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"Rosa" nasce a Firenze
nel 1974 e con periodicità varia viene pubblicata fino
al 1976. Complessivamente furono pubblicati 7 numeri: 5 numeri
furono pubblicati tra il 1974 e il 1975, 2 numeri nel 1976
(nuova serie).
Come suggeriva il sottotitolo,
la rivista intendeva essere un quaderno di studio sulla condizione
della donna e uno strumento di pratica politica. Gran parte
dei numeri avevano carattere monografico. Gli articoli si
presentavano come saggi di approfondimento e di riflessione
su temi cruciali del movimento femminista di quegli anni:
lavoro, sessualità, aborto, famiglia, politica, storia
delle donne.
La rivista fu fondata e gestita
da un collettivo, composto soprattutto da femministe e militanti
del PCI. Ne facevano parte, tra le altre, Fiamma Nirenstein,
Maria Luisa Boccia, Manuela Fraire, Tamara Pitch, Cristina
Papa, Grazia Zuffa, Bianca Maria Frabotta.
"A pensarla eravamo tutte donne: lo scambio, la costruzione
del progetto della rivista avveniva nelle forme tipiche dell'esperienza
tra donne" - racconta Maria Luisa Boccia - "Rosa è stata per
me un ingresso 'morbido' nell'esperienza del femminismo perché
la rivista era nata con l'intenzione di trovare punti comuni
tra la tradizione marxista, del movimento operaio, ed il femminismo".
Bibl. Piera Codognotto,
Francesca Moccagatta, L'editoria femminista in Italia,
Milano, AIB-Bibliografica 1997; Anna Scattigno, "Rosa".
Un gruppo e una rivista, in "Memoria", 1987,
n. 19-20, pp. 66-83.
Riproduzione digitale di "Rosa"
Progetto
"Condividere la memoria"
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