il FMI e gli aiuti alimentari
 
 

Fondo Monetario Internazionale



E’ stato creato a Bretton Woods nel 1944 ed ha iniziato ad operare nel 1946 con l’obiettivo di prevenire le crisi finanziare, sostenere l’espansione del mercato e degli investimenti transnazionali.
Oggi è lo strumento in mano a Stati Uniti ed Unione Europea per depredare ulteriormente delle loro risorse i Paesi più deboli. Il potere decisionale dei Paesi membri dipende dalle quote versate. I Paesi in difficoltà che si rivolgono al Fondo ottengono un prestito a condizioni ben precise, dettate quindi dai Paesi membri più potenti. Condizioni che mirano all’accaparramento di materie prime o all’acquisto di beni nazionali o all’ottenimento di migliori condizioni per le aziende straniere e per i loro investimenti.
 

Si realizza così uno strangolamento dell’economia locale, già indebolita dallo sfruttamento degli stessi Paesi che ora, generosamente, concedono i loro prestiti, forti della loro ricchezza, costruita su un saccheggio durato ben 5 secoli.
 

Nel 1998 il BRASILE chiede un prestito e il FMI detta le sue condizioni:
 

L’obiettivo è quello di indebolire le industrie locali, che con l’aumento dei tassi d’interesse, vedono schizzare alle stelle i loro debiti. Molte saranno costrette al fallimento e così saranno acquistabili a prezzo stracciato dagli investitori stranieri.

La svalutazione della moneta (il real) ha provocato un aumento del costo degli alimenti e dei beni di prima necessità. Ma il salario resta invariato e molti non riescono a comprare neppure il necessario.

La riduzione della spesa pubblica aumenta la disoccupazione e peggiora la qualità dei servizi erogati ai cittadini.

Le privatizzazioni puntano a svendere i beni pubblici ai soliti investitori stranieri, a cui fanno gola i settori dell’energia elettrica e dell’acqua.

Dietro questo processo di ricolonizzazione dell’America Latina ci sono sicuramente gli Stati Uniti. Ma non sono soli. Molti sono gli interessi di aziende europee e grande è la responsabilità dei rispettivi governi nazionali, partner fedeli degli USA, Italia compresa.
 
 


Gli aiuti alimentari



Gli aiuti alimentari hanno costituito spesso la salvezza di popolazioni, riempendo stomaci e impedendo la morte di molti. Questo è senz’altro indiscutibile. Non è però la generosità a spingere i governi a intraprendere questi programmi di assistenza. Gli Stati utilizzano ogni mezzo disponibile per perseguire i propri scopi economici e politici, compresa la fame.

Gli aiuti alimentari consistono nel cedere le proprie eccedenze a un altro Stato, gratuitamente o in cambio di una contropartita. Gli aiuti gratuiti sono spesso un modo di introdurre in un paese straniero il proprio prodotto. Gradualmente poi sono sostituiti dagli aiuti venduti, per i quali si richiede una contropartita. Un po’ come andare al supermercato e cominciare a comprare un prodotto grazie a un 3x2.
Il senatore USA McGovern dichiarava:

“Coloro che assistiamo oggi diventeranno nostri clienti domani”



Gli aiuti alimentari erano perciò un investimento a lungo termine per conquistare all’estero un mercato per i propri prodotti.

Ben presto ci si rese conto che attraverso gli aiuti alimentari si poteva fare molto più che sostenere la propria agroindustria. Nel 1957 il senatore USA Hubert Humprey dichiarò:

“Ho saputo[…] che i popoli finiscono col dipendere da noi per i nostri alimenti […]. A me è sembrata una buona notizia, perché i popoli, prima di tutto, devono mangiare. E se cercate un modo per ottenere che i popoli si affidino a voi e dipendano da voi, per indurli a cooperare con voi, mi sembra che la dipendenza alimentare sarebbe straordinaria”
 

La CIA ampliò questo concetto:

”Washington si assicurerebbe un potere di vita o di morte sul destino della massa dei poveri”




Gli aiuti alimentari vennero così venduti solo a quei Paesi che accettavano un controllo della propria economia da parte degli Stati Uniti, di cui il Paese assistito si rendeva completamente dipendente. Alimenti in cambio della rinuncia al proprio potere di decisione e a gran parte della propria autonomia politica ed economica.

Gli Stati Uniti annullarono il programma di assistenza alimentare gratuita al Cile durante il malvisto governo di Unidad Popular dal ’70 al ’73. "Stranamente" gli aiuti gratuiti tornarono sostanziosi subito dall’inizio del ’74, dopo il colpo di stato del generale Augusto Pinochet e la morte dell’amato presidente cileno Salvador Allende.

Ancora oggi l’assistenza alimentare, e quella economica più in generale, sfrutta la fame e la miseria per imporre politiche economiche utili più agli investitori stranieri che alla sopravvivenza di un popolo. In America Latina il problema della fame è grave, ma molti campi non sono utilizzati per coltivare grano. Si coltivano cereali per le mucche dei McDonald’s, si coltiva caffè per le nostre tavole, o si usano per allevare pecore con cui tessere i maglioni della Benetton.


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