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Arsenali
Medicei |
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Con l'intesa del 18
aprile 2001, la Presidenza del Consiglio destina gli Arsenali
Medicei ad essere la sede del Museo della Navigazione.
Questo complesso, pensato e costruito come cantiere per la
produzione di imbarcazioni, vista la sua posizione all’interno
del tessuto urbano, affacciato sul corso dell’Arno, al limite
del centro storico, si presta perfettamente ad essere la sede del
Museo della Navigazione.
Gli spazi sono adatti sia per ospitare le imbarcazioni, anche di
grandi dimensioni, sia per esporre i reperti più piccoli e
preziosi.
E’ un esposizione "in progress", visto che man mano
che si procede con i lavori di scavo
nella zona della Stazione di San Rossore, cresce il materiale
recuperato da esporre.
Un museo che si evolve e che si allarga oltre lo spazio fisico che
lo contiene: gli oggetti esposti, lo scavo archeologico, il
laboratorio di restauro, gli oggetti immagazzinati nei depositi. |

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Gli Arsenali Medicei
La Darsena vicino alla Cittadella, ossia la Darsena della
Tersanaia o Tersana, definita poi Arsenale Repubblicano,
divenne uno dei nodi principali del sistema portuale pisano.
La costruzione degli Arsenali Medicei, partì durante gli anni di
potere di Cosimo I (1537-1574), facendo parte della sua
ampia politica di riorganizzazione territoriale, poi ripresa dai figli Francesco
I (1564-87) e Ferdinando I (1587-1609).
Al momento della sua conquista Pisa da parte dei fiorentini nel 1509, la
città era in una condizione di decadenza e spopolamento. Per
rinvigorirla, Cosimo decise di fare di Pisa un polo di sviluppo
economico, complementare anziché antitetico a Firenze.
Lo scopo principale era dare a Pisa il ruolo di centro marittimo del
territorio mediceo e la costruzione degli Arsenali ne era il passo
decisivo.
Ebbe così inizio la costruzione del nuovo Arsenale,nella zona sud della
città, tra il ponte della Cittadella, la chiesa di S.Agnese e quella di
S.Vito.
Il nuovo complesso era articolato in otto navate impostate su archi
poggianti su pilastri, con tetto a capanna con uno scheletro ligneo. Gli
archi non presentavano le catene, al fine di non ostacolare in altezza
la costruzione delle navi, mentre la spinta degli archi trasversali era
contenuta da un lato dalla navata appoggiata a S.Vito, dall’altro da
una navata più piccola, detta Sprane, costruita appositamente.
Le sue dimensioni, prendevano ovviamente in considerazione le misure
delle navi più grandi (59 metri in media di lunghezza, oltre 8 metri in
media di altezza, le campate variano dai 10,65 ai 9,20 metri), per non
incorrere in pericolosi danneggiamenti alla struttura del complesso al
momento della creazione di una nuova imbarcazione.
L’attività cantieristica, che la vedeva impegnata nella fabbricazione
perlopiù di barche e barconi destinati a privati continuò, con periodi
alternanti di felicità, fino alla metà del XVIII secolo, con i Lorena.
In questa occasione, le arcate furono chiuse e, quando nell’XIX
secolo, gli Arsenali divennero sede del Deposito degli Stalloni
vennero distrutte alcune aree per trasformarle in cortili e rialzati i
muri dei capannoni più bassi.
Con la II Guerra Mondiale, poi, i bombardamenti distrussero tutta la
zona della Cittadella, facendo completamente crollare uno dei capannoni. |
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