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Possono
la distruzione operata dalle bombe e l'orrore delle macerie che nel
1944 ingombravano il volto sfigurato della nostra città essere
spunto per dar vita a un'opera d'arte? Se l'autore è Mino Rosi la
risposta è indubbiamente affermativa. Ebbene, nel '44, dopo i
pesanti bombardamenti che investirono Pisa, Mino Rosi si propose di
lasciare una testimonianza grafica di quello scempio, forte di una
notevole esperienza di disegnatore dal vero, maturata indagando
soprattutto il paesaggio nativo di Volterra e della Valdéra,
percorsa lungamente anche in compagnia dello scrittore Carlo Cassola,
che di quelle passeggiate ha lasciato interessanti documenti
letterari. Aveva I' occhio e la mano allenati, Mino Rosi. E cosi,
sull'onda dell'emozione, da uomo colto che conosceva l'importanza
dei luoghi urbani e dei monumenti così duramente colpiti, in
pochissimi giorni eseguì, su una risma di carta formato 33 x 50,
una quarantina di disegni a penna, dal tratto rapido e nervoso, di
estrema concisione figurale e dominati da un intenso sentimento
drammatico.
La cartella dei disegni sulla Pisa distrutta è rimasta a
lungo nello studio dell' artista, tra le altre carte del suo lavoro.
Ma non dimenticata: Mino Rosi ne ha sempre parlato come di un suo
contributo molto sentito all'immagine della città. Solo un
ristretto numero di quelle tavole fu esposto nella grande antologica
del 1985 dedicatagli dalla città di Volterra. Dopo la scomparsa
dell'artista (1995), buona parte dei disegni è entrata a far parte
di collezioni pubbliche. Il
corpus è, pertanto, a tutt'oggi largamente sconosciuto ed inedito. |