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"La libertà è un diritto naturale dell'essere
umano. Questo diritto non ha limiti se non reca danno al diritto
di altri o all'interesse pubblico, che è regolato dalla legge.
Libertà e dignità dell'essre umano sono inviolabili. Lo Stato
ha il dovere di rispettare e proteggere la libertà e la dignità
dell'essere umano." (Costituzione Afgana, articolo 24)
Il Comitato per la Partecipazione Politica delle Donne esprime
la sua forte protesta contro la violazione dell'articolo 24
della Costituzione afgana avvenuta attraverso la riapertura
del dipartimento per il controllo dei vizi e delle virtù in
Afghanistan. La struttura del dipartimento sembra essere stata
disegnata per giudicare il modo di pensare ed interferire
con la forza pubblica nella vita personale, violando la dignità
delle persone e dei cittadini, violando la Costituzione afghana,
i diritti umani e le convenzioni internazionali relative a
questi diritti. Questo indica il ritorno alla passata dittatura
ed è contrario ad ogni valore democratico.
Non c'è da stupirsi se le donne, la comunità internazionale
e le persone che nel mondo parlano dei talebani come pensando
al governo afgano ufficiale. Il governo afgano invece di ridare
vita ad istituzioni che hanno lasciato il sengo dell'abuso,
dell'offesa e del comportamento inumano sulla memoria afgana
del regime dittatoriale del passato, dovrebbe migliorare il
sistema delle forze di sicurezza come la polizia per evitare
anarchia, insicurezza e rispetto come nell'articolo 20 della
Costituzione afgana.
La maniera per combattere la corruzione morale non è quella
di abusare dell'umanità e l'abuso sull'essere umano è chiaramente
vietato dall'articolo 29 della Costituzione afgana "La tortura
sull'essere umano è proibita. Nessuno, neanche nell'intenzione
dei scoprire la verità, può scegliere la tortura o ordinare
a qualcuno di torturare altre persone che possono essere perseguite,
arrestate, imprigionate, o condannate a punizione. La sanzione
contraria all'integrità dell'essere umano è proibita."
Inoltre, in accordo con l'articolo 6 della costituzione afgana,
"lo Stato è obbligato a creare una società prosperosa ed una
progressiva giustizia sociale, protezione della dignità umana,
dei diritti umani, realizzazione della democrazia…." Nel rispetto
di tutto quanto menzionato sopra, Il Comitato per la Partecipazione
Politica delle Donne rigetta la formazione del Dipartimento
per il controllo dei vizi e delle virtù e chiede di riconsiderarne
l'eliminazione, in quanto le donne sono coloro che si sono
sempre sacrificate per i costumi, le tradizioni,a causa della
parziale interpretazione dell'Islam nel nome dell'Islam. Noi
donne della prima Islamica Umah (Musulmane) non vogliamo che
di nuovo il nome dell'Islam sia usato dal dominio maschile
e dalla politica. (luglio 2006)
"Women's Political Participation Committee" is an Afghan women
independent, non-partisan lobbying group promoting women's
political participation. The committee comprises of women's
rights activists representing various civil society organizations.
Email: najia_haneefi@yahoo.com
or Pal_kabul@yahoo.com
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