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Adesso
quei guerrieri, che in sella a spumeggianti cavalli, spesso a
dondolo, andavano alla guerra dopo essersi crogiolati nelle
viscere di un forno per assumere colori rutilanti che potessero
servire a spaventare il nemico, hanno iniziato a trasformarsi.
Stanno diventando villeggianti che si crogiolano al sole e che
provano a viaggiare grazie ad incendibìli barche primordiali, ma
anche a travestirsi da solidi e incravattati borghesi che,
indaffarati, devono raggiungere il loro posto di lavoro o di
vacanza. Solo che, per farlo, non usano auto o aerei, ma, a parte
qualcuno a cui Paolo Staccioli regala un paio d'alucce, grandi
carretti di legno a mezza strada fra le locomotive giocattolo e
una miniatura del cavallo di Troia. E se gli occupanti sono ancora
dei guerrieri il carro è piccolo, compatto, iridescente, in
attesa dei soliti cavalli.
Alberto
Gavazzen |