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Van Lint opera fotografica


Pisa, il Campanile e l'abside della Cattedrale ripresi da est, 1870 circa, stampa all'albumina, 26,2x18,6. Collezione Scarpellini, Pisa Enrico Van Lint capì presto l’importanza e le potenzialità artistiche e commerciali della nuova arte fotografica e cominciò precocemente a esercitarla e a offrire le sue stampe fotografiche nel negozio-galleria della via Lungo l’Arno.Iniziò a praticare la fotografia nel 1849. Nel novembre del 1850 cominciò a realizzare calotipi; sperimentò vari tipi di carta e di procedimenti, fra cui nel 1852 la carta cerata Piot. Una visita di Eugène Piot al negozio di Van Lint sul lungarno è documentata il 10 ottobre 1851.
Nel 1855 cominciò a sperimentare il procedimento di negativi al collodio su lastra di vetro. Partecipò precocemente come scultore e come fotografo ad alcune delle grandi esposizioni ottocentesche, prima di tutto la prima Esposizione Italiana del 1861 a Firenze, dove espose lavori in alabastro e venti fotografie - per le quali ottenne una medaglia -, fra cui alcune di affreschi del Camposanto di Pisa, riconosciute “maggiori, per le difficoltà, per il merito e l'importanza Artistico-Storica de' soggetti".Nel 1880 circa affiancò al negozio-galleria su lungarno quello presso la piazza dei Cavalieri, aprendo una porta con rosta arcuata sul fianco sinistro del Palazzo del Buonuomo, in via San Sisto (oggi Corsica). Ancora negli anni ottanta i visitatori potevano ammirarvi alcune pitture di Pieter Van Lint l’antico, i modelli in terracotta di Michele Van Lint, e soprattutto stampe fotografiche. Alcuni esempi significativi di stampe fotografiche di diversi formati erano esposti in pannelli vetrati incorniciati applicati ai lati dell’ingresso e sulla facciata fino a interessare l’angolo del Palazzo anche sulla fronte verso la piazza.
Nell’Ottocento le maggiori città italiane, cariche di storia e ricche di una straordinaria sedimentazione di monumenti e stratificazione di tessuti urbani, appaiono immerse in una sorta di letargo, presentando l’aspetto e il clima di grandi paesi. Le due facce di una città unica, le tracce di una antica straordinaria grandezza e i segni di un presente limitato, il loro contrasto o comunque la loro compresenza, impressionano l’intelligenza e l’animo dei visitatori più avvertiti di Pisa e ricorrono nelle loro testimonianze. Questa è la città oggetto privilegiato dell’opera appassionata e instancabile di Enrico Van Lint fotografo.
Le fotografie di Pisa di Enrico Van Lint, realizzate fra il 1850 e il 1884, restituiscono una straordinaria immagine della città com’era, prima delle trasformazioni ottocentesche e successive, dai panorami ai lungarni, alle piazze, ai palazzi, alle chiese.
L’esposizione comprende anche una significativa selezione di vedute di altre città toscane in cui Van Lint ha operato, sia pure sporadicamente: i dintorni di Pisa, Pietrasanta, Firenze, Lucca, San Giuliano Terme.
Non mancano immagini di eventi eccezionali, come per esempio la visita di Pio IX a Firenze, nel 1857, o l’alluvione dell’Arno nelle campagne di Pisa, nel 1855.
E ancora sono da segnalare i ritratti, le riprese di fasi lunari e alcune splendide nature morte, dove è dato cogliere ancora echi significativi della sua formazione neoclassicista.
 

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