|
Donazione Bassano |
|
La donazione Bruno Bassano
Nel Maggio 1975 Bruno Bassano giunge a Pisa per seguire
personalmente l'allestimento della mostra intitolata "Simon Segal e la
Scuola di Parigi". Questo evento ufficializza la donazione fatta dal
gallerista alla città toscana, cui è legato da rapporti di parentela ed
amicizia; si tratta di circa trecento opere, tra dipinti, guazzi,
disegni e litografie, di artisti post-impressionisti.
Tutti quadri selezionati con passione in mezzo secolo di attività,
compagni di vita e beni preziosi, che Bassano sceglie di donare ad una
prestigiosa città universitaria come Pisa nella ferma convinzione che
l'arte non possa e non debba essere un patrimonio privato, ma aperto a
tutti. |
|
 |
La maggior parte delle opere della Donazione
appartiene alla cosiddetta "Scuola di Parigi": un movimento
composito e disomogeneo che trova diffusione nella capitale
francese a cavallo tra le due guerre. Ne fanno parte molti
artisti, prevalentemente stranieri (spagnoli, sud americani,
provenienti dai paesi nordici, dai ghetti russi, dall'Europa
centrale e Balcanica) che, guardando in particolar modo all'arte
figurativa, tra. espressionismo e realismo, sviluppano un
percorso artistico individuale, caratterizzato spesso dalla
tenacia dell'autodidatta che 'cerca lo stile 'liberandosi da
qualsiasi convenzione o parametro.
La Donazione Bassano vive di questa "disomogenea armonia": opere
diverse per stile, dimensione, autore ma tutte unite dalla
caparbia volontà di ricercare un linguaggio, di creare uno stile
che sia nel contempo in rottura ed in armonia con il retroterra
artistico precedente. Ognuna di esse è impregnata dei colori e
dei sapori della Francia, unico punto comune a tutti gli artisti
che diventa il "filo rosso" dell'esposizione stessa.
|
|
Alla scoperta delle opere
Il presente allestimento segna l'inizio di un
vero e proprio "percorso" espositivo, l'incipit di un "viaggio"
che, nel tempo, consentirà di dare visibilità all'intera
donazione, tramite la rotazione progressiva delle opere che la
compongono.
I quadri qui esposti (circa 50) sono distribuiti in base a
categorie tematiche che cercano di dare organicità ad una
collezione tanto varia ed articolata:
- Il piano terra ed il primo piano sono dedicati alle opere di
Simon Segal e, in piccola parte, a quelle di Fikret Moualla, i
due artisti più amati ed emotivamente più legati al
collezionista;
- Al secondo piano troviamo riuniti i paesaggi. L'atmosfera
fumosa e signorile di Parigi, con i suoi lampioni, i ponti e gli
aguzzi campanili, fa da eco alle ciminiere fumanti di Lione che,
come aggredita dal progresso, assume le sembianze di una città
fantasma, vittima della sua stessa metamorfosi.
In una contemporaneità proiettata verso il futuro e la
tecnologia la campagna, e tutto ciò che sta al di là dei confini
urbani, assume un'inquietante imponenza: cascinali deserti,
enormi scatole vuote prive di traccia umana, chiudono
visivamente l'orizzonte, creando un claustrofobico vicolo cieco
metafora visiva di un incerto destino. Anche il mare di Provenza
si fa interprete di questo "mal di vivere": da azzurro, ventoso
e pieno di colori si trasforma in un plumbeo ed immobile magma,
dove le imbarcazioni sembrano relitti alla deriva.
- Il terzo ed ultimo piano è infine dedicato ad una Francia
"indiretta", fatta di nature morte, nudi e ritratti, testimoni
silenziosi di un viaggio nell'animo umano. |
|
Gli oggetti abbandonati su un tavolo
diventano così indizi inconsapevoli di gesti ed azioni,
protagonisti muti di un attimo di vita in cui ogni cosa
prende senso dal fatto stesso di esistere, di occupare uno
spazio e di catturare la luce. Le pennellate dense e cariche
di colore che scolpiscono i ritratti di uomini e donne si
muovono incerte tra l'istantaneità dell'impressionismo ed il
tratto più sofferto e deformante tipico dell'espressionismo,
alla ricerca di un animo che sembra restare imprigionato
nell'impasto delle cromie.
