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centro territoriale permanente

Un po' di storia
Non sono passati molti anni dalla conquista delle 150 ore, quando per la prima volta nel 1973 il contratto nazionale dei metalmeccanici conquistò per i lavoratori il diritto di tornare a scuola per conseguire in primo luogo il diploma della scuola dell' obbligo, quale strumento insostituibile per avviare la ricomposizione delle qualifiche e il controllo dell' organizzazione del lavoro. Si trattò di una conquista culturale con valore storico, che contribuì ad accrescere il ruolo del sindacato nelle fabbriche e di incidere sui destini dell'intero paese.
Oggi, nel bel mezzo di un cambiamento considerato epocale, indotto dai processi di innovazione e di globalizzazione che stanno rapidamente cambiando cultura e valori della società, assetti istituzionali e sociali, modelli produttivi e caratteristiche del mercato del lavoro, il diritto alla formazione lungo tutto l'arco della vita diviene una condizione fondamentale per lo sviluppo civico ed economico e per la stessa qualità della democrazia.
La prima forte indicazione politica in questa direzione è venuta, già nella prima metà degli anni '90, dai documenti della Commissione Europea presieduta prima da Delors e poi dalla Cresson che hanno indicato nella costruzione della "società della conoscenza la via per vincere le sfide inedite della globalizzazione ". La Conferenza internazionale di Amburgo del 1977 ha riconosciuto il ruolo dell'educazione permanente ed ha impegnato, nella dichiarazione finale, gli Stati membri ad adottare le iniziative necessarie affinché il diritto al sapere divenga un diritto soggettivo di cittadinanza.
Oggi, l'ingresso dell'Italia in Europa, ma soprattutto l'ampiezza e la rapidità con cui avanza il processo di unificazione, impongono di realizzare anche nel nostro paese un ampio e qualificato sistema di educazione degli adulti, che, partendo dalle esperienze più avanzate già realizzate, crei un' offerta formativa adeguata alla qualità della domanda sociale, ad un diritto al sapere quale diritto soggettivo per tutti i cittadini, giovani, adulti e anziani, agibile in ogni fase della vita, per accrescere cultura e professionalità.
Si tratta, in realtà, di mettere in moto un profondo processo di democratizzazione delle istituzioni formative che debbono restituire all'individuo il potere di scelta e di gestione del proprio patrimonio culturale e professionale: un primo importante approccio al nuovo welfare delle opportunità.

 

 

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