la desaparecion
 
 

CHE COSA È LA DESAPARECIÓN?




Negli anni '70 e '80 le dittature militari inventavano un nuovo modo di per eliminare l'opposizione politica e seminare il terrore nel paese: la desapareción.
Migliaia di persone non saranno né incarcerate né ufficialmente giustiziate: saranno fatte scomparire.
Gli apparati repressivi delle forze armate e i gruppi paramilitari ricevono istruzioni direttamente dalle giunte militari al potere. Sequestrano le persone in casa, per la strada, nei locali. Dopo le interneranno in qualche prigione ricavata dai sotterranei di un ministero, di un distretto di polizia, da un'officina o da una casa privata.
Qui sono sottoposti a interrogatori condotti con ogni tipo di violenza fisica e psicologica. Quelli sopravvissuti verranno gettati vivi nell'oceano da un aereo in volo o sepolti in una miniera. Scomparsi. Nessun registro ufficiale annoterà la loro storia. Le autorità negheranno ogni coinvolgimento. I parenti delle vittime cercheranno a lungo di capire qual è stata la sorte dei loro cari.
La desapareción è stata uno strumento efficace e raffinato nelle mani dei militari.
I militari hanno raccolto con la tortura confessioni, liste di nomi che hanno permesso di distruggere ogni forma di opposizione: partiti, associazioni, sindacati.
Ma la desapareción ha anche permesso di diffondere nel paese un clima di terrore che congelasse ogni tentativo di dissenso, anche solo nei confronti della violenza in atto. I parenti delle vittime, ignari di quello che stava succedendo, sono stati condannati a una condizione di incertezza, sospesi tra la speranza di rivedere il figlio, la moglie, il genitore e la consapevolezza, di giorno in giorno più concreta, che le persone rapite fossero in realtà state uccise.
Una condizione di angoscia che si è voluto deliberatamente creare. Restituire la salma alle famiglie avrebbe dato loro la certezza di un evento, doloroso, ma concreto. Di fronte ad esso la popolazione avrebbe potuto prendere consapevolezza del genocidio silenzioso in atto e avrebbe potuto dare una risposta. Anche questo è stato voluto dalla dittatura. Determinare una morte silenziosa ma soprattutto anonima che colpisse individualmente la società e ne frammentasse la coscienza. Il tutto in una condizione di complicità del sistema giudiziario.
 
 

I prigionieri politici esistono ancora.
Nelle prigioni latino-americane la tortura è tuttora praticata.
Giornalisti, sindacalisti, insegnanti, preti, politici e liberi pensatori che si muovono in favore dei miserabili continuano ad esser perseguitati.
 
 
 
 
 

METODI DI TORTURA




Picana: scariche elettriche ad alta intensità ripetute ad intervalli frequenti per tempi prolungati. Gli elettrodi sono spesso applicati ai genitali maschili o al seno femminile.

Submarino: immersione della testa in un secchio contenente urina e/o escrementi, raramente solo acqua, fino quasi all’asfissia.

Violenza sessuale perpetrata anche su ragazzini di 12 anni, figli dei prigionieri. In genere eseguita davanti al partner o al genitore.

El cubo: immersioni alternate in acqua ghiacciata e bollente fino a far staccare la pelle; sulle piaghe venivano poi spalmati escrementi, affinché si infettassero.

Inserimento di roditori nella vagina delle donne.

Percosse dopo essere stati appesi al soffitto come punch-ball.

Taglio delle dita per evitare il riconoscimento dalle impronte digitali.

False fucilazioni e avvelenamenti per sconvolgere psicologicamente il prigioniero.

Ossa spezzate, unghie strappate, morsi di cani addestrati.

Iniezioni di Pentotal (potente sedativo).
 
 



I RESPONSABILI



“Per prima cosa uccideremo tutti i sovversivi. Poi uccideremo i loro collaboratori. Poi i simpatizzanti. Poi gli indecisi. E per ultimo uccideremo gli indifferenti.”

(un generale argentino)


“E’ chiaro che in Argentina dovranno morire tutte le persone che saranno necessarie al fine di garantire la sicurezza del paese.” 


(gen. J. Videla, uno dei responsabili del golpe argentino del ’76)

 
 
 
 
 

LA POSIZIONE DELLA CHIESA



Mentre in Salvador il vescovo Romero, impegnato a fianco dei campesinos (contadini), veniva assassinato durante la messa da paramilitari assoldati dal governo, il nunzio apostolico in Argentina, Pio Laghi, giocava a tennis con l’amico ammiraglio Massera, e ne giustificava la politica di persecuzione che porterà alla scomparsa di 30000 argentini.
Romero è una vittima dimenticata, Pio Laghi fa parte delle più alte sfere vaticane.
 
 



 
 

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