamento
della struttura originaria, , quindi duecentesca: la porzione più antica della torre,
infatti, è attribuibile alla seconda metà del secolo XII; la sopraelevazione suddetta è
invece, come già detto in precedenza, del trecento.
Laltro edificio appare oggi notevolmente interrato, così come le altre strutture
medioevali della zona, e il piano di calpestio della strada è notevolmente più alto
rispetto a quello originario. Lo scavo archeologico effettuato in questarea nei
primi anni 80 mise in evidenzia la presenza del selciato a ciottoli di fiume che
costituiva il piano stradale medioevale e si trovava a una quota inferiore di metri 1,15
rispetto al livello stradale del Lungarno.
Cenni storici
La Torre Lanfreducci, insieme alle abitazioni
circostanti, era compresa nel medioevo nella circoscrizione della Cappella di San Biagio
alle Catene. La chiesa, documentata a partire dallanno 1030, aveva struttura a
loggia e di essa sono oggi ancora visibili i resti di fronte alla torre (allinterno
del cortile del Palazzo del Rettorato dellUniversità).
Intorno agli inizi del XIV secolo la torre comincia ad essere attestata in Cappella San
Biagio alle Catene come residenza Lanfreducci. Presenti a Pisa almeno dal 1218, i membri
della famiglia Lanfreducci, esercitarono il patronato sulla chiesa di San Biagio e fecero
parte della Consorteria che controllava il ponte nuovo.
La ricomposizione del patrimonio edilizio effettuata nella prima metà del quattrocento
evidenzia la volontà del proprietari di creare una residenza signorile attraverso
laccorpamento di edifici preesistenti di epoche diverse. Questa fase fece da
preludio alla definitiva ristrutturazione dellimmobile avvenuta nel 1594 per volere
di Francesco Lanfreducci, il quale incaricò dei lavori larchitetto Cosimo Pugliani
che realizzò la facciata del palazzo. Anche la torre venne a far parte del nuovo edificio
costituendone un annesso sul retro. Sotto il portale del palazzo, divenuto nel secolo
scorso proprietà della famiglia Rasponi Dalle Teste, ancora oggi si legge il motto dei
Lanfreducci "Alla Giornata"; al di sopra del timpano della porta balconata del
piano nobile vi è invece il grandioso stemma gentilizio (XV secolo).
Ledificio è attualmente occupato dagli uffici del Rettorato dellUniversità
di Pisa, che ne curò il restauro dopo la seconda guerra mondiale. |
| Testi a cura
di |
Arch. Monica Deri
Arch. Isabella Giannettoni |
Fonti
storiche e bibliografiche |
Dott.ssa Antonella Del Chiaro
Dott. Francesco Trombi |
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