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Oliveta - Loc. Colle

Bosco - Loc. Vallebuia
I boschi dei suoi monti erano protetti da
leggi molto severe e davano legname ai cantieri navali della
Repubblica Pisana.
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Nella toponomastica comune, l'origine
del nome di Calci deriva dal latino «calx, calcis», ossia «calce»,
largamente presente nelle cave di pietra poste lungo la costa del
lungomonte. Il «locus calcis» ט la primitiva espressione del
nucleo abitato che si trova nelle documentazioni di epoca romana, e
coincise con la valorizzazione dell'industria calcarea. Il borgo sorse al
centro della conca di una vallata, disseminata di casolari, corti,
romitori, conventi, chiese fra oliveti e selve di castagno, che costituirא
nei secoli quella che verrא chiamata «la Valle Graziosa».
Nell'alto medioevo Calci era un operoso borgo agricolo e industriale
insediato sulle sponde del torrente Zambra, dominato dal castello del
Vescovo pisano, feudatario della valle. L'olivicultura forniva l'olio
finissimo e la Zambra dava la forza idrica per gli opifici. Questa attivitא
era conosciuta con il nome di «Arte Bianca» ed era una delle piש
importanti nel paese, insieme all'Arte della Lana, che offriva una
pregiata produzione tessile. Altre arti minori erano la raccolta della
mortella, il lavaggio della biancheria e la concia delle pelli animali.

La grande Pieve Romanica fu costruita all'epoca del
Vescovo Dalberto, fra il 1080 ed il 1111, anno in cui vi fu deposto il
corpo del Santo Patrono Ermolao Martire. Calci si trovע spesso
coinvolto, con la sua Fortezza Verrucana, nelle sanguinose, alterne
vicende della lunga guerra tra Firenze e Pisa. Fedelissimo alla
Repubblica, con Pisa cadde all'inizio del XVI secolo sotto il dominio
fiorentino e, nella sconfitta, per punizione non gli venne riconosciuto il
diritto all'autonomia comunale e venne aggregato alla comunitא
di Vicopisano. Dopo oltre due secoli Calci fu distaccato da Vicopisano e
riunito a Pisa finchי, nel 1867, i calcesani chiesero ed ottennero
dal governo di Vittorio Emanuele I la separazione dalla comunitא di
Pisa e la possibilitא di erigersi in comune autonomo.
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Torrente Zambra

Sant'Agostino in
visita ai Monaci del Monte Pisano
Affresco
di Benozzo Gozzoli - San Gimignano
Fin dall'alto medioevo gli eremiti Santi Jacopo e Verano alla
Costa d'acqua e Sant'Alessandro vivevano all'ombra di quei
boschi nelle spelonche delle pendici verrucane. La santitא
di questi romiti ebbe cosל vasta risonanza che si possa
presumere che Bernardo da Chiaravalle abbia
tradizionalmente visitato quei luoghi, durante il suo soggiorno
a Pisa per il Sinodo del 1135. Nel medioevo la vita civica dei
calcesani era organizzata in una istituzione comunale composta
di sei consoli, rappresentanti delegati di altre comunitא
sparse nel territorio calcesano, che dal monte si spingeva fino
alla sponda destra dell'Arno. La vita gravitava intorno alle
chiese di S. Maria a Willarada, chiesa madre non piש
esistente, e di S. Andrea a Lama.
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