Home Rete Civica Pisana
Rete Civica Pisana

Pisa, lungarni ieri-oggi - realizzazione grafica ufficio rete civica

 WebMail   Eventi Web    Staff Web      Ricerca per Eventi della vita      Mappa del sito                 tasto informazioni  english  francais   deutsh   espanol 
Home Direzione Cultura > ricerca nel sito > indice autori > Van Lindt biografia                                                                                                          

Van Lint biografia


Enrico Van Lint  (Pisa, 1808-1884), scultore e fotografo, è spesso citato nelle storie della fotografia in Italia, nelle quali tuttavia sono riproposte soltanto poche sue immagini, soprattutto della piazza del Duomo di Pisa. Mancava a tutt’oggi una mostra monografica dedicata a questo pioniere della fotografia, che ha sperimentato fra i primi in Italia la tecnica del calotipo (negativo su carta) prima di passare ai procedimenti al collodio. La mostra – che ha soprattutto un carattere dimostrativo rimandando al catalogo per notizie più dettagliate e per una ricostruzione critica e una documentazione scientifica più ampie e articolate - propone una selezione di materiali provenienti dall’archivio del fotografo, amorosamente conservato dagli eredi, e comprende alcuni esempi di calotipi, un’ampia raccolta di stampe fotografiche originali (su carta salata o su carta albuminata) e una selezione significativa di ingrandimenti digitali ricavati da calotipi originali. Tali ingrandimenti evidenziano non soltanto il valore documentario e le qualità formali dell’immagine immersa nelle fibre della carta ma anche le diverse scelte di gamme tonali, i ritocchi (cieli schermati ecc.).

Notizie della famiglia di artisti di origine fiamminga Van Lint risalgono al diciassettesimo secolo. Ben noto è Pieter Van Lint l'antico, nato a Anversa 1609, morto in quella stessa città nel 1690, attivo anche in Italia. Michele di Giovanni Van Lint, discendente da Pietro l'antico, nacque in Roma nel 1767; apprese presto l'arte del disegno e più tardi fu ammesso nell'atelier dello scultore del Vaticano e seguì i corsi all’Accademia di San Luca. 

Autoritratto, 1867, stampa al carbone, 14,9x10,6. Archivio Van Lint, Genova
All'età di venti anni, avendo egli vinto all'Accademia il primo premio d'invenzione per il modello, il cavaliere Marcello Inghirami Fei gli offrì la direzione del laboratorio-scuola per la lavorazione dell’alabastro, a Volterra. Trasferitosi a Pisa nel 1802, frequentò gli artisti legati all’ambiente romano, quali Andrea Valadier, e fondò nel 1804 un atelier di scultura in alabastro e marmo. Sposò Luisa Huguet, di origine francese, dalla quale ebbe nove figli, di cui diversi si  dedicarono ad attività artistiche. Enrico Francesco Van Lint, primogenito di Michele, nacque a Pisa il 10 settembre 1808. Nel 1833 sposò Maria Ringliebe. Dapprima collaborò come scultore col padre e dopo la morte di questi (1828) diresse il laboratorio di scultura in marmo e alabastro.
Come non pochi altri protagonisti del periodo pionieristico della fotografia, Enrico Van Lint arrivò alla fotografia attraverso l’esperienza delle arti cosiddette maggiori. Fra le sue opere scultoree si ricordano: il  monumento alla memoria di Ranieri Tempesti, sacerdote pisano studioso di storia patria, morto nel 1819; il monumento, del 1829, a Maria Selvaggia Borghini, celebre poetessa pisana, morta nel 1791, collocato nella parete della galleria ovest del Camposanto; un’altra scultura funeraria del 1835, collocata nel chiostro di San Francesco; il monumento funebre di Teresa dei conti Wratislaw di Praga, vedova Pozzo di Borgo, morta nel 1830, raffigurata nell'atto di donare i suoi abiti ai poveri che la attorniano, collocato nel 1833 sulla parete della galleria sud del Camposanto; una statuetta in alabastro di Garibaldi. I temi e il linguaggio formale della scultura di Michele e di Enrico Van Lint sono chiaramente improntati dal gusto neoclassico e non immemori degli esempi di Antonio Canova. Anche per le difficoltà a esercitare la scultura, Enrico finì col dedicarsi a organizzare l’atelier di riproduzioni in alabastro di opere d’arte destinate al turismo crescente e poi soprattutto alla fotografia a partire dal 1849.
 

Invia un messaggio

Web Master

Direzione Cultura - Palazzo Gambacorti Piazza XX settembre - 56125 Pisa