I nudi ci restituiscono invece l'immagine di un'identità
femminile violata, indebitamente spiata e spudoratamente
esibita; una donna oggetto, trasformata dallo squallore
dell'amore mercenario: occhi senza sguardo, carne senza
vita. Anche gli animali vengono raffigurati come immobili,
raggelati in una fissità innaturale, diventando così
specchio di un mondo che rinnega ed uccide la natura in nome
del dio progresso e della tecnologia. |
 |
|
Questo "viaggio", intorno ed attraverso le
opere, ci porta alla scoperta di tanti e diversi artisti ma
di un solo uomo, Bruno Bassano. Anni di appassionata
attività gli hanno fatto scrivere pagine intense presentando
i "suoi pittori" a Tolone e poi nella galleria Parigina.
Quelle stesse parole accompagnano alcuni dei quadri esposti
per rivivere, nel ricordo, l'emozione dell'arte sentita ed
amata con sincera passione per tutta la vita.
|
|
BRUNO BASSANO
(Sarzana 1869- Parigi 1978)
Bruno Bassano nasce in Italia il 12 Settembre 1896, ma
trascorre La maggior parte della sua vita in terra francese,
tanto da divenirne cittadino adottivo. Fervente socialista e
tenace oppositore del fascismo arriva a Parigi per la prima
volta a soli 27 anni, in qualità di esiliato politico; nel
1928 si trasferisce a Tolone e lì apre la sua prima Galleria
dando così inizio all' attività di mercante d'arte, che sarà
fedele compagna di tutta una vita.
Nel 1941, in quanto espatriato politico, è costretto ad
andare in residenza forzata ad Aups, nella regione francese
del Varo; dopo varie peripezie nel Febbraio 1945 valica a
piedi Le Alpi Apuane e si rifugia a Firenze dove, nel clima
entusiasmante successivo alla Liberazione, si dedica al
giornalismo ed alla critica d'arte. Nel 1951 Bassano chiede
di essere rimpatriato in Francia, dove riceve La
naturalizzazione con tutti i diritti civili e politici.
L'anno successivo apre una nuova Galleria d'arte in Rue
Grégoire de Tours, a Parigi; La provocatoria insegna
raffigura una grande testa d'asino, simbolo della
testardaggine e dell'ostinazione che guidano il suo Lavoro e
rappresentano un valido antidoto al degrado dei tempi.
Spirito ribelle e mai convenzionale, mercante d'arte per
vocazione e non per semplice mestiere, Bassano espone,
Lancia e difende pittori "non ufficiali" ricercando talenti
sconosciuti o dimenticati. Queste sue convinzioni Lo portano
inevitabilmente ad assumere una posizione difficile e
scomoda nel mercato dell'arte, contro La pittura celebrata
ed osannata e contro le tendenze che dominano la politica
degli acquisti e delle vendite. Bassano considera l'attività
del pittore come un vero e proprio "mestiere" fatto di
studio, riflessione ed esperienza, quasi come fosse un
lavoro artigiano. Rivendica il valore della tradizione ed
ama profondamente l'arte figurativa e tutta La pittura
composta secondo i canoni di quella che lui stesso definisce
la "misura e La bellezza permanente ed universale".
|
Eventi collegati alla
Donazione Bassano
La donazione Bruno Bassano
è
uno dei patrimoni dell’amministrazione che l’Assessorato
alla Cultura intende valorizzare è rendere fruibile per la
città. L’obiettivo è esporre a rotazione tutte le opere
della donazione creando mostre temporanee che le presentino
accorpate per tema o per autore.
|
|
2009
aprile-maggio
Mostra Il “Miserere” di
Georges Rouault -
Locandina |
|
|
|